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Gli strumenti esistenti

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Arrivati a questo punto della nostra ricognizione potremmo essere tentati di formulare una conclusione semplice:

Salerno non possiede una politica del verde.

Sarebbe però un'affermazione imprecisa. La città dispone di norme, regolamenti, strumenti urbanistici, uffici competenti, programmi di manutenzione, censimenti e iniziative che riguardano direttamente o indirettamente alberi, parchi, aree naturali e rete ecologica. Alcuni di questi strumenti contengono principi che Salerno Verde considera pienamente condivisibili.

Il problema sembra essere un altro. Questi elementi appaiono distribuiti tra strumenti differenti e rispondono a funzioni differenti. La domanda da porre diventa quindi:

esiste una strategia complessiva che li colleghi e stabilisca dove vogliamo portare il patrimonio verde di Salerno nei prossimi venti o trent'anni?

Il Piano Urbanistico Comunale

Il primo grande strumento è naturalmente il Piano Urbanistico Comunale. Il PUC non si limita a stabilire dove si possa costruire.

Contiene una lettura ambientale del territorio e, attraverso la Carta della Rete Ecologica Comunale, individua aree a differente valore ecologico, zone cuscinetto, corridoi esistenti e corridoi da potenziare.

Le Norme Tecniche di Attuazione disciplinano inoltre:

  • boschi;
  • aree agricole;
  • fiumi e torrenti;
  • parchi territoriali;
  • aree permeabili;
  • fascia costiera;
  • verde pubblico;
  • corridoi ecologici.

Nel corso della nostra ricerca abbiamo incontrato prescrizioni particolarmente significative: mantenimento dei boschi, conservazione degli alberi di grandi dimensioni, incremento di filari e boschetti, rinaturalizzazione delle sponde, continuità delle alberature lungo i corsi d'acqua.

Quindi una parte importante dei principi ambientali che stiamo proponendo esiste già nella pianificazione comunale.

La Rete Ecologica Comunale

All'interno del PUC assume particolare importanza la Carta della Rete Ecologica Comunale – P5. Per Salerno Verde questo documento dovrà diventare una delle principali basi cartografiche. La sua funzione è fondamentale perché supera la concezione del verde come somma di aree isolate. Un bosco, un corso d'acqua, una fascia agricola o un parco acquistano infatti maggiore valore quando sono collegati tra loro.

È lo stesso principio sul quale abbiamo cominciato a costruire la nostra visione:

cintura verde collinare → corridoi monte-mare → rete verde urbana → infrastruttura verde costiera.

Non dobbiamo quindi creare una rete alternativa ignorando quella istituzionale. Dobbiamo verificare quanto la Rete Ecologica prevista dagli strumenti urbanistici corrisponda alla città reale e quanto sia stata effettivamente rafforzata nel tempo.

Il Regolamento del Verde

Un secondo strumento fondamentale è il Regolamento per la tutela di aree a verde ed alberate, approvato dal Consiglio comunale nel 2000. È un documento ormai risalente nel tempo, ma la sua lettura ci ha riservato diverse sorprese.

Già allora il Comune riconosceva la necessità di:

  • tutelare il patrimonio arboreo;
  • disciplinare gli abbattimenti;
  • proteggere gli apparati radicali;
  • stabilire distanze e aree di rispetto;
  • programmare la manutenzione;
  • informatizzare il catasto delle alberature.

Particolarmente significativa è l'impostazione sintetizzata dalla formula: «Conoscere per gestire».

È esattamente il principio dal quale siamo partiti ventisei anni dopo.

Questo ci porta però a una domanda inevitabile: un regolamento elaborato nel 2000 è ancora adeguato alle condizioni climatiche e ambientali del 2026?

Ventisei anni sono molti

Nel 2000 il cambiamento climatico era naturalmente già conosciuto dalla comunità scientifica ma non occupava ancora nella pianificazione urbana il ruolo che dovrebbe avere oggi. Nel frattempo sono cambiate molte cose:

  • Ondate di calore più intense.
  • Periodi siccitosi.
  • Eventi meteorologici estremi.
  • Nuove patologie vegetali.
  • Maggiore attenzione alla biodiversità.
  • Nature-based solutions.
  • Sistemi urbani di drenaggio sostenibile.
  • Forestazione urbana.
  • Strategie di adattamento climatico.
  • Deimpermeabilizzazione.
  • Servizi ecosistemici.

