Prima di misurare quanto verde possiede Salerno, dove si trova e quanto sia realmente accessibile ai cittadini, dobbiamo capire per quale città stiamo progettando.
Quanti abitanti aveva Salerno quando si è formata gran parte della città contemporanea? Quanti ne ha oggi? La popolazione è cresciuta insieme al territorio urbanizzato oppure le due grandezze hanno seguito percorsi differenti?
La demografia costituisce quindi il primo dato della nostra indagine.
Dalla grande crescita allo spopolamento
La storia demografica di Salerno nel secondo dopoguerra può essere divisa nettamente in due fasi.
La prima è quella della grande crescita urbana. Nel 1951 Salerno contava 90.970 residenti; dieci anni dopo erano diventati 117.363 e nel 1971 avevano raggiunto quota 155.496. In appena vent'anni la città aveva quindi guadagnato oltre 64.000 abitanti, con un incremento superiore al 70%.
La crescita proseguì ancora nel decennio successivo, sebbene molto più lentamente, fino a raggiungere nel censimento del 1981 157.385 residenti, il valore più alto registrato nella serie censuaria.
Da quel momento la direzione si inverte.
| Anno | Popolazione residente | Variazione rispetto al censimento precedente |
|---|---|---|
| 1951 | 90.970 | — |
| 1961 | 117.363 | +29,0% |
| 1971 | 155.496 | +32,5% |
| 1981 | 157.385 | +1,2% |
| 1991 | 148.932 | -5,4% |
| 2001 | 138.188 | -7,2% |
| 2011 | 132.608 | -4,0% |
| 2021 | 128.136 | -3,4% |
Fonte: elaborazione su dati dei Censimenti ISTAT.
Il dato è particolarmente significativo perché dal 1981 in poi ogni censimento registra una popolazione inferiore a quello precedente.
Non siamo quindi davanti a una flessione occasionale, ma a una tendenza che dura ormai da oltre quarant'anni.
Oltre 32.000 residenti in meno
Tra il massimo censuario del 1981 e il censimento del 2021 Salerno è passata da 157.385 a 128.136 abitanti.
Significa 29.249 residenti in meno, pari a una diminuzione di circa il 18,6%.
La tendenza non si è arrestata dopo il 2021. I dati annuali successivi indicano 127.485 residenti alla fine del 2022, 126.715 nel 2023 e 126.000 nel 2024. Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente risulta pari a 125.323 abitanti.
Prendendo quest'ultimo dato come riferimento, rispetto al massimo del 1981 Salerno ha perso oltre 32.000 residenti, circa un quinto della popolazione di allora.
È come se, nell'arco di poco più di quarant'anni, dalla città fosse scomparsa una comunità di oltre trentaduemila persone.
Una città anche più anziana
La diminuzione della popolazione rappresenta soltanto una parte della trasformazione demografica.
Sta cambiando anche la sua composizione.
Nel 2002 a Salerno vivevano 19.630 persone con meno di 15 anni e 26.937 con almeno 65 anni. All'inizio del 2025 i minori di 15 anni erano scesi a 13.651, mentre gli ultrasessantacinquenni erano saliti a 34.282.
Nello stesso periodo l'età media della popolazione è passata da 42,0 a 48,4 anni.
Anche questo dato avrà conseguenze importanti quando parleremo di verde urbano.
Una città con una quota crescente di popolazione anziana ha infatti bisogno di spazi pubblici facilmente raggiungibili, ombreggiati, accessibili, dotati di sedute e distribuiti nei quartieri. Non basta quindi conoscere quanti metri quadrati di verde esistono complessivamente nel territorio comunale: sarà necessario capire dove si trovano e chi può realmente utilizzarli.
Meno abitanti significa meno bisogno di città?
È qui che il dato demografico comincia a interessare direttamente Salerno Verde.
La risposta alla domanda è naturalmente no.
Una diminuzione della popolazione non comporta automaticamente una diminuzione della superficie urbana: cambiano la dimensione delle famiglie, le esigenze abitative, le attività economiche, i servizi e le modalità con le quali viene utilizzato il territorio.
A Salerno, per esempio, la dimensione media delle famiglie è scesa fino a 2,23 componenti nel 2024.
Sarebbe quindi metodologicamente scorretto affermare che ogni nuova costruzione realizzata mentre diminuivano gli abitanti rappresenti automaticamente consumo di suolo ingiustificato.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il rapporto tra le due dinamiche.
Ed emerge già un primo elemento che merita particolare attenzione.
I dati territoriali ISTAT indicano che nel 1991 la popolazione residente di Salerno era di 148.932 abitanti e l'incidenza della superficie dei centri e nuclei abitati era pari al 22,2%. Nel 2001 la popolazione era scesa a 138.188 abitanti mentre l'indicatore territoriale era salito al 30,0%; nel 2011 gli abitanti erano ulteriormente diminuiti a 132.608 e l'incidenza aveva raggiunto il 36,3%.
| Anno | Residenti | Incidenza superficie centri e nuclei abitati |
|---|---|---|
| 1991 | 148.932 | 22,2% |
| 2001 | 138.188 | 30,0% |
| 2011 | 132.608 | 36,3% |
Fonte: ISTAT, 8milaCensus – Dinamica demografica e territorio.
Il dato non deve essere confuso automaticamente con il consumo di suolo, che utilizza metodologie e definizioni differenti e che analizzeremo separatamente.
Ma la tendenza pone una domanda difficilmente eludibile.
Com'è possibile che mentre diminuiva significativamente il numero dei residenti aumentasse contemporaneamente l'estensione della città abitata?
È una delle domande centrali di Salerno Verde.
Non una città che cresce, ma una città che si espande?
Tra il 1991 e il 2011 Salerno perde oltre 16.000 residenti, mentre l'indicatore relativo alla superficie dei centri e nuclei abitati cresce considerevolmente.
Non possiamo ancora trarne una conclusione.
Per farlo dovremo confrontare questi numeri con le cartografie storiche, i dati ISPRA sul consumo di suolo, l'evoluzione delle superfici impermeabilizzate, il patrimonio edilizio e le trasformazioni previste e realizzate dagli strumenti urbanistici.
Possiamo però formulare la prima ipotesi di ricerca del progetto:
Salerno potrebbe aver continuato a espandere il proprio spazio urbanizzato anche dopo la conclusione della grande crescita demografica che aveva caratterizzato il dopoguerra.
Se questa ipotesi sarà confermata dai dati sul consumo di suolo, avremo individuato uno degli elementi fondamentali per comprendere l'attuale rapporto della città con il proprio patrimonio verde.
Perché ogni ettaro trasformato non rappresenta soltanto una nuova superficie costruita.
Può rappresentare anche un terreno che non assorbe più acqua, uno spazio che contribuisce maggiormente all'accumulo di calore, un'area sottratta alla vegetazione, all'agricoltura o alla naturalità e, soprattutto, una possibilità in meno per le generazioni future di decidere diversamente.
Il primo dato di Salerno Verde
La nostra fotografia iniziale può quindi essere sintetizzata in pochi numeri:
157.385 residenti nel 1981.
125.323 residenti al 1° gennaio 2026.
Oltre 32.000 residenti in meno.
Circa il 20% della popolazione perduta rispetto al massimo storico.
Ma il numero più importante non è forse nessuno di questi.
È il rapporto che dobbiamo ancora misurare:
mentre diminuivano gli abitanti, quanto è aumentato il suolo occupato dalla città?
È da questa domanda che parte il secondo capitolo di Salerno in cifre.