Questa semplice considerazione spiega perché un Piano del Verde non possa essere costruito guardando soltanto alla prossima stagione amministrativa. Gli alberi hanno tempi diversi da quelli della politica. Un parco ha bisogno di anni per raggiungere la propria maturità. Un corridoio ecologico richiede continuità nelle decisioni. Un suolo impermeabilizzato oggi potrebbe rimanere tale per generazioni. Una collina urbanizzata difficilmente tornerà a essere quella che era.
Progettare il verde significa quindi, inevitabilmente, progettare nel lungo periodo. Per questo Salerno Verde sceglie il 2050 come proprio orizzonte.
Non come data simbolica. Come tempo necessario per immaginare una trasformazione reale della città.
Non vogliamo semplicemente più verde
La prima tentazione sarebbe formulare il nostro obiettivo così: vogliamo una Salerno più verde.
È vero ma non basta.
Aggiungere alberi, aiuole e qualche nuovo giardino senza modificare il modo nel quale la città considera il proprio territorio potrebbe produrre miglioramenti importanti ma non una vera trasformazione.
Salerno Verde propone qualcosa di differente: utilizzare il sistema naturale come una delle strutture attraverso le quali organizzare la città.
Il verde non viene dopo l'urbanistica ma entra nell'urbanistica, non riempie gli spazi rimasti liberi dopo aver costruito ma contribuisce a decidere dove e come costruire, non serve soltanto a rendere più bella una piazza ma contribuisce a decidere come quella piazza deve funzionare, non accompagna semplicemente una strada ma contribuisce a stabilire quale spazio debba essere riservato all'ombra, alle persone, all'acqua e alla permeabilità.
È questo il cambio di paradigma sul quale vogliamo costruire Salerno Verde 2050.
Il verde è un'infrastruttura
Siamo abituati a considerare infrastrutture:
- strade;
- ferrovie;
- fognature;
- reti idriche;
- reti elettriche;
- telecomunicazioni.
Nessuno immaginerebbe di costruire una città moderna senza pianificarle.
Salerno Verde propone di aggiungere a questo elenco:
- alberi;
- parchi;
- suolo permeabile;
- corsi d'acqua;
- boschi;
- aree agricole;
- corridoi ecologici.
Non sono decorazioni ma producono:
- Servizi:
- Ombra.
- Raffrescamento.
- Assorbimento dell'acqua.
- Riduzione dell'erosione.
- Habitat.
- Biodiversità.
- Spazi per camminare.
- Luoghi di incontro.
- Benessere.
- Paesaggio.
Per questo parleremo di infrastruttura verde e blu della città.
Una rete, non una collezione
Una delle idee più importanti emerse nella Parte I riguarda la continuità.
Un parco isolato possiede certamente valore ma un parco collegato ad alberature stradali, corsi d'acqua, altri giardini e aree naturali diventa parte di un sistema.
Lo stesso vale per gli alberi. Cento alberi distribuiti casualmente non producono necessariamente gli stessi benefici di cento alberi collocati strategicamente lungo percorsi pedonali privi di ombra.
Salerno Verde vuole quindi passare: dalla quantità alla struttura.
Non ci interessa soltanto sapere quanti metri quadrati di verde possiede Salerno ma vogliamo sapere come sono collegati.
La forma ecologica di Salerno
La geografia stessa della città suggerisce una possibile struttura.
Alle spalle della città costruita esiste il sistema collinare. Davanti esiste il mare.
Tra questi due elementi si sviluppa una fascia urbana allungata lungo la costa, attraversata da fiumi, torrenti e valloni che scendono verso il mare. Questa struttura geografica può diventare la matrice del Piano.
Immaginiamo:
- una cintura verde collinare;
- una grande infrastruttura verde costiera;
- corridoi verdi e blu che le collegano attraversando la città;
- una rete diffusa di parchi, giardini e alberature inserita tra questi sistemi.
Non stiamo imponendo alla città una forma artificiale.
