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Gli alberi della città

Inviato da tuxsa il

Quanti alberi ci sono a Salerno? È probabilmente la domanda più elementare che si possa porre parlando del patrimonio arboreo di una città. Eppure, al termine di una prima ricerca, non siamo ancora in grado di fornire un numero complessivo certo, aggiornato e facilmente verificabile.

Non significa necessariamente che il Comune non conosca i propri alberi. Anzi, la documentazione che abbiamo trovato racconta una storia molto più interessante.

Un catasto degli alberi pensato più di venticinque anni fa

Bisogna tornare al 2000. Nel Regolamento per la tutela di aree a verde ed alberate, approvato dal Consiglio comunale il 9 ottobre di quell'anno, l'Ufficio Verde Pubblico indicava tra gli obiettivi da raggiungere:

l'informatizzazione del catasto delle alberature e degli strumenti di pianificazione degli interventi manutentivi.

Il documento precisava inoltre che il rilevamento delle alberature e l'inserimento dei dati in un apposito sistema informatico erano allora in fase di completamento. È un'informazione estremamente importante. Significa che già alla fine degli anni Novanta Salerno aveva riconosciuto un principio fondamentale: per gestire gli alberi bisogna prima conoscerli.

Lo stesso documento utilizzava una formula che potrebbe essere scritta ancora oggi: «Conoscere per gestire».

A distanza di oltre venticinque anni la domanda di Salerno Verde diventa quindi inevitabile: che cosa è diventato quel catasto?

Le schede degli alberi esistono

Una prima risposta arriva dalla documentazione pubblicata dal Comune nel 2024 relativa agli interventi di sostituzione e messa a dimora di nuove alberature.

La documentazione comprende:

  • schede degli alberi;
  • tabelle riepilogative;
  • profili;
  • schede albero e profili.

C'è persino un particolare apparentemente marginale ma molto significativo: il Comune avverte che la scheda dell'albero 18411 contiene un errore e indica il documento nel quale trovare quella corretta. Questo significa che almeno una parte del patrimonio arboreo viene identificata attraverso schede individuali associate a un codice. Non sappiamo ancora se la numerazione sia progressiva e continua e quindi il numero 18411 non può essere utilizzato per affermare che Salerno possieda almeno 18.411 alberi. Sarebbe una deduzione non dimostrata. Ma possiamo affermare qualcosa di altrettanto importante:

esiste un sistema di identificazione individuale degli alberi utilizzato dall'Amministrazione.

A questo punto la questione non è più soltanto se esista un censimento.

Dobbiamo capire come funziona e quanto copre.

Il dato che ci manca

Un moderno catasto arboreo dovrebbe permettere di conoscere, per ogni esemplare, almeno alcune informazioni fondamentali:

InformazionePerché è importante
Identificativoriconoscere univocamente l'albero
Coordinatelocalizzarlo sulla mappa
Specieconoscere composizione e biodiversità
Dimensionivalutare sviluppo e importanza
Età o classe d'etàprogrammare il rinnovo
Stato vegetativomonitorarne la salute
Stabilitàvalutare eventuali rischi
Interventiricostruire potature e manutenzioni
Data dei controlliconoscere l'attualità della valutazione
Abbattimentoregistrare l'eventuale rimozione
Sostituzioneverificare il ripristino
Data di impiantoseguire le nuove alberature

Non sappiamo ancora quali e quanti di questi campi siano presenti nel sistema utilizzato dal Comune. Ed è esattamente ciò che dovremo verificare.

Dal catasto amministrativo al patrimonio pubblico di dati

Ma Salerno Verde pone una seconda questione. Un catasto può essere perfettamente funzionante come strumento interno dell'Amministrazione e contemporaneamente essere praticamente invisibile alla cittadinanza. Per noi non è sufficiente.

Se gli alberi costituiscono un patrimonio collettivo, anche le informazioni fondamentali sul loro stato dovrebbero costituire patrimonio informativo pubblico.

Immaginiamo una mappa online della città. Cliccando su un albero potremmo conoscere la specie, le dimensioni, la data approssimativa di impianto, gli ultimi interventi eseguiti e, quando necessario, l'eventuale programma di sostituzione. Non sarebbe soltanto uno strumento di trasparenza ma permetterebbe ai cittadini di conoscere il patrimonio arboreo del proprio quartiere e potrebbe diventare uno strumento educativo per scuole, associazioni e comunità.

200 nuovi alberi: un intervento importante, ma non basta contarli

Nell'aprile 2025 il Comune ha annunciato un intervento di riqualificazione ambientale urbana con la messa a dimora di 200 alberi e 200 piante. Prima dell'intervento, il Settore Verde Pubblico aveva effettuato uno screening delle strade che necessitavano di messa a dimora, risanamento o sostituzione delle specie arboree. Le nuove alberature interessavano numerose parti della città: Fratte, Carmine, rioni collinari, Irno, Lungomare Tafuri, Lungomare Marconi, via Posidonia, Arbostella e diverse altre strade e piazze.

