Nel 2022 Busitalia annunciava l'obiettivo di estendere le informazioni in tempo reale al 100% dei propri servizi in Campania. QuiBUS ha successivamente permesso di conoscere posizione e tempi di attesa degli autobus sulle linee abilitate. Oggi quella funzione risulta ufficialmente “al momento non disponibile”. Nel frattempo i dati del trasporto pubblico campano sono entrati nell'infrastruttura regionale e nel National Access Point. Abbiamo chiesto a Busitalia le ragioni della sospensione, senza ricevere finora una risposta.
Chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico a Salerno conosce bene la differenza tra sapere che un autobus dovrebbe transitare a una determinata ora e sapere dove quell'autobus si trovi realmente. Nel traffico urbano, infatti, l'orario programmato costituisce soltanto una previsione, mentre conoscere la posizione del mezzo e il tempo effettivo di attesa può determinare concretamente la possibilità di scegliere se aspettare, utilizzare un'altra linea oppure ricorrere a una diversa modalità di spostamento.
Salerno questa possibilità l'aveva.
Il 7 marzo 2022 Busitalia Campania presentava QuiBUS Campania, l'applicazione dedicata ai servizi di trasporto di Salerno e provincia. Nel comunicato di lancio l'azienda non si limitava ad annunciare un nuovo strumento per consultare gli orari: dichiarava che la flotta sarebbe stata progressivamente attrezzata con l'obiettivo di fornire informazioni in tempo reale sul 100% dei servizi Busitalia Campania.
Comunicato Busitalia del 7 marzo 2022 sul lancio di QuiBUS Campania
Non si trattava soltanto di un progetto futuro. La funzione è stata effettivamente introdotta e utilizzata. QuiBUS ha consentito, sulle linee abilitate, di conoscere i passaggi in tempo reale degli autobus e di monitorare la posizione del mezzo e il relativo tempo di attesa. Anche le descrizioni dell'app pubblicate negli store hanno documentato la disponibilità del servizio realtime e la progressiva estensione delle linee interessate.
Oggi, però, qualcosa è cambiato.
Sul sito ufficiale di Busitalia la funzione continua ad essere descritta in maniera inequivocabile: “Monitora la posizione ed il tempo di attesa del bus che effettua la corsa scelta da te”.
Immediatamente sotto compare però una precisazione altrettanto inequivocabile:
“SERVIZIO AL MOMENTO NON DISPONIBILE”.
Pagina ufficiale QuiBUS Campania di Busitalia
È questo il punto da cui nasce la nostra domanda.
Non stiamo chiedendo perché Salerno non abbia ancora realizzato un moderno sistema di monitoraggio degli autobus. Quel sistema esisteva già ed era stato messo a disposizione degli utenti.
Stiamo chiedendo perché oggi non sia più disponibile.
La differenza è sostanziale, soprattutto perché nel 2022 l'obiettivo dichiarato non era quello di ridurre il servizio, ma esattamente il contrario: estendere progressivamente il realtime fino a raggiungere l'intera rete Busitalia Campania.
A quattro anni di distanza, quindi, sarebbe ragionevole poter verificare quanti mezzi siano stati effettivamente dotati dei sistemi necessari, quante linee siano monitorate, quale percentuale della rete sia stata raggiunta e quali ulteriori sviluppi siano previsti. Invece ci troviamo davanti alla sospensione della funzione che permetteva agli utenti di vedere direttamente una parte di queste informazioni.
Non abbiamo trovato, nelle fonti ufficiali consultate, un comunicato che spieghi chiaramente quando il servizio sia stato sospeso, quali siano le cause della sua indisponibilità e soprattutto se e quando sia previsto il ripristino.
Per questa ragione TUXSA Collettivo ha chiesto direttamente a Busitalia Campania chiarimenti sulla sospensione del servizio realtime, sulla disponibilità attuale dei dati di localizzazione degli autobus e sull'eventuale ripristino della funzione QuiBUS.
Al momento della pubblicazione di questo articolo non abbiamo ricevuto risposta.
Qualora Busitalia dovesse successivamente fornire chiarimenti, naturalmente aggiorneremo l'articolo riportando la posizione dell'azienda.
La questione diventa ancora più interessante se allarghiamo lo sguardo oltre QuiBUS.
Durante la nostra ricerca abbiamo infatti verificato che i dati digitali del trasporto pubblico campano non sono affatto inesistenti. La Regione Campania dispone di un'infrastruttura ITS per la gestione delle informazioni sulla mobilità e parte dei dati del Trasporto Pubblico Locale viene pubblicata attraverso il National Access Point italiano del CCISS.
Nel catalogo nazionale è presente, in particolare, il dataset “RAP Campania – NeTEx Livello 1”, che contiene informazioni relative al servizio TPL e alla topologia della rete regionale: calendario di operatività, itinerari, linee, operatori, orari e nodi di accesso e fermate.