Un moderno Regolamento del Verde dovrebbe quindi disciplinare non soltanto come proteggere gli alberi esistenti, ma come utilizzare l'intero sistema vegetale per aumentare la resilienza della città.

Salerno Verde propone perciò di verificare la necessità di un nuovo Regolamento del Verde e della Biodiversità Urbana, costruito sulle esigenze climatiche dei prossimi decenni.

Il Catasto Arboreo

Abbiamo scoperto un altro elemento particolarmente interessante: il Regolamento del 2000 dichiarava già in fase di completamento il rilevamento informatizzato delle alberature. Documentazione comunale molto più recente utilizza schede individuali riferite agli alberi. Possiamo quindi ragionevolmente affermare che esiste un patrimonio informativo relativo alle alberature comunali.

Quello che dobbiamo ancora verificare è:

  • quanto è completo;
  • quanto è aggiornato;
  • quali informazioni contiene;
  • quale territorio copre;
  • in quale formato è conservato;
  • quanto è accessibile ai cittadini.

La nostra proposta rimane quella già formulata:

trasformare il Catasto Arboreo in Open Data georeferenziato.

L'Ufficio Verde Pubblico

Naturalmente esiste anche una struttura amministrativa competente. L'Ufficio Verde Pubblico si occupa della gestione e manutenzione del verde comunale e del verde attrezzato ad uso pubblico.

La sua esistenza è indispensabile. Ma qui dobbiamo distinguere due funzioni differenti: gestire il verde e pianificare il sistema del verde.

La prima riguarda manutenzione, potature, sostituzioni, controlli, interventi e gestione quotidiana. La seconda deve rispondere a domande differenti:

  • dove mancano alberi?
  • quali quartieri hanno meno verde?
  • quale copertura arborea vogliamo raggiungere?
  • quali corridoi ecologici dobbiamo costruire?
  • quali aree dobbiamo deimpermeabilizzare?
  • quali superfici devono essere protette?
  • quanti nuovi parchi servono?

Sono entrambe necessarie. Ma non sono la stessa attività.

La manutenzione programmata

Salerno Verde non considera infatti la manutenzione una questione secondaria rispetto alla realizzazione di nuove opere. Un albero piantato e poi non curato non rappresenta una politica di forestazione. Un parco realizzato e progressivamente degradato non rappresenta un incremento permanente del patrimonio verde. La manutenzione dovrebbe quindi entrare direttamente nella pianificazione pluriennale.

Ogni nuovo intervento dovrebbe indicare non soltanto: quanto costa realizzarlo ma anche: quanto costerà mantenerlo nei successivi vent'anni.

Le nuove piantumazioni

Abbiamo inoltre incontrato programmi specifici di incremento delle alberature. Nel 2025 il Comune ha avviato un intervento che prevedeva la messa a dimora di 200 alberi e 200 piante, preceduto da uno screening delle strade che necessitavano di nuove alberature, risanamento o sostituzione.

È un elemento positivo perché dimostra l'esistenza di una capacità di analisi territoriale ma un programma di piantumazioni non coincide ancora con una strategia arborea. Per diventarlo deve essere inserito in obiettivi pluriennali.

Per esempio: copertura arborea attuale → obiettivo 2030 → obiettivo 2040 → obiettivo 2050.

In quel momento ogni campagna annuale di piantumazione diventerebbe una tappa misurabile di una strategia più ampia.

La gestione condivisa delle aree verdi

Dal 2025 Salerno dispone anche di un nuovo Regolamento per la gestione condivisa delle aree verdi.

È uno strumento interessante perché consente a cittadini, associazioni, scuole e altri soggetti di collaborare alla cura e valorizzazione di aree comunali.