È un intervento che Salerno Verde valuta positivamente ma ci permette anche di spiegare perché il numero degli alberi piantati non coincide con l'aumento del patrimonio arboreo.

Piantati non significa guadagnati

Supponiamo che una città pianti 200 alberi. Se nello stesso anno ne abbatte 100, il saldo teorico è +100. Se altri 30 alberi muoiono e non vengono sostituiti, il saldo scende ulteriormente. E anche questo calcolo dice ancora poco sul valore ecologico dell'operazione.

La sostituzione di un grande albero maturo con un giovane esemplare non produce immediatamente una compensazione equivalente. Entrambi contano come «un albero» ma la loro capacità di produrre ombra, intercettare acqua, ospitare biodiversità e contribuire alla regolazione microclimatica è profondamente diversa. Per questo il semplice conteggio numerico è insufficiente.

Il valore della chioma

Salerno Verde propone quindi di affiancare al numero degli alberi un indicatore molto più significativo: la copertura arborea.

Ci interessa sapere quanta superficie urbana viene realmente coperta dalle chiome. Un grande albero adulto può ombreggiare una parte consistente di una piazza o di una strada mentre un giovane albero appena piantato possiede invece una chioma ridotta e avrà bisogno di anni per raggiungere dimensioni comparabili.

Quando viene abbattuto un grande esemplare e sostituito con uno giovane possiamo quindi avere:

saldo numerico: zero;

ma contemporaneamente:

saldo di copertura arborea: fortemente negativo.

È una distinzione fondamentale per una città che vuole utilizzare gli alberi come infrastruttura climatica.

Abbattere può essere necessario

Salerno Verde non assumerà una posizione secondo la quale ogni abbattimento costituisce automaticamente una scelta sbagliata.

Gli alberi sono organismi viventi: si ammalano, invecchiano, possono diventare instabili e in alcune circostanze possono rappresentare un rischio.

La stessa documentazione comunale sottolinea da molti anni la necessità di conciliare tutela del patrimonio arboreo e sicurezza. Il Comune prevede inoltre una specifica autorizzazione anche per gli abbattimenti effettuati dai privati. L'autorizzazione può comportare il risarcimento del danno ambientale oppure l'acquisto di alberature sostitutive di pari valore.

Il problema non è quindi stabilire che un albero non debba mai essere abbattuto. Il principio dovrebbe essere: ogni abbattimento deve essere motivato, documentato e inserito in una politica complessiva di conservazione e incremento del patrimonio arboreo.

Non basta sostituire uno con uno

Anche il concetto di sostituzione merita però attenzione. Se viene eliminato un grande albero con una chioma sviluppata per decenni, piantare un giovane esemplare nello stesso punto rappresenta certamente un'azione necessaria ma non ripristina immediatamente ciò che è stato perso.

Per questo nel futuro Piano civico potremmo introdurre il concetto di compensazione ecologica arborea.

Non soltanto: un albero abbattuto = un albero piantato.

Ma: funzione ecologica perduta = funzione ecologica da ricostruire.

In alcuni casi potrebbe significare mettere a dimora più di un esemplare. In altri potrebbe significare scegliere specie capaci di sviluppare una maggiore copertura. In altri ancora potrebbe essere necessario ampliare lo spazio permeabile intorno alle nuove alberature affinché possano realmente crescere.

Lo spazio dell'albero

Molti problemi degli alberi urbani nascono infatti molto prima dell'abbattimento. Nascono quando vengono piantati. Un albero collocato in uno spazio radicale insufficiente, circondato da pavimentazioni impermeabili, troppo vicino agli edifici o incompatibile con sottoservizi e infrastrutture avrà inevitabilmente maggiori difficoltà nel corso della propria vita.

È significativo che già il Regolamento comunale del 2000 prevedesse aree di rispetto intorno agli alberi per consentire gli scambi gassosi, la penetrazione dell'acqua meteorica e lo sviluppo degli apparati radicali. Questo principio però deve diventare centrale: Non dobbiamo semplicemente trovare un buco nel marciapiede nel quale mettere un albero. Dobbiamo progettare lo spazio necessario perché quell'albero possa diventare grande.

Quali alberi per Salerno?

Esiste poi il problema delle specie. Salerno è una città mediterranea costiera, caratterizzata da estati calde, periodi siccitosi, aerosol marino in alcune zone e condizioni urbane particolarmente difficili. Non tutte le specie sono adatte a tutti i luoghi.

