Dopo aver contato gli abitanti e misurato il consumo di suolo, arriviamo alla domanda apparentemente più semplice di Salerno Verde: quanto verde possiede Salerno?
La risposta, paradossalmente, è molto meno semplice di quanto possa sembrare. Perché prima ancora di misurarlo dobbiamo stabilire che cosa intendiamo per verde.
Un'aiuola spartitraffico è verde. Un grande parco urbano è verde. Una collina coperta di vegetazione è verde. Un terreno agricolo è verde. Un bosco è verde. Un giardino scolastico è verde. Un filare di alberi lungo una strada è verde. Un'area privata non accessibile ai cittadini può apparire verde nelle immagini satellitari.
Sono però elementi profondamente diversi per dimensione, funzione ecologica e possibilità di utilizzazione da parte della popolazione. Limitarsi a dividerne la superficie complessiva per il numero degli abitanti rischia quindi di produrre un indicatore statisticamente corretto ma urbanisticamente poco significativo.
Il problema dei metri quadrati per abitante
Uno degli indicatori più frequentemente utilizzati per descrivere il verde delle città italiane è la disponibilità di verde urbano per abitante. È sicuramente un dato utile ma deve essere letto con attenzione.
Se un comune possedesse un enorme parco periferico e pochissimi alberi nei quartieri densamente abitati potrebbe ottenere comunque un valore elevato di metri quadrati di verde per abitante. Allo stesso modo due città con lo stesso valore medio potrebbero offrire ai propri cittadini condizioni completamente differenti.
Nella prima il verde potrebbe essere costituito da una rete di piccoli parchi, giardini e alberature distribuita uniformemente nei quartieri. Nella seconda potrebbe essere concentrato in poche grandi superfici lontane dalle zone maggiormente abitate.
Il numero sarebbe simile. La città vissuta sarebbe completamente diversa.
Per questo Salerno Verde non utilizzerà mai il dato dei metri quadrati per abitante come unico indicatore della qualità ambientale della città.
Verde urbano e patrimonio naturale non sono la stessa cosa
Dobbiamo inoltre distinguere almeno tre grandi categorie:
- La prima è il verde pubblico urbano fruibile: parchi, ville, giardini, aree attrezzate e altri spazi nei quali il cittadino può entrare e trascorrere del tempo.
- La seconda è il verde urbano diffuso: alberature stradali, aiuole, spartitraffico, piccoli spazi vegetati e altre presenze che possono avere una grande funzione climatica ed ecologica pur non essendo propriamente luoghi nei quali sostare.
- La terza è costituita dal patrimonio naturale e seminaturale del territorio comunale: colline, boschi, aree agricole, valloni, corsi d'acqua e terreni non artificializzati.
Tutte e tre sono importanti ma non sono intercambiabili.
Un ettaro di bosco collinare possiede un enorme valore ecologico, ma non sostituisce il bisogno di avere alberi e ombra lungo una strada del centro. Un giardino di quartiere svolge una funzione sociale che una collina non accessibile non può svolgere. Un filare di alberi non può sostituire un parco, ma può ridurre l'esposizione al sole di centinaia di persone che ogni giorno percorrono quella strada.
La nostra indagine eviterà quindi di mettere tutto nello stesso contenitore.
La geografia particolare di Salerno
Questa distinzione è particolarmente importante a Salerno. Il territorio comunale non coincide con la città compatta che si sviluppa lungo la fascia costiera. Alle sue spalle infatti esiste un territorio collinare molto più ampio, con aree naturali, agricole e scarsamente urbanizzate. Questo patrimonio rappresenta una risorsa ambientale fondamentale e dovrà essere tutelato ma includerlo indiscriminatamente nel calcolo del «verde disponibile» rischierebbe di produrre un'immagine fuorviante della qualità ambientale dei quartieri nei quali vive la maggioranza della popolazione.
Per capire quanto verde possiede realmente Salerno dobbiamo quindi formulare almeno due domande differenti:
- quanto territorio naturale e vegetato possiede complessivamente il Comune?
- quanto verde è presente nella città urbanizzata e realmente vicino alla vita quotidiana dei cittadini?
