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Quello che ancora non sappiamo

Inviato da tuxsa il

Siamo partiti da una domanda apparentemente semplice: quanto è verde Salerno?

Dopo questa prima ricognizione sappiamo che non esiste una risposta altrettanto semplice. Abbiamo trovato parchi, giardini, alberature, colline, corsi d'acqua, aree agricole e superfici naturali. Abbiamo trovato norme che le proteggono. Abbiamo trovato una Rete Ecologica Comunale. Abbiamo trovato un Regolamento del Verde. Abbiamo scoperto che già alla fine degli anni Novanta era stato avviato il rilevamento informatizzato delle alberature. Abbiamo trovato schede riferite a singoli alberi. Abbiamo trovato programmi di nuove piantumazioni. Abbiamo trovato strumenti per la gestione condivisa degli spazi verdi. Abbiamo trovato previsioni urbanistiche che parlano di rinaturalizzazione dei corsi d'acqua, corridoi ecologici, alberature lungo la costa e parchi territoriali.

Abbiamo quindi raccolto molti elementi.

Ma abbiamo scoperto anche qualcosa di altrettanto importante: ci sono ancora molte cose che non sappiamo.

E non vogliamo nasconderlo.

Non conoscere un dato è già un risultato

Una ricerca seria non deve necessariamente terminare con una risposta per ogni domanda. Può anche individuare le domande alle quali non è ancora possibile rispondere. Questo è particolarmente importante quando si parla di territorio.

Non utilizzeremo stime come se fossero dati certi. Non trasformeremo impressioni in statistiche. Non presenteremo voci come fatti documentati.

Ma non rinunceremo neppure a porre domande soltanto perché la risposta non è immediatamente disponibile. Ogni vuoto informativo individuato da Salerno in cifre diventa quindi un punto della nostra futura agenda di ricerca.

Quanti alberi possiede realmente Salerno?

È probabilmente il dato mancante più evidente. Abbiamo trovato elementi che documentano l'esistenza di un sistema di rilevamento e di schede individuali degli alberi ma non possediamo ancora una risposta verificata alla domanda: quanti alberi pubblici possiede complessivamente Salerno?

E soprattutto non conosciamo ancora con sufficiente dettaglio:

  • quali specie;
  • dove sono;
  • quali dimensioni hanno;
  • quale età o classe di sviluppo presentano;
  • quale sia il loro stato;
  • quanti vengano abbattuti ogni anno;
  • quanti vengano sostituiti;
  • quanti nuovi esemplari attecchiscano realmente.

È quindi necessario acquisire o ricostruire il Catasto Arboreo comunale.

Qual è il saldo arboreo della città?

Sapere che vengono piantati nuovi alberi non basta. Dobbiamo conoscere contemporaneamente quelli che vengono eliminati.

Il dato che ci interessa è:

piantumazioni – abbattimenti – mortalità = variazione del patrimonio arboreo.

Ma anche questo indicatore numerico non è sufficiente.

La sostituzione di un grande albero maturo con un giovane esemplare può produrre un saldo numerico pari a zero e contemporaneamente una forte perdita temporanea di ombra e servizi ecosistemici. Dobbiamo quindi arrivare progressivamente a misurare non soltanto il saldo degli alberi, ma il saldo della copertura arborea.

Quanta parte di Salerno è coperta dalle chiome?

Non conosciamo ancora la percentuale della città urbanizzata realmente coperta dalle chiome degli alberi. Ed è uno dei dati che riteniamo più importanti.

La copertura arborea può essere ricostruita attraverso cartografie, immagini satellitari o altre tecniche di analisi territoriale.

Dovremo misurarla sull'intera città. Ma soprattutto dovremo misurarla quartiere per quartiere. Perché una media comunale può nascondere enormi differenze.

Quanto verde è realmente pubblico e fruibile?

Conosciamo diversi parchi e giardini ma non possediamo ancora un inventario completo nel quale per ogni spazio siano indicati:

  • superficie;
  • perimetro;
  • proprietà;
  • accessibilità;
  • orari;
  • alberature;
  • attrezzature;
  • superficie permeabile;
  • stato di manutenzione.

Soprattutto dobbiamo distinguere tra:

  • verde esistente;
  • verde pubblico;
  • verde accessibile;
  • verde realmente fruibile.

Non sono la stessa cosa.

Quanti salernitani hanno un giardino vicino casa?

Abbiamo introdotto una prima soglia indicativa di 300 metri per il verde di prossimità ma non sappiamo ancora quale percentuale della popolazione possa effettivamente raggiungere uno spazio verde di qualità entro quella distanza.