Comprende:

  • giardini;
  • aiuole;
  • rotatorie;
  • spartitraffico;
  • verde scolastico;
  • orti urbani;
  • interventi per la biodiversità;
  • recupero di aree degradate.

Salerno Verde considera questo modello molto utile.

Ma ribadisce il principio già espresso: partecipazione non significa sostituzione dell'Amministrazione.

La cura civica deve produrre valore aggiunto non diventare il sistema attraverso il quale la manutenzione pubblica viene progressivamente trasferita ai cittadini.

La fascia costiera

Anche le norme dedicate alla fascia costiera contengono elementi importanti.

Abbiamo trovato previsioni relative a:

  • passeggiata pubblica;
  • alberature;
  • percorsi ciclabili;
  • accessi al mare;
  • riqualificazione ambientale;
  • Parco Attrezzato della Litoranea Orientale.

Ancora una volta emerge una situazione interessante. Molte delle idee che stiamo proponendo possiedono già precedenti negli strumenti comunali. Questo rafforza la domanda centrale: quanto di ciò che è stato pianificato è stato effettivamente realizzato?

Salerno Verde dovrà quindi occuparsi non soltanto delle nuove proposte. Dovrà verificare anche lo stato di attuazione delle vecchie.

Le norme non fanno gli alberi

Arriviamo così a un principio fondamentale: una città può possedere ottime norme ambientali e contemporaneamente perdere progressivamente verde. Può prevedere corridoi ecologici sulla carta e non realizzarli. Può disciplinare la tutela degli alberi e avere una copertura arborea insufficiente. Può destinare aree a parco senza trasformarle in spazi realmente fruibili.

Per questo dobbiamo distinguere sempre tre livelli:

LivelloDomanda
Normacosa è previsto?
Attuazionecosa è stato realizzato?
Risultatoquale beneficio ambientale abbiamo ottenuto?

È soprattutto il terzo livello che spesso manca nel dibattito pubblico.

Non chiediamo quanti alberi avete piantato

La domanda corretta non è soltanto: quanti alberi avete piantato?

Ma: quanto è aumentata la copertura arborea?

Non soltanto: quanti parchi avete realizzato?

Ma: quanti cittadini hanno oggi un parco raggiungibile a piedi che prima non avevano?

Non soltanto: quanti metri quadrati sono stati riqualificati?

Ma: quanti metri quadrati di suolo sono stati deimpermeabilizzati?

Non soltanto: quanto avete speso?

Ma: quale risultato climatico ed ecologico avete ottenuto?

Salerno Verde vuole spostare progressivamente il dibattito dall'intervento al risultato.

Manca un Piano del Verde?

Arriviamo così alla domanda dalla quale è nato l'intero progetto.

Salerno possiede un Piano del Verde?

La ricognizione svolta finora non ci consente di individuare un documento unitario che presenti contemporaneamente:

  • una fotografia aggiornata del patrimonio verde;
  • obiettivi quantitativi pluriennali;
  • strategia arborea;
  • rete dei parchi;
  • verde di prossimità;
  • strategie di biodiversità;
  • deimpermeabilizzazione;
  • adattamento climatico;
  • tutela preventiva delle aree strategiche;
  • rete ecologica;
  • programmazione economica;
  • indicatori di monitoraggio.

Esistono invece molti dei pezzi necessari per costruirlo. Ed è una differenza importante.

Dal mosaico al sistema

Possiamo rappresentare la situazione così:

PUC
→ pianificazione territoriale

Rete Ecologica Comunale
→ connessioni ambientali

Regolamento del Verde
→ tutela e gestione

Catasto Arboreo
→ conoscenza degli alberi

Ufficio Verde Pubblico
→ gestione amministrativa

programmi di manutenzione
→ cura del patrimonio

campagne di piantumazione
→ incremento e sostituzione

gestione condivisa
→ partecipazione civica

strumenti urbanistici della costa
→ trasformazione del fronte mare

Sono tessere dello stesso mosaico.

Quello che Salerno Verde vuole verificare è se esista il disegno complessivo che le tiene insieme.

Il Piano del Verde come strumento di coordinamento

Il Piano che proponiamo non dovrebbe quindi sostituire tutti gli strumenti esistenti. Dovrebbe coordinarli.