Stiamo cercando di recuperare e rafforzare la struttura naturale che il territorio possiede già.
Dalle colline al mare
L'immagine più semplice di Salerno Verde 2050 potrebbe quindi essere questa:
COLLINE
↓
boschi
aree agricole
parchi naturali
valloni
↓
CITTÀ
↓
alberi
parchi
giardini
scuole verdi
piazze alberate
rain garden
pocket park
↓
COSTA
↓
lungomare verde
percorsi ombreggiati
vegetazione mediterranea
suolo permeabile
↓
MARE
Il collegamento tra questi sistemi sarà costituito dai corridoi monte-mare.
L'Irno rappresenta l'esempio più evidente.
Altri dovranno essere individuati e verificati.
La città dei 300 metri
La grande struttura territoriale non basta. Una città può possedere grandi parchi e contemporaneamente lasciare migliaia di persone senza un piccolo spazio verde vicino casa. Per questo Salerno Verde assume anche una scala completamente diversa: quella del quartiere.
L'obiettivo è semplice da formulare: ogni cittadino dovrebbe poter raggiungere a piedi uno spazio verde di qualità.
Abbiamo assunto nella fase preliminare una distanza indicativa di 300 metri. Dovremo verificarla e adattarla alla particolare morfologia salernitana. Ma il principio rimane: il verde deve essere vicino alle persone.
La città dell'ombra
C'è poi un secondo obiettivo che vogliamo rendere centrale: l'ombra.
Per troppo tempo la quantità degli alberi è stata utilizzata come indicatore principale delle politiche di piantumazione ma ciò che interessa a chi percorre una strada durante un pomeriggio estivo non è sapere quanti alberi siano registrati nel quartiere bensì poter camminare sotto le loro chiome.
Salerno Verde 2050 vuole quindi misurare progressivamente: quanta città è ombreggiata dagli alberi.
- Strade.
- Marciapiedi.
- Piazze.
- Scuole.
- Fermate del trasporto pubblico.
- Percorsi verso i parchi.
- Lungomare.
L'obiettivo non sarà riempire indiscriminatamente ogni spazio. Sarà portare l'ombra dove serve.
Piantare oggi per avere ombra domani
Questa prospettiva modifica anche il modo di valutare le nuove piantumazioni. Un giovane albero appena messo a dimora produce benefici limitati rispetto a un grande esemplare maturo: occorrono anni, a volte decenni.
Per questo la strategia deve avere contemporaneamente due obiettivi:
- proteggere gli alberi maturi che possediamo;
- piantare gli alberi maturi del futuro.
Un grande albero perso oggi non viene realmente sostituito domani mettendo a dimora una piccola pianta. Numericamente possiamo avere ancora un albero. Ecologicamente abbiamo perso decenni.
Il suolo come risorsa
La seconda grande risorsa del Piano sarà il suolo: ogni superficie permeabile permette all'acqua di infiltrarsi, può ospitare vegetazione, riduce l'accumulo di calore rispetto a molte superfici artificiali.
Ma il suolo urbano viene spesso considerato semplicemente come supporto sul quale costruire o pavimentare.
Salerno Verde propone di riconoscerlo come infrastruttura ambientale.
Da questo deriva un principio: il consumo di nuovo suolo deve diventare l'ultima opzione, non la prima.
E parallelamente dobbiamo cominciare a recuperare quello già impermeabilizzato quando non è necessario che rimanga tale.
Togliere cemento può essere un'opera pubblica
Una delle immagini più importanti della Salerno del 2050 potrebbe non essere qualcosa che abbiamo costruito.
Potrebbe essere qualcosa che abbiamo tolto:
- Asfalto.
- Pavimentazioni inutili.
- Piazzali sovradimensionati.
- Superfici impermeabili.
Una politica di deimpermeabilizzazione urbana può diventare importante quanto la realizzazione di nuovi parchi.
Dove non abbiamo spazio libero per creare verde, possiamo provare a riconquistarlo.