Questa misurazione sarà fondamentale.

Dovremo sovrapporre:

  • popolazione;
  • rete stradale pedonale;
  • parchi;
  • giardini;
  • microverde;
  • morfologia del territorio.

A Salerno dovremo considerare anche la pendenza.

Alla fine potremo produrre una delle mappe più importanti dell'intero progetto: la mappa dei cittadini che non hanno verde vicino casa.

Quali quartieri sono più poveri di alberi?

Analogamente non possediamo ancora un indicatore territoriale del patrimonio arboreo.

Non sappiamo quali quartieri abbiano:

  • più alberi;
  • meno alberi;
  • maggiore copertura delle chiome;
  • maggiore deficit di ombra;
  • maggiore disponibilità di verde per abitante.

È una lacuna importante perché impedisce di stabilire priorità basate sul bisogno.

Salerno Verde vuole arrivare a un principio molto semplice:

prima si interviene dove il deficit è maggiore.

Ma per farlo servono i dati.

Quanto suolo urbano è ancora permeabile?

Abbiamo analizzato il consumo di suolo. Ma un'altra domanda dovrà essere approfondita: quanta parte della città costruita permette ancora all'acqua di penetrare nel terreno?

Un parco è permeabile così come possono esserlo anche aiuole, terreni, giardini privati e superfici drenanti.

Al contrario piazze, strade, parcheggi e cortili possono essere completamente impermeabilizzati.

Una mappa della permeabilità ci permetterebbe di individuare le aree nelle quali la deimpermeabilizzazione produrrebbe i maggiori benefici.

Dove sono le isole di calore?

Abbiamo parlato ripetutamente della funzione climatica del verde ma per stabilire dove gli alberi siano più urgenti dobbiamo conoscere anche la distribuzione del calore.

Quali sono le parti più calde della città durante l'estate?

Quanto incidono:

  • densità edilizia;
  • asfalto;
  • assenza di vegetazione;
  • orientamento delle strade;
  • distanza dal mare;
  • copertura arborea?

L'incrocio tra mappa del calore e mappa del verde potrebbe diventare uno dei principali strumenti decisionali del Piano.

Quanto della Rete Ecologica è realmente funzionante?

Possediamo una Carta della Rete Ecologica Comunale ma una linea su una carta non garantisce automaticamente una connessione ecologica reale.

Dovremo quindi verificare:

  • quali corridoi esistono realmente;
  • quali sono interrotti;
  • quali sono degradati;
  • quali devono essere potenziati;
  • quali collegamenti con la città sono possibili.

Il nostro obiettivo non sarà giudicare semplicemente se la Rete Ecologica sia stata “realizzata”.

Dovremo capire quanto sia oggi funzionale e quale potenziale possieda.

Che cosa è stato realizzato sulla Litoranea Orientale?

La ricerca ha fatto emergere previsioni urbanistiche riguardanti una fascia verde e il Parco Attrezzato della Litoranea Orientale.

Dobbiamo ricostruirne la storia.

Quando è stato previsto?

Quali aree comprendeva?

Quali interventi sono stati realizzati?

Quali sono rimasti sulla carta?

Quali modifiche urbanistiche sono intervenute nel tempo?

Quali superfici sono ancora disponibili?

Non è una ricerca marginale. Potrebbe dirci molto sulla possibilità concreta di costruire il futuro Corridoio Verde Costiero.

Quanto è verde la costa?

Non sappiamo ancora quale percentuale dei principali percorsi costieri sia realmente ombreggiata dagli alberi.

Non conosciamo in maniera sistematica:

  • copertura arborea;
  • superficie permeabile;
  • continuità delle alberature;
  • interruzioni pedonali;
  • accessi al mare;
  • potenziali superfici rinaturalizzabili.

Dovremo quindi costruire un vero profilo ecologico della costa salernitana, tratto per tratto.

Qual è la situazione reale di Colle Bellaria?

Colle Bellaria, conosciuto popolarmente come Masso della Signora, è emerso fin dalle prime riflessioni come una delle aree che meritano maggiore attenzione.

Ma proprio perché lo consideriamo importante dobbiamo conoscerlo meglio.

Dovremo ricostruire:

  • perimetro;
  • proprietà;
  • destinazioni urbanistiche;
  • vincoli;
  • classificazione ecologica;
  • copertura vegetale;
  • percorsi;
  • accessibilità;
  • situazione idrogeologica;
  • precedenti proposte progettuali;
  • eventuali trasformazioni previste.

