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ZSvirt diventa Software Libero: una nuova piattaforma per la virtualizzazione enterprise

Inviato da tuxsa il
ZSvirt

Una nuova piattaforma entra nel panorama del Software Libero dedicato alla virtualizzazione. ZStack ha annunciato il rilascio come progetto open source di ZSvirt, piattaforma di virtualizzazione di livello enterprise derivata dalla tecnologia utilizzata nel prodotto commerciale ZSphere.

La scelta più significativa riguarda la licenza: ZSvirt viene distribuito sotto GNU General Public License 3.0 (GPLv3). Il codice sorgente completo è quindi disponibile pubblicamente e può essere studiato, modificato e redistribuito nel rispetto delle condizioni della licenza. Insieme al codice sono disponibili anche le immagini necessarie per l'installazione, permettendo di utilizzare la piattaforma senza costi di licenza anche in ambienti di produzione.

ZSvirt non nasce come un semplice progetto sperimentale. La piattaforma mette a disposizione strumenti per la gestione della virtualizzazione di calcolo, rete e storage e comprende funzioni normalmente associate alle infrastrutture professionali, come alta disponibilità, snapshot, backup, disaster recovery e strumenti per la migrazione delle macchine virtuali.

Particolarmente interessante è l'attenzione riservata all'automazione. ZSvirt mette a disposizione oltre 2.000 API RESTful/OpenAPI asincrone e SDK per Go, Python e Java, oltre al supporto per Terraform. Questo permette di integrarare la piattaforma con Kubernetes, sistemi PaaS e altre infrastrutture automatizzate.

Secondo i dati dichiarati dal progetto, l'architettura è progettata per gestire oltre 10.000 host attraverso un singolo piano di controllo, mentre una singola macchina virtuale può arrivare fino a 768 CPU virtuali. Sono inoltre presenti tecnologie come SR-IOV, Secure Boot, virtual TPM, microsegmentazione, autenticazione multifattore e registri di audit non modificabili.

Un altro elemento interessante è ZMigrate, lo strumento dedicato alla migrazione dei sistemi esistenti. Sono previste modalità di migrazione con e senza agent e la possibilità di trasferire macchine virtuali provenienti da diversi hypervisor, sistemi KVM e anche macchine fisiche attraverso procedure P2V.

Il rilascio di ZSvirt è interessante soprattutto perché arriva in un settore nel quale negli ultimi anni il problema del vendor lock-in è tornato prepotentemente al centro dell'attenzione. La virtualizzazione è ormai una componente fondamentale dell'infrastruttura informatica di aziende, pubbliche amministrazioni, università e centri dati, e poter disporre di piattaforme il cui codice rimane accessibile e modificabile rappresenta una garanzia importante di autonomia tecnologica.

Naturalmente sarà il tempo a dirci quanto ZSvirt riuscirà a costruire una vera comunità indipendente intorno al progetto. Pubblicare il codice è infatti soltanto il primo passo: saranno importanti anche la trasparenza della governance, la qualità della documentazione, l'apertura del processo di sviluppo e la capacità di accogliere contributi esterni.

Il punto di partenza, tuttavia, è interessante. L'arrivo di un'altra piattaforma GPL nel settore della virtualizzazione amplia le possibilità di scelta e dimostra ancora una volta come il Software Libero possa avere un ruolo non soltanto sui nostri computer personali, ma anche nelle grandi infrastrutture sulle quali poggiano servizi digitali e sistemi cloud.