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educazione digitale

Difese per i più piccoli

Inviato da tuxsa il
Dopo aver analizzato i rischi (sharenting, sorveglianza scolastica, sfruttamento dei bambini influencer), questa puntata si concentra sulle soluzioni pratiche che genitori, insegnanti e cittadini possono adottare oggi. Il punto di partenza è chiaro: i bambini non possono difendersi da soli. Non conoscono le logiche degli algoritmi, non sanno cosa sia un consenso informato, non hanno potere contrattuale con le piattaforme. Tocca agli adulti costruire un perimetro di protezione

Il primo like prima ancora di nascere

Inviato da tuxsa il
Il termine sharenting (dall’inglese share + parenting) indica la pratica dei genitori di condividere foto, video e informazioni personali dei propri figli sui social media. Secondo uno studio del 2021 di Internet Matters (UK), l’80% dei bambini europei ha una presenza digitale prima del secondo anno di età. Negli Stati Uniti, una ricerca della Pew Research Center (2022) ha rilevato che il 60% dei genitori ha pubblicato foto dei propri figli online, e il 30% lo fa almeno una volta a settimana

Puntata 1.5 – Salute mentale: ansia, depressione, confronto sociale

Inviato da tuxsa il
Nelle puntate precedenti abbiamo analizzato il modello di business, la dipendenza psicologica, la polarizzazione e la disinformazione. Ora entriamo nel vivo delle conseguenze personali: come i social media influenzano la nostra autostima, la perce'ansia, la depressione e il senso di solitudine

Puntata 1.4 – Disinformazione e manipolazione politica

Inviato da tuxsa il
Nelle puntate precedenti abbiamo visto come gli algoritmi ci chiudano in bolle e amplifichino la polarizzazione. Ora esploriamo il passo successivo: come queste dinamiche vengono sfruttate per manipolare l'opinione pubblica, influenzare elezioni, diffondere teorie del complotto e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche

Puntata 1.1 – Il modello di business: l’attenzione come merce

Inviato da tuxsa il
«Se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu.» Questo mantra, ormai logoro ma non per questo meno vero, è la chiave di volta per comprendere l’intero ecosistema dei social media. Perché Twitter, Instagram, TikTok, Facebook e YouTube non sono – non sono mai stati – semplici strumenti di comunicazione. Sono macchine da pubblicità travestite da piazze virtuali.