Trent'anni di potere assoluto, trent'anni di proclami, ma cosa resta oggi della nostra città? Un’analisi cruda su una gestione che sembra aver privilegiato l’immagine alla sostanza, lasciando i cittadini orfani di servizi e identità.
Le prossime elezioni comunali di maggio non saranno una semplice conta di voti o una sfida tra simboli sbiaditi. Per Salerno, rappresentano qualcosa di molto più profondo: un test di dignità. Siamo chiamati a decidere se restare sudditi di un ingranaggio collaudato o riscoprirci cittadini di una comunità viva.