Abbiamo inoltre registrato l'esistenza, in passato, del concorso di idee “Antenna Landmark” riferito al colle.

Dovremo ricostruirne documentazione, finalità ed esiti e dovremo mantenere una distinzione fondamentale.

Le eventuali voci riguardanti interessi o future trasformazioni dell'area saranno registrate come segnalazioni da verificare, non come fatti già accertati. Ma non verranno ignorate.

Perché la funzione di una comunità civica non è soltanto intervenire dopo che una decisione è stata formalizzata. È anche osservare, chiedere, documentarsi e partecipare prima.

Quali sono le altre aree strategiche?

La prima ricognizione ha individuato diversi sistemi che meritano attenzione:

  • Bellaria;
  • Irno;
  • foce dell'Irno;
  • Litoranea Orientale;
  • Fuorni e corsi d'acqua orientali;
  • aree agricole residue;
  • ultimi spazi liberi della città compatta;
  • superfici degradate potenzialmente rinaturalizzabili.

Ma non sappiamo ancora se questa lista sia completa.

Dovremo costruirla attraverso cartografia, documentazione urbanistica, sopralluoghi e segnalazioni.

La Carta delle aree strategiche sarà quindi uno degli elaborati fondamentali del progetto.

Quanto verde abbiamo perso?

C'è infine una domanda che riguarda il passato.

Sappiamo che Salerno è cambiata profondamente negli ultimi decenni.

Ma quanto patrimonio vegetale è stato effettivamente perso?

Potremmo confrontare cartografie e fotografie aeree di epoche differenti.

  1.  
  2.  
  3.  
  4.  

Oggi.

Potremmo così osservare l'avanzamento dell'urbanizzazione e distinguere:

  • aree agricole scomparse;
  • superfici naturali trasformate;
  • nuove infrastrutture;
  • verde creato;
  • verde perduto.

Non sarebbe un esercizio nostalgico ma servirebbe a capire la direzione nella quale la città si è mossa.

Costruiamo la nostra Agenda della conoscenza

Possiamo quindi trasformare le lacune emerse in un programma operativo.

Informazione mancanteCome cercarla
Catasto ArboreoComune / accesso ai dati
Saldo arboreoatti comunali / serie storiche
Copertura delle chiomeGIS / immagini territoriali
Inventario aree verdiComune + elaborazione GIS
Verde per quartiereGIS + dati demografici
Accessibilità a 300 manalisi della rete pedonale
Superficie permeabiledati territoriali / GIS
Isole di caloredati satellitari
Rete Ecologica realePUC + analisi territoriale
Litoranea OrientalePUC + atti urbanistici
Colle BellariaPUC + catasto + atti + sopralluoghi
Aree strategicheGIS + urbanistica + partecipazione
Evoluzione storicaortofoto e cartografie
Costarilievo GIS specifico

Questa tabella rappresenta la prima Agenda della conoscenza di Salerno Verde.

Prima cerchiamo ciò che è già pubblico

Il metodo sarà semplice.

Prima utilizzeremo tutto ciò che è già disponibile:

  • Comune di Salerno.
  • Regione Campania.
  • ISPRA.
  • ISTAT.
  • OpenStreetMap.
  • Copernicus.
  • Geoportali.
  • Open Data.
  • Cartografie e ortofoto.

Soltanto successivamente individueremo ciò che non può essere ottenuto attraverso fonti pubbliche.

Poi chiederemo i dati

Quando un'informazione esiste presso l'Amministrazione ma non risulta pubblicamente disponibile, valuteremo la possibilità di richiederla. Non necessariamente attraverso documenti PDF.

Quando possibile chiederemo i dati originali in formato digitale:

  • CSV.
  • GeoJSON.
  • GeoPackage.
  • Shapefile quando necessario.
  • Altri formati aperti o interoperabili.

Perché il nostro obiettivo non è semplicemente leggere i dati. Vogliamo poterli analizzare, confrontare e rappresentare cartograficamente.

E ciò che manca proveremo a costruirlo

Alcuni dati potrebbero semplicemente non esistere. In quel caso proveremo a produrli.

Utilizzeremo Software Libero e dati aperti. QGIS potrà diventare il principale ambiente cartografico del progetto. Potremo elaborare immagini satellitari, dati demografici, OpenStreetMap e cartografie istituzionali.

Potremo effettuare sopralluoghi. Potremo raccogliere segnalazioni dei cittadini. Potremo costruire progressivamente dataset nostri.

Tutto il materiale prodotto da Salerno Verde dovrebbe essere a sua volta rilasciato, quando possibile, come Open Data.

