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La fascia costiera

Inviato da tuxsa il

Salerno è una città di mare. È probabilmente la sua caratteristica geografica più immediatamente riconoscibile e uno degli elementi che maggiormente ne determinano identità, paesaggio e qualità urbana. Eppure parlare del rapporto tra Salerno e il mare significa quasi sempre parlare di spiagge, porti, passeggiate, stabilimenti balneari, turismo, opere architettoniche o riqualificazione urbana.

Molto più raramente ci chiediamo: quanto è verde la costa di Salerno?

È la domanda dalla quale parte questo capitolo.

Una costa, molte città

La fascia costiera salernitana non è omogenea. A occidente troviamo il sistema portuale e il fronte della città storica e centrale. Poi il Lungomare Trieste. Successivamente il fiume Irno introduce una discontinuità territoriale importante. Da lì verso oriente si sviluppa una lunga fascia urbana costiera, attraverso Torrione, Pastena, Mercatello e le aree successive, fino al limite comunale.

Già la relazione originaria del PUC descriveva una struttura molto netta: due sistemi portuali separati dal lungomare alberato e, ad est dell'Irno fino al Picentino, una lunga fascia di arenile interessata anche dalla presenza degli stabilimenti balneari.

È una geografia che suggerisce immediatamente una cosa. Non possiamo parlare della costa come se fosse un unico spazio uniforme. Ma possiamo provare a progettarla come un unico sistema ecologico.

Il modello che Salerno possiede già

Il Lungomare Trieste rappresenta da questo punto di vista una straordinaria lezione urbana. La relazione del PUC lo descrive come un lungomare alberato realizzato nell'immediato dopoguerra. La sua importanza non deriva soltanto dalla vicinanza al mare.

Dipende dall'associazione di diversi elementi:

  • alberi;
  • spazio pedonale;
  • vegetazione;
  • luoghi di sosta;
  • continuità del percorso;
  • rapporto visivo con il mare.

È proprio questa combinazione a trasformare un semplice bordo stradale sul mare in spazio pubblico urbano.

Salerno Verde ritiene che questo principio possa essere reinterpretato, con forme naturalmente differenti, lungo l'intera fascia costiera. Non si tratta di replicare meccanicamente il Lungomare Trieste. Si tratta di recuperarne la lezione fondamentale: tra città e mare può esistere uno spazio pubblico nel quale la vegetazione costituisce parte strutturale del progetto.

Dopo l'Irno il rapporto cambia

Procedendo verso oriente la relazione tra città e costa diventa differente. Il fronte urbano, la strada, gli stabilimenti balneari, le infrastrutture e le diverse trasformazioni avvenute nel tempo producono una maggiore frammentazione dello spazio. È proprio questa parte della costa che il PUC identifica come strategica.

Le Norme Tecniche di Attuazione vigenti definiscono infatti una specifica Sottozona B2 – Fascia Costiera, compresa tra il fiume Irno a ovest, la battigia a sud e il cosiddetto centro Gallotta a est.

La norma è interessante anche perché non tratta il litorale semplicemente come area balneare. Prevede che gli interventi comprendano:

  • una passeggiata a mare possibilmente continua;
  • percorsi pubblici di accesso al mare;
  • percorsi ciclabili;
  • alberature;
  • elementi di arredo;
  • demolizione dei manufatti incongrui con il contesto ambientale.

Quindi alcuni degli elementi dai quali partiamo in Salerno Verde sono già presenti nella pianificazione urbanistica.

Una fascia verde prevista da anni

C'è però un elemento ancora più significativo. Le precedenti Norme Tecniche del PUC e le Linee Guida per la fascia costiera prevedevano esplicitamente la ricostituzione di una fascia di verde tra la nuova strada litoranea e l'arenile, finalizzata alla realizzazione del Parco Attrezzato della Litoranea Orientale.

Le NTA vigenti nel 2026 stabiliscono che, fino all'approvazione di nuove Linee Guida, continuano ad applicarsi quelle approvate nel 2012 per quanto compatibili con le norme attuali.

