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Salerno Turismo Aperto

Inviato da tuxsa il

 

 

Piano strategico per la conoscenza, i dati e lo sviluppo sostenibile del turismo

 

 

Immagine
barca a vela

Presentazione

A Salerno si parla molto di turismo. Se ne parla in occasione dei grandi eventi, dell'arrivo delle navi da crociera, dell'apertura di nuove strutture ricettive, dei collegamenti aeroportuali, delle manifestazioni culturali e delle iniziative destinate a promuovere la città. Negli anni sono stati realizzati siti, portali, campagne di comunicazione, studi e progetti da parte di soggetti pubblici differenti.

Eppure esiste una domanda molto più semplice alla quale è sorprendentemente difficile rispondere:

quanto conosciamo realmente il turismo a Salerno?

Conosciamo alcuni numeri fondamentali, a cominciare dagli arrivi e dalle presenze nelle strutture ricettive. Ma sappiamo molto meno di chi attraversa la città senza pernottarvi, di quali luoghi vengano effettivamente visitati, degli itinerari percorsi, dei mezzi utilizzati per spostarsi, del tempo trascorso in città, della distribuzione della spesa, dei servizi apprezzati e di quelli mancanti.

Sappiamo ancora meno, in maniera sistematica, di ciò che il turismo produce sulla città vissuta quotidianamente: sui quartieri, sul commercio, sul lavoro, sulla mobilità, sull'abitare, sugli spazi pubblici, sull'ambiente e sulla qualità della vita dei residenti.

Non si tratta, tuttavia, di una totale assenza di informazioni.

Una prima ricognizione mostra un panorama molto più complesso. Comune, Regione Campania, Camera di Commercio, ISTAT, soggetti che operano nel porto e nei trasporti, strutture ricettive e altri operatori producono o raccolgono informazioni. Esistono studi, statistiche, sistemi amministrativi, Open Data, indagini e progetti. Nuovi strumenti di osservazione e governance sono inoltre in corso di costruzione.

Il problema è che questo patrimonio appare ancora largamente frammentato.

Dati prodotti da soggetti differenti utilizzano scale territoriali differenti; informazioni strutturate possono diventare documenti PDF; studi interessanti vengono realizzati in un determinato momento senza necessariamente generare serie conoscitive permanenti; portali differenti presentano informazioni che non sempre dialogano tra loro.

Si rischia così un paradosso: produrre molte informazioni senza costruire una vera conoscenza condivisa del fenomeno turistico.

È da questa constatazione che nasce Salerno Turismo Aperto.

Il progetto parte da un principio che il Collettivo TUXSA considera essenziale:

conoscere prima di decidere.

Non significa rinviare le decisioni in attesa di possedere una conoscenza perfetta, che non esisterà mai. Significa costruire politiche sulla migliore conoscenza disponibile, dichiarare gli obiettivi, confrontare alternative, coinvolgere chi sarà interessato dalle decisioni, misurare successivamente i risultati e avere la capacità di correggere le scelte quando i dati dimostrano che non stanno producendo gli effetti desiderati.

È un modo diverso di intendere la programmazione pubblica.

Una città complessa non può dipendere soltanto dalla capacità, dall'intuizione o dall'autorevolezza di chi temporaneamente la amministra. Ha bisogno di istituzioni, procedure, conoscenze e comportamenti condivisi capaci di continuare a funzionare indipendentemente dalle persone che, in un determinato momento, ricoprono incarichi politici o amministrativi.

Una strategia di lungo periodo non è quindi un elenco di opere da realizzare né una previsione di ciò che accadrà fra dieci o quindici anni.

È soprattutto la costruzione di una capacità collettiva di osservare, comprendere, decidere, verificare e correggere.

Questo principio acquista particolare importanza nel turismo.

Il numero delle presenze è certamente un indicatore importante, ma non può essere l'unica misura del successo. Una città potrebbe aumentare il numero dei visitatori e contemporaneamente peggiorare la qualità della loro esperienza, concentrare i benefici economici in poche attività, accrescere la pressione su alcuni quartieri, rendere più difficile l'abitare o produrre costi ambientali e sociali superiori ai benefici.