  • Il PUC continuerà a disciplinare l'uso del territorio.
  • Il Regolamento disciplinerà la tutela.
  • Il Catasto censirà gli alberi.
  • Gli uffici gestiranno gli interventi.

Il Piano del Verde dovrà dire: dove vogliamo arrivare.

Dovrà fissare obiettivi.

Per esempio:

  • aumentare la copertura arborea;
  • ridurre i quartieri privi di verde di prossimità;
  • costruire corridoi monte-mare;
  • proteggere le aree strategiche;
  • rinaturalizzare i corsi d'acqua;
  • deimpermeabilizzare superfici;
  • rafforzare la cintura verde;
  • realizzare l'infrastruttura verde costiera.

Un Piano misurabile

Ogni obiettivo dovrebbe avere almeno:

  • valore iniziale;
  • obiettivo finale;
  • scadenza;
  • indicatore;
  • responsabile;
  • risorse;
  • stato di avanzamento.

Per esempio:

ObiettivoSituazione inizialeTargetScadenza
Copertura arboreada misurareda definire2040
Residenti entro 300 m dal verdeda misurareda definire2035
Nuovo suolo permeabileda misurare+ X m²2035
Corridoi monte-mareda censireX completati2040
Costa ombreggiatada misurareX %2040
Saldo arboreoda ricostruirepositivo ogni annoannuale

I valori saranno il risultato della fase conoscitiva.

Open Data e monitoraggio pubblico

Tutti gli indicatori dovrebbero essere pubblicati come dati aperti.

Il cittadino dovrebbe poter verificare ogni anno:

  • quanti alberi possiede la città;
  • quanti ne ha persi;
  • quanti ne ha guadagnati;
  • quanta copertura arborea esiste;
  • quanti metri quadrati sono stati deimpermeabilizzati;
  • quanto è avanzata la rete ecologica;
  • quali aree strategiche sono state protette;
  • quanto denaro è stato investito.

Non un PDF pubblicato ogni cinque anni.

Un sistema pubblico di monitoraggio.

Salerno Verde considera la conoscenza aperta parte integrante della politica ambientale.

Una cabina di regia

Un Piano così articolato richiede inevitabilmente coordinamento.

Verde pubblico, urbanistica, mobilità, lavori pubblici, patrimonio, ambiente, protezione civile e politiche climatiche incidono tutti sullo stesso territorio. Per questo il verde non può rimanere esclusivamente una questione del settore che cura alberi e giardini.

Ogni nuovo progetto urbano dovrebbe essere valutato anche rispetto al Piano del Verde.

Una strada.

Una piazza.

Una scuola.

Un parcheggio.

Una pista ciclabile.

Una trasformazione urbanistica.

Tutto modifica, positivamente o negativamente, l'infrastruttura ecologica della città.

La prima conclusione della fase preliminare

Dopo dieci punti possiamo quindi formulare una prima conclusione.

Salerno non parte da zero. Possiede:

  • norme.
  • competenze.
  • strumenti urbanistici.
  • una Rete Ecologica Comunale.
  • un Regolamento del Verde.
  • informazioni sul patrimonio arboreo.
  • parchi importanti.
  • strumenti di partecipazione.
  • previsioni ambientali sulla fascia costiera.

Ma la nostra prima ricognizione pone una domanda alla quale dobbiamo ancora trovare una risposta positiva e documentata:

dov'è il documento che mette tutto questo insieme e ci dice quale patrimonio verde Salerno vuole possedere nel 2030, nel 2040 e nel 2050?

È quello spazio che il progetto Salerno Verde vuole esplorare. Non per sostituirsi all'Amministrazione. Non per produrre l'ennesimo elenco di buone intenzioni.

Ma per dimostrare che partendo dai dati, dagli strumenti già esistenti e dalle risorse territoriali ancora disponibili è possibile costruire una proposta organica.

Una proposta nella quale il verde smetta di essere considerato una somma di parchi, aiuole e alberi da manutenere.

E diventi finalmente ciò che è:

una delle infrastrutture fondamentali della città.