Una città che lascia spazio all'acqua
Salerno Verde vuole anche modificare il rapporto della città con l'acqua. Per decenni l'obiettivo prevalente dell'urbanizzazione è stato allontanare rapidamente l'acqua piovana:
- Canali.
- Tombamenti.
- Tubazioni.
- Superfici impermeabili.
Nel clima che ci attende questa strategia non può essere l'unica risposta.
Dobbiamo permettere, dove possibile, che l'acqua:
- rallenti;
- penetri nel terreno;
- venga raccolta;
- alimenti la vegetazione;
- trovi spazio nei sistemi naturali.
Parchi, alberi, rain garden, corsi d'acqua e superfici permeabili diventano quindi componenti della stessa infrastruttura.
Una città mediterranea
Non vogliamo imitare modelli urbani costruiti per climi completamente differenti. Salerno deve costruire la propria strategia partendo dal Mediterraneo:
- Calore.
- Siccità.
- Salsedine.
- Piogge intense.
- Vegetazione mediterranea.
- Rapporto con il mare.
Il cambiamento climatico renderà probabilmente queste condizioni ancora più impegnative.
La scelta delle specie, la gestione dell'acqua e la progettazione dell'ombra dovranno quindi essere pensate per la Salerno che avremo, non soltanto per quella che conosciamo oggi.
Non una città-giardino per pochi
C'è poi una questione sociale per noi fondamentale: il verde urbano non deve diventare un privilegio immobiliare.
Non possiamo accettare una città nella quale alcuni quartieri possiedono alberi, parchi e ombra mentre altri rimangono quasi completamente mineralizzati. Salerno Verde assume quindi un principio di equità ambientale.
Gli investimenti non devono essere distribuiti soltanto dove è più semplice intervenire. Devono essere prioritari dove il bisogno è maggiore!
Dove ci sono:
- meno alberi;
- meno verde;
- più caldo;
- più densità;
- più persone lontane dai parchi.
La mappa del deficit dovrà diventare anche mappa delle priorità.
Proteggere ciò che non possiamo ricreare
Un altro principio riguarda le aree strategiche. Possiamo piantare nuovi alberi, possiamo costruire nuovi giardini, possiamo deimpermeabilizzare una piazza ma alcune risorse, una volta trasformate, sono estremamente difficili da recuperare. Come:
- Una collina.
- Un'area agricola.
- Una fascia fluviale.
- Un corridoio ecologico.
- Un grande terreno libero nella città costruita.
Per questo Salerno Verde introduce il principio della tutela preventiva. Non dobbiamo aspettare che una trasformazione sia ormai definita per chiederci se quell'area fosse importante.Dobbiamo individuare oggi ciò che riteniamo strategico per il futuro.
Bellaria come simbolo di una scelta
Colle Bellaria, conosciuto popolarmente come Masso della Signora, rappresenta perfettamente questo principio.
Prima ancora di discutere che cosa realizzarvi dobbiamo decidere quale valore attribuiamo al fatto che una grande presenza verde continui a esistere nel cuore del sistema urbano.
Salerno Verde propone di invertire la domanda.
Non: quanto possiamo trasformare?
Ma: quanto dobbiamo conservare?
Solo dopo viene tutto il resto.
La costa come infrastruttura climatica
Lo stesso cambio di prospettiva riguarda il mare: il fronte costiero non deve essere soltanto luogo della passeggiata, della balneazione, del turismo o della riqualificazione architettonica.
Può diventare una delle principali infrastrutture climatiche della città.
Immaginiamo nel 2050 una continuità verde dal centro alla zona orientale:
- alberi;
- ombra;
- percorsi pedonali;
- ciclabili;
- vegetazione mediterranea;
- superfici permeabili;
- accessi pubblici al mare.
Non un unico progetto monumentale piuttosto una trasformazione progressiva lunga decenni.
Mille interventi invece di una sola grande opera
Salerno Verde non immagina la trasformazione della città attraverso un'unica opera simbolica. Una parte importante del cambiamento potrà derivare da centinaia di interventi piccoli:
- Un'aiuola ampliata.