Salerno Verde considera entrambe importanti ma non permetterà che la prima nasconda la seconda.
Il verde deve essere vicino
Introduciamo quindi un indicatore che sarà fondamentale nel nostro Piano civico: l'accessibilità al verde.
Non ci interessa soltanto sapere quanti metri quadrati di verde spettano teoricamente a ogni salernitano. Vogliamo sapere quanti cittadini possiedono un'area verde realmente utilizzabile a una distanza ragionevole dalla propria abitazione.
In prospettiva potremmo assumere come riferimento una distanza pedonale di 300 metri per i piccoli spazi verdi di prossimità e ampliare il raggio per i grandi parchi urbani. Questo ci permetterebbe di costruire una vera mappa del deficit di verde. Non una mappa di dove si trovano gli alberi ma, ed è la cosa più rilante, una mappa di dove mancano.
Potremmo così individuare quartieri o porzioni di quartiere nei quali un cittadino, uscendo di casa, non trova entro pochi minuti a piedi un giardino, un piccolo parco o uno spazio pubblico sufficientemente ombreggiato.
È probabilmente uno degli indicatori più importanti che Salerno Verde potrà produrre.
Il verde deve anche fare ombra
C'è poi un'altra distinzione spesso trascurata: Superficie verde e copertura arborea non sono la stessa cosa.
Un prato di mille metri quadrati e una superficie della stessa dimensione coperta dalle chiome di alberi adulti vengono entrambi percepiti come verde, ma durante una giornata estiva svolgono funzioni climatiche molto differenti. Per una città mediterranea sottoposta a estati sempre più calde, la quantità di canopy, cioè la percentuale di territorio coperta dalle chiome degli alberi viste dall'alto, diventa un indicatore fondamentale.
Salerno Verde dovrà quindi cercare di misurare anche: quanta parte della città costruita è coperta dalle chiome degli alberi?
E soprattutto: come è distribuita questa copertura tra i quartieri?
Potremmo scoprire differenze molto significative tra strade che distano poche centinaia di metri.
Gli alberi non sono arredo urbano
Questo porta a un principio che vogliamo stabilire fin dalla fase preliminare. Gli alberi non saranno considerati semplicemente elementi decorativi. Sono infrastrutture climatiche.
Producono ombra, contribuiscono all'evapotraspirazione, intercettano parte delle precipitazioni, trattengono carbonio, offrono habitat, migliorano il paesaggio urbano e possono contribuire alla riduzione delle temperature percepite negli spazi pubblici.
Il Comune di Salerno ha avviato nell'aprile 2025 un intervento per la messa a dimora di 200 alberi e 200 piante, interessando numerose strade e piazze cittadine, dal Lungomare Tafuri a Fratte, dal Carmine ai rioni collinari, da via Posidonia ad Arbostella.
È un intervento positivo. Ma proprio questo esempio dimostra la differenza tra una serie di piantumazioni e un Piano del Verde.
La domanda di Salerno Verde non sarà soltanto: quanti alberi sono stati piantati?
Dovremo chiedere anche: dove sono stati piantati, perché proprio lì, quali specie sono state utilizzate, quanti attecchiranno, quale copertura produrranno tra dieci o vent'anni e quali zone della città continuano invece a essere prive di alberature?
Piantare non significa automaticamente aumentare il patrimonio arboreo
Esiste inoltre un dato che spesso manca nel dibattito pubblico e che invece è fondamentale. Se in un anno vengono messi a dimora 200 alberi ma nello stesso periodo ne vengono abbattuti 150, il patrimonio arboreo è aumentato di 50 unità, non di 200. Se una parte delle nuove piante non attecchisce, il saldo reale è ancora diverso.
Per conoscere l'evoluzione del patrimonio arboreo servono quindi almeno quattro dati:
- alberi esistenti;
- nuove piantumazioni;
- abbattimenti;
- mortalità e sostituzioni.
Solo mettendoli insieme possiamo conoscere il saldo arboreo della città.