Questo significa che l'idea di una fascia verde orientale non nasce oggi con Salerno Verde. Era già entrata nella pianificazione comunale. Ed è proprio per questo che dobbiamo porre una domanda: quanto di quella visione è stato effettivamente realizzato e quanto rimane ancora sulla carta?

Dal verde urbanistico all'infrastruttura climatica

Le norme urbanistiche parlano di alberature e verde prevalentemente all'interno di una più ampia disciplina della trasformazione della fascia costiera. Salerno Verde propone invece di assumere il verde costiero come infrastruttura primaria di adattamento climatico. Questo cambia le priorità.

Non dovremmo più chiederci soltanto: dove possiamo inserire qualche albero?

Ma: quale percentuale della fascia costiera dovrebbe essere ombreggiata dalle chiome degli alberi tra venti o trent'anni?

È una domanda completamente diversa. E soprattutto è misurabile.

La costa come grande infrastruttura verde lineare

Immaginiamo quindi il fronte mare non come una sequenza di progetti autonomi, ma come un unico asse:

Porto → Santa Teresa → Lungomare Trieste → Irno → Torrione → Pastena → Mercatello → zona orientale → limite comunale.

Non significa che ogni tratto debba essere identico. Al contrario. Ogni zona manterrebbe la propria funzione e identità.

Ma alcuni principi dovrebbero diventare continui:

  • ombra;
  • alberature;
  • mobilità pedonale;
  • mobilità ciclabile;
  • suolo permeabile dove possibile;
  • vegetazione mediterranea;
  • accessibilità al mare;
  • biodiversità;
  • continuità ecologica.

Avremmo così un vero Corridoio Verde Costiero di Salerno.

L'ombra come infrastruttura

In una città mediterranea una delle funzioni principali degli alberi lungo la costa è l'ombra e non è una considerazione estetica. Una passeggiata completamente esposta al sole può diventare difficilmente utilizzabile nelle ore più calde dell'estate. Una passeggiata ombreggiata mantiene invece una maggiore fruibilità durante una parte molto più ampia della giornata.

Per questo Salerno Verde propone di introdurre un indicatore che normalmente non compare nei progetti di riqualificazione:

percentuale di percorso pedonale costiero coperta da ombra arborea.

Potremmo misurarla. Tratto per tratto. E stabilire obiettivi progressivi.

Non: «pianteremo 500 alberi».

Ma: «entro il 2040 il 60% dei principali percorsi pedonali costieri dovrà beneficiare di copertura arborea nelle ore più calde».

Il primo numero è una quantità amministrativa. Il secondo è un obiettivo climatico.

Non basta mettere alberi sul lungomare

Anche qui dobbiamo però evitare semplificazioni.

La fascia costiera presenta condizioni difficili per molte specie vegetali:

  • vento;
  • salsedine;
  • esposizione solare;
  • spazi radicali spesso limitati;
  • interferenze con sottoservizi;
  • superfici pavimentate;
  • periodi siccitosi.

La scelta delle specie deve quindi essere particolarmente attenta. Non dobbiamo chiedere soltanto quali alberi sopravvivano vicino al mare ma dobbiamo individuare quelli capaci di:

  • resistere;
  • crescere;
  • sviluppare chiome significative;
  • richiedere quantità d'acqua compatibili con il clima futuro;
  • convivere con le infrastrutture;
  • garantire biodiversità.

Il Corridoio Verde Costiero dovrà quindi avere una propria strategia vegetazionale mediterranea.

Palme e alberi non sono la stessa cosa

Salerno possiede una forte tradizione di palme negli spazi costieri. Sono un elemento importante del paesaggio urbano e non proponiamo certamente di eliminarle ma dal punto di vista climatico una palma e un grande albero con chioma espansa non svolgono la stessa funzione. Per questo la strategia dovrà combinare differenti tipologie vegetali. Le palme possono continuare a svolgere una funzione paesaggistica e identitaria ma nei luoghi nei quali serve ombra devono essere affiancate da specie capaci di produrre chiome ampie e continue.

