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SALERNO VERDE - Per un Piano civico del Verde e dell'infrastruttura ecologica di Salerno

Inviato da enzo de simone il
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Salerno Verde

Salerno ha bisogno di più verde. Ma, soprattutto, ha bisogno di cominciare a considerare il verde non come ciò che rimane libero tra un edificio, una strada e una piazza, né come semplice elemento ornamentale da aggiungere al termine di una trasformazione urbana, ma come una vera infrastruttura della città.

Da questa convinzione nasce Salerno Verde, un progetto civico con il quale il Collettivo TUXSA intende avviare una riflessione organica sul presente e sul futuro del patrimonio naturale e vegetale di Salerno e, contemporaneamente, formulare una proposta concreta per un Piano civico del Verde e dell'infrastruttura ecologica della città.

Negli ultimi decenni Salerno è profondamente cambiata. Mentre la popolazione residente diminuiva, il territorio urbano continuava a trasformarsi: nuove costruzioni, nuovi complessi edilizi, nuove superfici impermeabilizzate hanno modificato parti importanti della città e aree precedentemente libere sono progressivamente scomparse. Non vogliamo assumere questa constatazione come una conclusione già scritta: uno dei primi obiettivi di Salerno Verde sarà proprio quello di misurare questi fenomeni, mettendo in relazione l'andamento della popolazione, il consumo di suolo, l'espansione del costruito e l'evoluzione delle superfici verdi.

Il punto dal quale partiamo è però politico, prima ancora che tecnico.

Quale città vogliamo lasciare nei prossimi decenni?

Una città mediterranea come Salerno, sempre più esposta agli effetti delle ondate di calore e della crisi climatica, non può continuare a considerare alberi, parchi, colline, corsi d'acqua e terreni liberi come elementi residuali della pianificazione urbana. Essi costituiscono una vera infrastruttura ambientale, indispensabile quanto quelle destinate alla mobilità, all'acqua, all'energia e ai servizi.

Per questo Salerno Verde non vuole limitarsi alla manutenzione del patrimonio esistente o alla richiesta di qualche nuova alberatura. L'obiettivo è più ampio: provare a immaginare un sistema verde continuo e riconoscibile, capace di attraversare la città e collegare le colline al mare, i parchi ai quartieri, i corsi d'acqua alla fascia costiera, le alberature stradali alle piazze e agli spazi pubblici.

Significa interrogarsi sulla distribuzione del verde tra i diversi quartieri, sulla quantità e qualità delle alberature, sulla possibilità di creare nuovi giardini e piccoli parchi di prossimità, sulla progressiva deimpermeabilizzazione di alcune superfici, sulla creazione di zone d'ombra, sulla biodiversità urbana e sulla necessità di restituire spazio alla natura anche dove la città è ormai densamente costruita.

Significa anche occuparsi delle grandi aree strategiche.

Colle Bellaria rappresenta uno dei casi più evidenti. Una grande presenza verde nel cuore della città, oggi sostanzialmente estranea alla vita quotidiana dei cittadini e sulla quale da tempo circolano voci e preoccupazioni circa possibili interessi di trasformazione.

Non intendiamo trasformare informazioni non documentate in fatti accertati, ma neppure riteniamo che una comunità debba aspettare che ogni scelta sia stata formalizzata prima di discutere del futuro del proprio territorio.

È esattamente il contrario. Una comunità dovrebbe decidere prima quali luoghi considera strategici e quale futuro vuole assegnare loro.

Per questo la domanda che Salerno Verde pone non è se esista oggi un progetto edilizio per Colle Bellaria. La domanda è molto più semplice e, contemporaneamente, molto più politica:

vogliamo stabilire oggi che Colle Bellaria rappresenta una risorsa ambientale strategica per Salerno, da proteggere, recuperare e restituire alla città?

Lo stesso principio dovrà essere applicato alle altre aree libere, agricole, naturali o seminaturali ancora presenti nel territorio comunale. Non vogliamo occuparcene soltanto quando compare una proposta di trasformazione. Vogliamo individuarle prima, comprenderne il valore ambientale e sociale e discutere pubblicamente quale ruolo debbano avere nella Salerno del futuro.

Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla fascia costiera. Il rapporto di Salerno con il mare non può essere misurato soltanto attraverso passeggiate, piazze e opere architettoniche. Dal porto alla zona orientale può essere immaginata una grande infrastruttura verde costiera, nella quale alberature, ombra, suoli permeabili, vegetazione mediterranea e spazi pubblici concorrano a creare un ambiente urbano più vivibile e climaticamente resiliente.

Salerno Verde nasce però anche dalla consapevolezza che una proposta credibile non possa essere costruita soltanto sulle convinzioni di chi la promuove.

Per questo partiremo dai dati.

Cercheremo di ricostruire ciò che Salerno possiede già: gli strumenti urbanistici, la rete ecologica prevista dal PUC, il patrimonio arboreo, le aree verdi pubbliche, i parchi, i progetti realizzati o programmati, le politiche di manutenzione, le piantumazioni, gli eventuali censimenti disponibili e le risorse investite. Parallelamente analizzeremo l'evoluzione demografica, il consumo di suolo, l'impermeabilizzazione e le principali trasformazioni urbanistiche degli ultimi decenni.

Distingueremo sempre chiaramente i fatti documentati dalle segnalazioni, dalle preoccupazioni e dalle nostre valutazioni politiche.

Ma queste ultime non saranno considerate un elemento estraneo al lavoro. Ne rappresenteranno, al contrario, una parte essenziale.

Il Collettivo TUXSA non è un ente di ricerca né un organismo amministrativo. È una realtà civica che considera la partecipazione alla vita della città anche come capacità di osservare ciò che sta accadendo, raccogliere le preoccupazioni che emergono dalla comunità, formulare domande prima che sia troppo tardi e, soprattutto, avanzare proposte.

Per questo Salerno Verde non sarà soltanto un dossier sul verde.

Vogliamo che diventi progressivamente una proposta per un diverso modo di pensare la città.

Una città nella quale il terreno non edificato non sia automaticamente considerato uno spazio in attesa di una futura trasformazione; nella quale piantare alberi significhi realizzare infrastrutture climatiche e non semplicemente interventi decorativi; nella quale un parco non sia un vuoto tra gli edifici ma un servizio pubblico; nella quale le colline siano considerate parte integrante dell'ecosistema urbano e nella quale il rapporto con il mare comprenda anche quello tra natura, clima e spazio pubblico.

Il percorso sarà aperto.

Cittadini, associazioni, comitati e realtà territoriali potranno segnalare aree abbandonate, luoghi privi di alberature, giardini degradati, terreni che ritengono necessario proteggere, spazi che potrebbero essere rinaturalizzati e situazioni meritevoli di approfondimento. Le segnalazioni non saranno automaticamente trasformate in conclusioni, ma potranno diventare punti di partenza per verifiche, approfondimenti e proposte.

Il metodo sarà quindi semplice:

conoscere ciò che abbiamo, capire ciò che abbiamo perduto, proteggere ciò che non possiamo permetterci di perdere e progettare ciò che ancora manca.

Salerno Verde comincia da qui.

Non da un progetto già scritto, ma da una domanda rivolta alla città:

quanto verde vogliamo nella Salerno dei prossimi trent'anni e quali scelte siamo disposti a compiere oggi per averlo domani?