- Tre alberi davanti a una scuola.
- Un parcheggio deimpermeabilizzato.
- Un pocket park.
- Una strada ombreggiata.
- Un cortile scolastico trasformato.
- Un tratto di torrente rinaturalizzato.
- Un terreno abbandonato recuperato.
- Un collegamento pedonale tra due parchi.
Singolarmente possono sembrare interventi minori. Inseriti in una strategia diventano infrastruttura.
Il Piano non finisce nel 2050
Naturalmente il 2050 non rappresenta una conclusione. Gli alberi continueranno a crescere la città continuerà a cambiare, il clima continuerà a evolvere il Piano dovrà quindi essere aggiornabile.
Saranno tappe.
Ogni periodo dovrà permettere di misurare ciò che abbiamo fatto, correggere gli errori e modificare gli obiettivi quando necessario.
Una visione misurabile
Questa visione rischierebbe di rimanere soltanto una dichiarazione di intenti se non fosse accompagnata da indicatori.
Per questo Salerno Verde 2050 dovrà arrivare a misurare almeno:
- copertura arborea;
- accessibilità al verde;
- superficie permeabile;
- ombra sui percorsi;
- saldo arboreo;
- continuità ecologica;
- superficie rinaturalizzata;
- biodiversità;
- aree strategiche tutelate.
I valori iniziali non sono ancora tutti disponibili, lo abbiamo dichiarato nella Parte I, ma li cercheremo e soltanto dopo fisseremo obiettivi quantitativi credibili.
Una proposta civica
Salerno Verde non nasce come Piano ufficiale dell'Amministrazione comunale. È una proposta civica.
Questo rappresenta un limite evidente perchè non disponiamo direttamente delle competenze amministrative, delle risorse economiche o di tutti i dati necessari ma rappresenta anche una possibilità.
- Possiamo porre domande.
- Confrontare alternative.
- Studiare esperienze differenti.
- Segnalare problemi.
- Formulare proposte.
- Chiedere dati.
E soprattutto possiamo provare a costruire una visione della città prima di discutere le singole opere.
Non contro qualcuno, ma per qualcosa
Il progetto potrà inevitabilmente contenere critiche così come criticheremo scelte che riteniamo sbagliate, indicheremo occasioni perdute, segnaleremo rischi, ci opporremo, quando necessario, a trasformazioni che riteniamo incompatibili con la tutela del territorio.
Ma Salerno Verde non nasce per costruire un catalogo degli errori. Nasce per proporre un'alternativa.
Ad ogni critica cercheremo di affiancare una domanda: che cosa possiamo fare in modo diverso?
E, quando possibile, una proposta concreta.
Salerno 2050
La città che immaginiamo non sarà una città senza edifici, automobili, infrastrutture o attività economiche. Sarà ancora una città complessa ma potrebbe essere una città nella quale un bambino possa raggiungere un giardino a piedi, nella quale andare alla fermata dell'autobus non significhi necessariamente camminare sotto il sole, nella quale il mare sia collegato alle colline attraverso corridoi verdi e blu, nella quale un fiume non sia soltanto qualcosa da attraversare, nella quale una scuola possieda alberi e terreno permeabile, nella quale una collina non venga considerata automaticamente spazio in attesa di trasformazione, nella quale togliere asfalto possa essere considerato progresso, nella quale gli alberi maturi vengano considerati patrimonio, nella quale il verde non sia concentrato soltanto dove c'è già.
Una città capace di lasciare spazio all'acqua, agli alberi, alla biodiversità e alle persone.
Non sappiamo ancora quanti alberi serviranno, non sappiamo ancora quanti ettari dovremo deimpermeabilizzare, non sappiamo ancora dove potranno nascere tutti i nuovi giardini ma adesso sappiamo quale direzione vogliamo prendere.
Salerno Verde 2050 è la proposta di trasformare il patrimonio naturale da ciò che rimane intorno alla città a ciò che contribuisce a darle forma.
Da qui comincia il Piano.