Immagina di dover cambiare sistema operativo a 2,5 milioni di computer. Non in un'azienda - in uno Stato intero. È esattamente quello che ha deciso di fare la Francia, e la cosa più sorprendente è che stavolta sembra davvero sul serio.
Ad aprile 2026, la DINUM - la struttura che coordina il digitale nell'amministrazione pubblica francese - ha comunicato a tutti i ministeri che Windows non è più il futuro. Ogni dicastero dovrà presentare entro l'autunno un piano concreto di migrazione a GNU/Linux, con tanto di budget, strumenti alternativi e tempi certi.
La motivazione ufficiale? Il ministro dei Conti pubblici David Amiel l'ha messa giù senza giri di parole: "Il governo non può più limitarsi ad ammettere la propria dipendenza: deve liberarsene."
Ma dietro la retorica ci sono anche numeri molto pratici. Le licenze Microsoft costano una fortuna ogni anno, e quei soldi escono dall'Europa per finire oltreoceano — soggetti tra l'altro al Cloud Act americano, che teoricamente consente alle autorità USA di accedere ai dati. Con il software libero, il codice si può leggere, modificare e controllare. Nessuno può spegnere i tuoi servizi da remoto.
Il Ministero dell'Istruzione ha già mostrato che si può fare: la piattaforma cloud interna "Nuage", basata su Nextcloud, ha superato i 400.000 utenti e punta a coprire tutti i 1,2 milioni di dipendenti. Il project manager Benoît Piédallu al Nextcloud Summit 2026 è stato diretto: "La sovranità del dato non è un tema di moda per noi; le persone si aspettano davvero che proteggiamo i loro dati."
Non mancano le contraddizioni - lo stesso Ministero dell'Istruzione ha appena rinnovato contratti con Microsoft per centinaia di milioni - e la transizione reale è attesa tra il 2027 e il 2028. Ma la direzione è segnata in modo più netto che in passato.
Intanto in Italia... beh, se lo scoprite fatecelo sapere.