Anche il cittadino può produrre conoscenza

Questo introduce un altro elemento importante: la conoscenza della città non appartiene soltanto agli uffici pubblici.

Chi vive quotidianamente un quartiere conosce problemi che difficilmente emergono da una carta.

Un giardino sempre chiuso.

Una strada senza ombra.

Un albero abbattuto e mai sostituito.

Un terreno progressivamente degradato.

Un percorso verde interrotto.

Un'area che potrebbe diventare un piccolo giardino.

Salerno Verde potrà quindi prevedere anche una mappa delle segnalazioni civiche.

Le segnalazioni non saranno automaticamente considerate fatti verificati ma saranno punti dai quali iniziare una verifica.

È lo stesso metodo che abbiamo deciso di adottare per le informazioni informali relative alle possibili trasformazioni territoriali.

Ascoltare → verificare → documentare → rendere pubblico.

Il dato non è neutrale

Dobbiamo però ricordare anche un'altra cosa: raccogliere dati non significa rinunciare alla dimensione politica del progetto.

Decidere cosa misurare è già una scelta.

Se misuriamo soltanto quanti alberi vengono piantati, vedremo le piantumazioni.

Se misuriamo anche quanti vengono abbattuti, vedremo il saldo.

Se misuriamo la copertura delle chiome, vedremo l'ombra.

Se misuriamo la distanza dal verde, vedremo le disuguaglianze.

Se misuriamo il suolo impermeabilizzato, vedremo quanto spazio abbiamo sottratto alla natura.

Se individuiamo gli ultimi terreni liberi, vedremo ciò che rischiamo di perdere.

Salerno Verde non pretende quindi di essere politicamente neutrale.

Ha una posizione molto chiara:

considera il verde, il suolo, l'acqua e la biodiversità beni essenziali della città.

Ma proprio perché abbiamo una posizione dobbiamo essere ancora più rigorosi nell'uso dei dati.

Separare fatti, interpretazioni e proposte

Adotteremo quindi una regola per tutto il progetto.

Ogni volta cercheremo di distinguere chiaramente:

FATTO DOCUMENTATO

ciò che possiamo dimostrare attraverso dati, atti o fonti verificabili;

SEGNALAZIONE

un'informazione che riteniamo meritevole di approfondimento ma che non abbiamo ancora verificato;

INTERPRETAZIONE

la lettura che Salerno Verde propone dei fatti;

PROPOSTA

ciò che riteniamo dovrebbe essere fatto.

Questa distinzione non indebolisce la nostra capacità critica.

La rende più forte.

Una fotografia necessariamente incompleta

“Salerno in cifre” termina quindi con una fotografia incompleta e non potrebbe essere diversamente.

Una città è troppo complessa per essere descritta da undici capitoli ma adesso sappiamo molto meglio che cosa dobbiamo guardare.

Sappiamo che non basta contare i metri quadrati di verde.

Dobbiamo sapere dove sono.

Sappiamo che non basta contare gli alberi.

Dobbiamo misurare le chiome.

Sappiamo che non basta avere parchi.

Devono essere raggiungibili.

Sappiamo che non basta proteggere singole aree.

Devono essere collegate.

Sappiamo che non basta piantare.

Bisogna mantenere.

Sappiamo che non basta possedere norme.

Bisogna verificarne gli effetti.

E soprattutto abbiamo capito che il verde non è una categoria separata dalla città.

È una delle strutture attraverso le quali la città funziona.

Da qui comincia Salerno Verde

Questa prima parte non presenta ancora un Piano.

Era importante che fosse così.

Prima di dire ciò che dovrebbe fare Salerno abbiamo cercato di capire che cosa Salerno possiede, che cosa ha perduto, quali strumenti utilizza e quali informazioni ci mancano.

Non abbiamo tutte le risposte.

Abbiamo però costruito qualcosa che prima non avevamo:

un metodo;

una serie di domande;

una prima geografia delle priorità;

un'Agenda della conoscenza.

Da questo momento il lavoro potrà cambiare prospettiva.

La domanda non sarà più soltanto: com'è oggi il patrimonio verde di Salerno?

Sarà: quale città vogliamo costruire per i prossimi trent'anni?

Non risponderemo ancora.

Quella domanda appartiene alla parte successiva.

Per ora fermiamoci qui.

Guardiamo la fotografia che abbiamo costruito, comprese le zone ancora vuote.

Perché prima di disegnare la Salerno che vorremmo, era necessario imparare a guardare con maggiore attenzione la Salerno che abbiamo.


Fine della Parte I

Salerno in cifre – Il patrimonio verde