La domanda non può essere quindi soltanto: come portare più turisti a Salerno?

Occorre chiedersi: quale turismo vuole Salerno e quali benefici deve produrre per la città?

Per rispondere è necessario ampliare radicalmente il campo dell'osservazione.

Il turista non è semplicemente una presenza registrata in una struttura ricettiva. Per alcune ore o alcuni giorni diventa un abitante temporaneo della città: utilizza strade, trasporti, spazi pubblici, servizi, attività commerciali e luoghi culturali.

Allo stesso tempo il sistema turistico non è costituito soltanto dai turisti.

Ne fanno parte residenti, lavoratori, commercianti, ristoratori, albergatori, gestori di strutture extralberghiere, guide, agenzie di viaggio, tour operator, tassisti, operatori culturali, associazioni, università e comunità dei diversi quartieri.

Tutti devono poter diventare, in forme differenti, produttori e utilizzatori della conoscenza turistica.

Per questo Salerno Turismo Aperto non propone semplicemente un nuovo portale.

Propone la costruzione progressiva di una infrastruttura civica della conoscenza turistica: un sistema nel quale dati provenienti da fonti diverse possano essere individuati, documentati, messi in relazione e, quando possibile, resi disponibili attraverso formati aperti e interoperabili.

Un'informazione correttamente strutturata non deve essere riscritta ogni volta.

Lo stesso dato può alimentare il sito istituzionale, una mappa, un'applicazione per il visitatore, un servizio destinato alle persone con disabilità, il sistema informativo di una struttura ricettiva, una ricerca universitaria, un'analisi economica o un'applicazione realizzata da un'impresa.

Il dato viene prodotto e verificato una volta e può generare molti servizi.

In questa prospettiva Open Data, standard aperti e Software Libero non rappresentano scelte esclusivamente tecnologiche. Sono strumenti attraverso i quali una conoscenza prodotta anche grazie a risorse pubbliche può diventare patrimonio condiviso, verificabile e riutilizzabile.

Ma Salerno Turismo Aperto non vuole fermarsi alla formulazione di principi.

Accanto al Piano sarà sviluppato GiraSalerno.it, progetto autonomo che avrà la funzione di dimostratore locale: non un ulteriore sito turistico da aggiungere a quelli già esistenti, ma uno spazio nel quale sperimentare concretamente dati strutturati, relazioni tra informazioni, mappe, Open Data, API e servizi costruiti a partire da un'unica base conoscitiva.

Il suo valore non dipenderà dal numero delle pagine pubblicate, ma dalla capacità di dimostrare che un modello differente è tecnicamente possibile.

Salerno Turismo Aperto nasce dunque contemporaneamente come ricerca, proposta e sperimentazione.

La ricerca servirà a comprendere ciò che sappiamo e soprattutto ciò che ancora non sappiamo.

La proposta servirà a delineare una strategia di lungo periodo nella quale sviluppo turistico, qualità urbana, sostenibilità, economia locale e benessere delle comunità non siano considerati obiettivi separati.

La sperimentazione servirà a verificare concretamente alcune delle soluzioni proposte.

Il percorso sarà pubblico.

I dati utilizzati, le fonti, le metodologie, le lacune incontrate e le successive revisioni saranno parte integrante del progetto. Non si chiede al lettore di condividere preventivamente le conclusioni: gli si offre la possibilità di conoscere gli elementi dai quali quelle conclusioni derivano, verificarli e contribuire alla loro discussione.

Anche questo è parte del metodo.

Perché la partecipazione non dovrebbe iniziare quando un progetto è già definito e resta soltanto da presentarlo.

Dovrebbe cominciare quando esistono ancora domande, alternative e possibilità di scelta.

Salerno Turismo Aperto parte da qui: dalla conoscenza come condizione della partecipazione e dalla partecipazione come componente della qualità delle decisioni pubbliche.

 

Prima conoscere --> Poi discutere -->Quindi scegliere --> Infine misurare i risultati e, quando necessario, avere la capacità di cambiare.