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Salerno Smart City: tre anni dopo il Piano, il digitale non può fermarsi ai servizi online
Nel 2023 Salerno si è dotata di un Piano Smart City che immaginava una città capace di utilizzare dati, tecnologie, sensori e servizi digitali per migliorare mobilità, ambiente, partecipazione e qualità della vita. Tre anni dopo alcuni passi sono stati compiuti, soprattutto nella digitalizzazione amministrativa, ma la trasformazione urbana delineata dal Piano appare ancora frammentaria e, soprattutto, poco verificabile dai cittadini. È arrivato il momento di passare dai singoli interventi a una pianificazione pubblica, misurabile e aggiornata.
APPENDICE: METODO, GLOSSARIO E CONCLUSIONI
Questo dossier è nato da un’esigenza: proporre una visione di Smart City per Salerno che mettesse al centro i residenti, gli anziani e la rigenerazione urbana, evitando gli errori di altre città. Il percorso di stesura ha seguito principi precisi, che qui rendiamo espliciti per garantire trasparenza e replicabilità.
VISIONE STRATEGICA E SINTESI – La Salerno Smart City del futuro (5)
Questo dossier ha provato a delineare un percorso possibile. Un percorso che parte dai bisogni reali dei residenti, che mette al centro gli anziani, che recupera l'esistente invece di consumare nuovo suolo, che coinvolge i cittadini nelle decisioni, che usa la tecnologia come servizio e non come fine
Progetti smart concreti per Salerno, con tempi, costi e fonti di finanziamento (4)
Ora è il momento di passare ai progetti concreti. Non elenchi astratti, ma schede operative con: obiettivo, descrizione, tecnologia necessaria, costo stimato, fonti di finanziamento, tempistiche e indicatori di successo. Ogni progetto è pensato per essere realistico, scalabile e finanziabile con i fondi disponibili (PNRR, FESR, Horizon Europe, Fondazione CON IL SUD, partenariati pubblico-privati)
GOVERNANCE E PARTECIPAZIONE – Come coprogettare la Smart City con i cittadini (3)
Il fallimento più comune delle iniziative Smart City in Italia e nel mondo è stato l'approccio top-down: la pubblica amministrazione (spesso spinta da grandi aziende tecnologiche) decide cosa è meglio per i cittadini, installa sensori, lancia app, crea piattaforme. Il risultato? Progetti sottoutilizzati, costosi, scollegati dai bisogni reali. I cittadini non li adottano perché non li capiscono, non li sentono propri, o semplicemente non risolvono i loro problemi quotidiani
I BISOGNI DEI RESIDENTI E DEGLI ANZIANI – La Smart City come strumento di inclusione e non di esclusione (2)
Nella Puntata 1 abbiamo tracciato il quadro macro: una città che invecchia, si svuota di giovani, subisce la pressione turistica e consuma suolo senza risolvere il problema abitativo. Ora dobbiamo scendere a livello micro, chiedendoci: cosa significa tutto questo per una persona che vive a Salerno ogni giorno?
Salerno tra crisi abitativa, overtourism e invecchiamento demografico (1)
I dati raccontano una città che cresce come meta turistica, ma si svuota come comunità residente. I giovani se ne vanno, le famiglie faticano a trovare casa, gli anziani restano soli in un centro storico sempre più invaso da B&B e case vacanza. Il paradosso è evidente: mentre si costruiscono nuovi edifici in periferia (suolo consumato), decine di migliaia di vani rimangono sfitti in centro, perché più redditizi come affitti brevi stagionali che come residenze stabili
Salerno oltre i parcheggi: verso una mobilità dolce, pulita e continua sul mare
Una città lunga sul mare, densa di quartieri e flussi turistici, non può affidarsi solo a bus e parcheggi