La futura strategia arborea dovrà quindi valutare:

  • resistenza alla siccità;
  • capacità di produrre ombra;
  • dimensione della chioma;
  • compatibilità con lo spazio disponibile;
  • resistenza alle condizioni urbane;
  • biodiversità;
  • necessità idriche;
  • longevità;
  • rapporto con le specie mediterranee e autoctone;
  • capacità di adattamento alle condizioni climatiche previste nei prossimi decenni.

Piantare un albero significa prendere una decisione che può riguardare i prossimi cinquanta o cento anni. Dovremmo quindi scegliere non soltanto gli alberi adatti alla Salerno di oggi. Dobbiamo pensare agli alberi capaci di vivere nella Salerno del 2050 e del 2100.

La biodiversità conta

Una strategia arborea deve inoltre evitare un'eccessiva dipendenza da poche specie. Una città composta prevalentemente da una sola specie può diventare estremamente vulnerabile all'arrivo di un parassita o di una malattia specifica.

La diversificazione del patrimonio arboreo costituisce quindi una forma di resilienza. Il catasto dovrebbe permetterci di conoscere anche questo dato: quali specie costituiscono il patrimonio arboreo di Salerno e in quale percentuale?

Potremmo così individuare eventuali squilibri e programmare progressivamente una maggiore diversità.

Il bilancio arboreo annuale

Arriviamo quindi a una delle prime proposte concrete di Salerno Verde.

Ogni anno il Comune dovrebbe pubblicare un semplice Bilancio Arboreo della città.

Non un documento promozionale. Un rendiconto.

IndicatoreAnno
Alberi esistenti al 1° gennaio
Nuovi alberi messi a dimora
Alberi abbattuti
Alberi morti
Alberi sostituiti
Alberi esistenti al 31 dicembre
Saldo arboreo
Copertura arborea stimata… %
Variazione della copertura… %

A questi dati dovrebbero essere associate informazioni territoriali.

Perché un saldo cittadino positivo potrebbe comunque nascondere differenze importanti. Potremmo piantare 500 alberi in un grande parco e perderne 100 lungo le strade della città. Il bilancio complessivo sarebbe positivo ma alcuni quartieri potrebbero diventare contemporaneamente più poveri di alberi.

Un bilancio per quartiere

Il vero salto di qualità sarebbe quindi pubblicare il saldo anche territorialmente.

Per ogni quartiere o zona della città:

  • quanti alberi ci sono;
  • quanti ne sono stati piantati;
  • quanti abbattuti;
  • quanta superficie è coperta dalle chiome;
  • quanto è cambiata questa copertura.

Avremmo finalmente uno strumento capace di indirizzare le risorse dove servono maggiormente.

Non più piantare semplicemente dove è possibile ma: piantare prima dove manca ombra.

Il censimento come Open Data

Salerno Verde formula quindi una proposta precisa:

il Catasto Arboreo comunale dovrebbe diventare un dataset pubblico georeferenziato, aggiornato periodicamente e rilasciato in formato aperto.

Naturalmente alcune informazioni tecniche relative alla sicurezza potrebbero richiedere modalità di pubblicazione appropriate ma i dati fondamentali - posizione, specie, dimensione, stato generale, anno di impianto quando conosciuto e interventi principali - potrebbero costituire un vero patrimonio informativo della città.

La mappa potrebbe inoltre consentire ai cittadini di segnalare anomalie o problemi, senza sostituirsi naturalmente alle valutazioni dei tecnici. L'Open Data trasformerebbe così il censimento da semplice strumento amministrativo a infrastruttura civica della conoscenza.

La domanda che rimane aperta

Questo capitolo parte da una domanda: quanti alberi ci sono a Salerno? E termina senza poter ancora indicare un numero definitivo.

Ma abbiamo scoperto qualcosa di forse ancora più importante: Salerno aveva iniziato a informatizzare il proprio catasto arboreo già alla fine degli anni Novanta.

Nel 2024 troviamo documentazione tecnica basata su schede individuali degli alberi. Nel 2025 il Comune dichiara di aver effettuato uno screening delle strade cittadine prima di programmare nuove piantumazioni.

Gli elementi di conoscenza, quindi, esistono.

La domanda diventa: perché non trasformarli in una fotografia pubblica, completa e continuamente aggiornata del patrimonio arboreo della città?

Salerno Verde proverà a verificare quanto di questo patrimonio informativo sia disponibile e, se necessario, a richiederne l'accesso.

Perché prima di decidere quanti alberi dovremo piantare nei prossimi trent'anni dobbiamo conoscere con precisione quelli che abbiamo oggi.

E soprattutto dobbiamo cominciare a considerarli per quello che sono: non arredo urbano, ma patrimonio pubblico e infrastruttura climatica della città.