Al momento non abbiamo ancora individuato una serie storica pubblica, facilmente consultabile e aggiornata che permetta di ricostruire questo saldo per Salerno. La sua eventuale assenza costituisce essa stessa un'informazione importante per il nostro progetto.
Un patrimonio che dobbiamo poter conoscere
Arriviamo così a un primo problema metodologico. Per progettare il futuro del verde bisogna conoscere con precisione quello esistente. Abbiamo quindi bisogno di sapere:
quante aree verdi pubbliche possiede Salerno;
- dove si trovano;
- quanto sono grandi;
- quali sono accessibili;
- quali sono attrezzate;
- quanti alberi possiede la città;
- dove sono localizzati;
- a quali specie appartengono;
- quanti vengono piantati;
- quanti vengono abbattuti;
- quale percentuale della città è coperta dalle chiome;
- quali quartieri presentano il maggiore deficit.
Non tutti questi dati risultano oggi immediatamente disponibili attraverso un unico strumento pubblico facilmente consultabile.
Il Comune dispone di un Ufficio Verde Pubblico, di un Regolamento per la tutela delle aree verdi e alberate e di strumenti per la manutenzione, gli abbattimenti e la gestione condivisa delle aree verdi. Il PUC dispone inoltre di una Carta della Rete Ecologica Comunale.
Sono elementi importanti ma cercheremo di verificare se esiste ciò che per noi rappresenta la base indispensabile di qualsiasi politica moderna del verde: un inventario pubblico, georeferenziato e continuamente aggiornato del patrimonio verde e arboreo della città.
Se esiste, dovrà diventare una delle nostre principali fonti. Se non esiste, la sua realizzazione diventerà una delle prime proposte del Piano civico.
Dalla quantità alla qualità
Possiamo quindi rispondere alla domanda iniziale ovvero: Quanto verde abbiamo?
Non ancora. Ed è una risposta importante.
Possiamo trovare statistiche aggregate, superfici complessive e indicatori ambientali, ma il nostro obiettivo richiede qualcosa di più preciso.
Per Salerno Verde conoscere la quantità di verde significherà arrivare progressivamente a una matrice di questo tipo:
| Indicatore | Cosa vogliamo conoscere |
|---|---|
| Verde pubblico complessivo | ettari e m²/abitante |
| Verde pubblico fruibile | ettari e m²/abitante |
| Parchi e giardini | numero, superficie e localizzazione |
| Verde di prossimità | popolazione servita entro distanza pedonale |
| Patrimonio arboreo | numero complessivo di alberi |
| Alberi per abitante | distribuzione territoriale |
| Copertura arborea | percentuale di canopy |
| Nuove piantumazioni | numero annuale |
| Abbattimenti | numero annuale |
| Saldo arboreo | incremento o diminuzione annuale |
| Verde naturale/seminaturale | superficie e tipologia |
| Aree agricole | superficie residua |
| Suolo permeabile | percentuale del territorio urbanizzato |
Questa sarà la nostra vera risposta a «quanto verde abbiamo?». Non un solo numero ma un insieme di indicatori capaci di raccontare la città reale.
Dal dato medio al diritto di prossimità
Da questa analisi emerge infine un principio che proponiamo di assumere già adesso come fondamento di Salerno Verde:
ogni cittadino dovrebbe poter raggiungere a piedi uno spazio verde di qualità.
Non importa che Salerno possieda ettari di vegetazione sulle proprie colline se un bambino, una persona anziana o una famiglia che vive in un quartiere densamente costruito deve utilizzare l'automobile per raggiungere un luogo ombreggiato nel quale trascorrere un'ora.
Il patrimonio collinare va protetto, i grandi parchi vanno valorizzati, la rete ecologica va rafforzata ma contemporaneamente il verde deve entrare nella città quotidiana: nelle strade, nelle piazze, davanti alle scuole, vicino alle abitazioni, lungo i percorsi pedonali, nelle aree oggi occupate inutilmente dall'asfalto.
È qui che la domanda quantitativa con cui abbiamo iniziato il capitolo cambia significato. La questione non è più soltanto: quanto verde possiede Salerno? La domanda che guiderà il resto della nostra indagine diventa: quanto verde possiede ogni parte di Salerno?