La scelta non è tra palma e albero. È tra decorazione vegetale e progettazione climatica della vegetazione.

Deimpermeabilizzare la costa

L'altro grande tema è il suolo. Buona parte degli spazi costieri urbani è inevitabilmente costituita da strade, marciapiedi, piazze, parcheggi e altre superfici pavimentate. Non possiamo eliminarle. Possiamo però chiederci quanta parte sia realmente necessaria.

Ogni volta che si interviene su uno spazio costiero Salerno Verde propone di applicare una regola:

nessuna nuova impermeabilizzazione senza aver prima verificato la possibilità di ridurre quella esistente.

Una parte delle pavimentazioni potrebbe essere sostituita da:

  • aiuole drenanti;
  • superfici permeabili;
  • fasce vegetate;
  • rain garden;
  • spazi radicali per gli alberi;
  • piccoli giardini.

Non occorrono necessariamente trasformazioni gigantesche. Centinaia di piccoli interventi possono modificare progressivamente il comportamento climatico e idraulico della fascia costiera.

L'acqua che arriva dalle colline

Qui si collega questo Punto al capitolo precedente. La costa rappresenta il punto terminale di molti sistemi idrologici provenienti dall'interno. Irno, Picentino e altri corsi d'acqua o impluvi collegano idealmente il sistema collinare con il mare.

La fascia costiera non dovrebbe quindi essere progettata separatamente dal sistema delle acque. La nostra infrastruttura verde deve diventare anche infrastruttura blu. Acqua meteorica, superfici permeabili, vegetazione e corsi d'acqua devono essere considerati parti dello stesso sistema.

Il nodo dell'Irno

La foce dell'Irno assume da questo punto di vista un'importanza eccezionale.

È contemporaneamente:

  • terminale di un corso d'acqua;
  • punto di incontro tra città e mare;
  • cerniera tra centro e zona orientale;
  • potenziale collegamento tra il Corridoio Verde dell'Irno e il Corridoio Verde Costiero.

In una futura cartografia di Salerno Verde questo punto dovrebbe essere rappresentato come un vero nodo ecologico urbano.

Non semplicemente come foce.

Collina → Irno → parchi → città → costa → mare.

È uno degli assi strutturali che stanno progressivamente emergendo dal nostro lavoro.

Piazza della Libertà come occasione mancata o ancora aperta

Anche Piazza della Libertà entra inevitabilmente in questa lettura. La grande superficie sul mare costituisce uno dei principali spazi pubblici realizzati recentemente lungo il fronte costiero. La sua forte mineralizzazione e la limitata presenza di ombra arborea mostrano quanto sia importante introdurre criteri climatici nella progettazione degli spazi pubblici.

Ma Salerno Verde non considera Piazza della Libertà un problema ormai irreversibile. Al contrario.

Può diventare un laboratorio.

Inserimento di vegetazione mediterranea, grandi contenitori verdi quando non è possibile intervenire direttamente nel sottosuolo, strutture d'ombra, incremento progressivo della componente vegetale e migliore rapporto climatico tra piazza e mare potrebbero dimostrare che anche gli spazi già costruiti possono essere rigenerati senza essere demoliti o stravolti.

Questo principio sarà importante per tutta la città.

Costa pubblica significa anche accesso

Una fascia verde costiera deve essere inoltre realmente pubblica. Le stesse NTA vigenti richiedono una passeggiata a mare possibilmente senza soluzione di continuità e percorsi pubblici di accesso al mare.

Salerno Verde assume questo principio e lo amplia.

La continuità deve essere:

  • fisica;
  • pedonale;
  • ecologica;
  • percettiva.

Il cittadino dovrebbe poter riconoscere progressivamente la costa come uno spazio pubblico continuo, anche quando attraversa parti caratterizzate da funzioni differenti.

Stabilimenti balneari e verde

La presenza degli stabilimenti balneari non è incompatibile con questa visione. Le stesse norme urbanistiche attribuiscono alle strutture balneari un ruolo importante nell'utilizzo del litorale e ne disciplinano trasformazioni e possibili nuovi manufatti.