RAP Campania – NeTEx Livello 1 sul National Access Point
Questo è un elemento importante perché dimostra che una struttura digitale dei dati della mobilità campana esiste. Il problema è che per il normale cittadino salernitano questo patrimonio informativo è praticamente invisibile.
Per trovarlo bisogna sapere cosa sia il National Access Point, conoscere l'esistenza del RAP Campania e avere almeno una minima familiarità con standard tecnici come NeTEx. È una situazione molto diversa dall'avere un portale della mobilità nel quale chiunque possa consultare linee, fermate, orari, percorsi e, quando disponibili, informazioni in tempo reale.
Ed è qui che la vicenda QuiBUS supera il problema della singola applicazione e diventa una questione di Smart City e Open Data.
Una città realmente digitale non dovrebbe far dipendere l'accesso a un'informazione pubblica essenziale dall'esistenza o dal funzionamento di una sola applicazione. Se i mezzi sono dotati di sistemi AVM/GPS e producono dati sulla propria posizione, quei dati costituiscono una risorsa estremamente preziosa per l'intero sistema della mobilità.
Potrebbero alimentare QuiBUS, ma anche paline elettroniche alle fermate, pannelli informativi, applicazioni indipendenti, mappe web, servizi turistici, strumenti dedicati alle persone con disabilità, sistemi di analisi della puntualità e applicazioni sviluppate da università, imprese o semplici cittadini.
Perché ciò sia possibile occorre però passare dalla logica dell'applicazione alla logica del dato.
L'applicazione può cambiare, essere sostituita, avere problemi tecnici o persino essere dismessa. Il dato, se reso disponibile attraverso standard aperti e interfacce documentate, può invece essere utilizzato contemporaneamente da molti servizi differenti.
Ed è precisamente questo uno dei principi fondamentali degli Open Data.
La questione assume un significato ancora maggiore nel contesto del percorso Smart City avviato dal Comune di Salerno. Nel Piano Smart City approvato nel 2023 vengono indicati tra gli strumenti della città intelligente proprio l'integrazione delle informazioni, il monitoraggio della mobilità, i sensori e la disponibilità dei dati.
Piano Smart City della Città di Salerno
La vicenda degli autobus rappresenta quindi un caso concreto attraverso il quale misurare la distanza che ancora separa la disponibilità tecnologica dei dati dalla loro effettiva utilizzabilità da parte della città.
Non occorre inventare una nuova tecnologia. Non occorre neppure partire da zero.
I sistemi di monitoraggio sono già stati utilizzati. Il realtime è già arrivato sugli smartphone dei cittadini. L'infrastruttura regionale dei dati esiste. Il National Access Point contiene già informazioni strutturate sulla rete del trasporto pubblico campano.
Bisogna allora comprendere perché un servizio che rappresentava un evidente miglioramento per gli utenti sia oggi indisponibile e, contemporaneamente, interrogarsi su come trasformare i dati della mobilità in un patrimonio stabile e accessibile.
Per Salerno sarebbe utile compiere un passo ulteriore: creare un vero Open Data della mobilità cittadina, facilmente raggiungibile dal portale comunale, nel quale siano disponibili almeno fermate georeferenziate, linee, percorsi, orari programmati e calendario del servizio, accompagnati da una documentazione chiara e da una licenza che ne consenta il riutilizzo.
E, se i dati realtime continuano ad essere prodotti dai sistemi di bordo, dovrebbe essere valutata anche la loro pubblicazione attraverso standard aperti e API documentate, naturalmente nel rispetto delle esigenze tecniche e di sicurezza.
Non sarebbe qualcosa di sperimentale. Numerose città e amministrazioni pubbliche italiane rendono già disponibili dati del trasporto pubblico in formati standard, permettendo a soggetti diversi di costruire servizi partendo dalla stessa infrastruttura informativa.
Salerno aveva già compiuto un passo importante quando aveva consentito ai passeggeri di vedere dove si trovava il proprio autobus.
Tornare ai soli orari programmati non può essere considerato un progresso.
Per questo la domanda iniziale rimane aperta ed è estremamente semplice:
perché il monitoraggio in tempo reale degli autobus di Salerno, dopo essere stato realizzato e messo a disposizione dei cittadini, oggi non è più disponibile?
Ma accanto a questa domanda ne emerge ormai un'altra, forse ancora più importante per il futuro:
perché i dati della mobilità salernitana non diventano finalmente una vera infrastruttura digitale pubblica, aperta e riutilizzabile?
Una Smart City non è tale perché possiede un'app.
Lo diventa quando utilizza i dati per rendere più semplice la vita quotidiana dei cittadini e, soprattutto, quando costruisce servizi capaci di continuare a funzionare ed evolversi nel tempo.