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social media

Dossier: Il lato oscuro dei social media - Puntata 1.0 - Presentazione

Inviato da tuxsa il
Benvenuti a un nuovo dossier di TUXSA Collettivo, dedicato a una delle tecnologie più pervasive e controverse della nostra epoca: i social media. Non parleremo solo di piattaforme per condividere foto, video e messaggi. Parleremo di macchine progettate per catturare la nostra attenzione, modellare le nostre opinioni, influenzare le nostre emozioni e, in ultima analisi, trasformare il nostro tempo e la nostra vita in denaro per pochi.

Puntata 1.2 – La psicologia della dipendenza: come i social ci catturano

Inviato da tuxsa il
I social media non sono solo piattaforme tecnologiche: sono macchine psicologiche progettate a tavolino per sfruttare i meccanismi più profondi del nostro cervello. Ogni notifica, ogni like, ogni video che si autoavvia è studiato per innescare un ciclo di ricompensa che ci tiene incollati allo schermo.

Puntata 1.1 – Il modello di business: l’attenzione come merce

Inviato da tuxsa il
«Se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu.» Questo mantra, ormai logoro ma non per questo meno vero, è la chiave di volta per comprendere l’intero ecosistema dei social media. Perché Twitter, Instagram, TikTok, Facebook e YouTube non sono – non sono mai stati – semplici strumenti di comunicazione. Sono macchine da pubblicità travestite da piazze virtuali.

Normalizzazione del bordello senza muri. L'oscenità virale tra arte, moda e social network

copertina
Autore
Anno pubblicazione
2020
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Pompa_Chiara_tesi.pdf

Il progetto di tesi nasce dalla volontà di far luce sul rapporto tra il medium fotografico e la nozione di nuova oscenità, teorizzata e disseminata nei suoi scritti da Jean Baudrillard. Nozione che – se intesa nell’accezione proposta dal filosofo francese, ovvero l’oscenità del visibile, del troppo visibile, del più visibile del visibile – ben si adatta a dettagliare i concetti di trasparenza e di visibilità peculiari della società attuale, costantemente impegnata nel mettere a nudo se stessa attraverso i social media in nome della cosiddetta ideologia della post-privacy. Incoraggiando una continua violazione della sfera del segreto, tale ideologia favorirebbe, infatti, la progressiva diminuzione dello scarto tra ciò che può essere reso di dominio pubblico e ciò che invece, tradizionalmente, sarebbe dovuto appartenere all’ambito del privato. Un andamento generale della cultura, quello appena delineato, che si è imposto capillarmente a cavallo di millennio, accelerato dalla nascita del World Wide Web, del quale la fotografia riesce a farsi promotrice oltre che sommo interprete, contribuendo – anche in virtù di un’innovata condizione tecnologica– al compimento della visibilità e della trasparenza totale. Nel corso della trattazione, la nozione “aggiornata” di osceno sarà, dunque, assurta a strumento euristico utile a tracciare gli svolgimenti paralleli della pratica fotografica nei campi delle arti visive, della moda e dei social media, in un arco temporale che va dall’inizio degli anni Novanta a oggi. Uno strumento attraverso cui connettere autori di riferimento, rileggerne alcuni e candidarne di nuovi tra quanti, allargando il “campo del fotografabile” teorizzato da Pierre Bourdieu, profanano la soglia del privato e portano alla ribalta i risvolti banali e ordinari della quotidianità, fino a quelli intimi, tragici, inquietanti, perturbanti o addirittura nefandi, favorendo così la concretizzazione di quel “bordello senza muri” che secondo Marshall McLuhan è il mondo nell’età fotografica.

Tipo Risorsa
Tesi
Fondo Librario