Ma Salerno Verde propone un principio: ogni trasformazione privata o concessionata della fascia costiera dovrebbe contribuire alla qualità ecologica complessiva del fronte mare.

Per esempio attraverso:

  • alberature;
  • superfici permeabili;
  • riduzione delle pavimentazioni;
  • vegetazione autoctona;
  • continuità pedonale;
  • gestione sostenibile delle acque;
  • riduzione delle isole di calore.

La concessione di uno spazio costiero dovrebbe quindi produrre anche un beneficio ambientale pubblico.

La costa non è soltanto turismo

Questo porta a una questione politica importante. La relazione storica del PUC attribuiva grande rilievo al recupero del rapporto della città con il mare anche in funzione dell'offerta turistica e balneare. È comprensibile ma Salerno Verde vuole aggiungere un'altra prospettiva.

La costa è prima di tutto spazio quotidiano dei cittadini.

Non viene utilizzata soltanto dai visitatori:  È percorsa da chi cammina,  Da chi corre,  Da chi porta fuori i bambini, Da chi va in bicicletta, Da chi cerca un luogo fresco, Da chi semplicemente vuole sedersi davanti al mare.

Il progetto costiero deve quindi essere valutato innanzitutto per la qualità della vita che offre ai salernitani durante tutto l'anno.

Misuriamo la costa

Divideremo la fascia costiera in segmenti e per ciascuno cercheremo di misurare almeno:

IndicatoreCosa misurare
Lunghezzametri di fronte costiero
Alberaturenumero e distribuzione
Copertura arborea%
Percorso ombreggiato%
Superficie permeabile%
Superficie artificializzata%
Verde pubblico
Accessi al marenumero e distanza
Percorsi pedonalicontinuità
Percorsi ciclabilicontinuità
Aree trasformabiliopportunità
Interruzionibarriere alla continuità
Connessioni monte-marepresenza/potenziale

Avremo così qualcosa che oggi manca alla nostra analisi: un profilo ecologico dell'intera costa salernitana.

Dal porto al Picentino

L'obiettivo di lungo periodo può quindi essere formulato chiaramente:

realizzare una grande infrastruttura verde e blu lungo il fronte mare di Salerno.

Non un unico gigantesco parco. Non un progetto architettonico uniforme. Non l'ennesimo intervento isolato.

Una rete continua di spazi differenti legati da principi comuni.

Il Lungomare Trieste potrà mantenere la propria identità storica. Santa Teresa la propria funzione. Piazza della Libertà potrà essere progressivamente rinverdita. La zona dell'Irno potrà diventare una cerniera ecologica. Torrione, Pastena e Mercatello potranno sviluppare forme differenti di verde costiero. La zona orientale potrà diventare il luogo nel quale recuperare in maniera più consistente suolo permeabile e vegetazione.

Ogni tratto diverso. Un'unica strategia.

Due grandi infrastrutture

Abbiamo individuato una possibile: CINTURA VERDE COLLINARE

e ora una: INFRASTRUTTURA VERDE COSTIERA

Tra le due dovranno svilupparsi i: CORRIDOI VERDI E BLU MONTE-MARE

Irno, valloni, alberature, parchi e percorsi urbani possono costruire progressivamente queste connessioni.

All'interno di questa struttura si inserisce infine la rete di:

PARCHI → GIARDINI → POCKET PARK → ALBERATURE STRADALI.

Non stiamo più parlando di singoli alberi.

Comincia a emergere un vero sistema ecologico della città.

Una domanda diversa per il futuro del mare

Per molti anni la domanda sul fronte mare di Salerno è stata: come possiamo trasformarlo?

Salerno Verde propone di aggiungerne un'altra: come possiamo renderlo più naturale senza perdere la sua funzione urbana?

E da questa domanda deriva forse l'obiettivo più ambizioso di questo capitolo:

fare della costa di Salerno non soltanto il principale spazio pubblico della città, ma anche la sua più grande infrastruttura climatica lineare.