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Dossier Sorveglianza: Come difendersi con self-hosting e decentralizzazione (parte II)

Inviato da tuxsa il
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Nella puntata precedente abbiamo visto come proteggersi usando software libero e strumenti digitali sicuri. Ma c'è un limite intrinseco in quell'approccio: anche quando usate Signal, ProtonMail o DuckDuckGo, state comunque affidando i vostri dati a server gestiti da qualcun altro. Vi fidate di loro, ma la fiducia non è controllo.

Per chi vuole fare il passo successivo, esistono due strade complementari: il self-hosting (ospitare i propri servizi su un server personale) e la decentralizzazione (partecipare a reti senza un centro di controllo).

Non sono percorsi per tutti: richiedono un minimo di competenze tecniche e un po' di tempo per l'installazione e la manutenzione. Ma offrono un livello di controllo e privacy che nessun servizio centralizzato può garantire.


Self-hosting: riprendere il controllo

Il self-hosting significa ospitare i propri servizi digitali su un server che controllate voi. Può essere un computer vecchio in casa, un Raspberry Pi (un mini-computer da 40 euro), o un server virtuale a noleggio (VPS) presso un provider rispettoso della privacy.

I vantaggi sono enormi: i vostri dati rimangono sotto il vostro controllo, non passano per i server di Google, Meta o Microsoft, e potete decidere chi può accedervi e come.

Gli svantaggi? Dovete occuparvi della manutenzione: aggiornamenti di sicurezza, backup, monitoraggio. Ma con gli strumenti giusti, non è così complicato come sembra.


Nextcloud: il vostro cloud personale

Nextcloud è il punto di partenza ideale per chi vuole fare self-hosting. È una piattaforma open source che offre:

  • Cloud storage: come Drive o Dropbox, ma sui vostri server.

  • Calendario e contatti: sincronizzabili con il vostro telefono e computer.

  • Note: come Google Keep o Apple Notes.

  • Videoconferenze: Nextcloud Talk, un'alternativa a Zoom o Google Meet, con crittografia end-to-end.

  • Collaborazione su documenti: Nextcloud Office, basato su Collabora Online o OnlyOffice, per modificare documenti in tempo reale con altre persone.

Nextcloud può essere installato su un server personale o su un VPS. Esistono anche provider che offrono hosting di Nextcloud già configurato, se non volete sporcarvi le mani con l'installazione.


Pi-hole: il blocco pubblicità a livello di rete

Pi-hole è un software che si installa su un Raspberry Pi (o su un server) e funge da "buco nero" per le pubblicità e i tracker a livello di rete.

Come funziona? Quando un dispositivo della vostra rete (computer, telefono, smart TV, console) cerca di contattare un dominio noto per pubblicità o tracker, Pi-hole blocca la richiesta prima che arrivi a destinazione. Il risultato è che tutti i dispositivi della vostra rete sono protetti, senza bisogno di installare estensioni su ciascuno.

Pi-hole blocca anche i tracker nelle app, nei giochi e nei sistemi operativi. È uno degli strumenti più efficaci per ridurre la sorveglianza domestica.


Jitsi Meet: videoconferenze senza sorveglianza

Jitsi Meet è un'alternativa open source a Zoom, Google Meet e Microsoft Teams. Permette di fare videoconferenze senza registrazione, senza account, e con crittografia end-to-end (se configurato correttamente).

Potete usare l'istanza pubblica (meet.jit.si) o installare il vostro server personale. È leggero, funziona bene anche con connessioni lente, e non raccoglie dati sugli utenti.


Bitwarden: il gestore di password self-hosted

Come accennato nella puntata precedente, Bitwarden offre la possibilità di auto-ospitare il proprio server di password. In questo modo, le vostre credenziali non passano mai per i server di Bitwarden (pur essendo già crittografate end-to-end).

L'installazione richiede Docker e un minimo di competenze tecniche, ma è ben documentata.


La decentralizzazione: il fediverso

Il self-hosting è potente, ma ha un limite: siete soli. Se volete comunicare con altri, condividere contenuti, partecipare a comunità, avete bisogno di una rete. Ed è qui che entra in gioco la decentralizzazione.

Il fediverso (da "federazione" e "universo") è un insieme di piattaforme social decentralizzate che comunicano tra loro usando protocolli aperti, principalmente ActivityPub. Non esiste un'azienda che controlla tutto: ogni server è indipendente, ma può scambiare messaggi con gli altri.

I vantaggi sono evidenti: nessun singolo punto di controllo, nessun algoritmo centralizzato che decide cosa vedete, nessuna raccolta massiva di dati da parte di un'unica azienda.


Mastodon: l'alternativa a Twitter/X

Mastodon è la piattaforma più conosciuta del fediverso. Funziona come Twitter: si pubblicano "toot" (messaggi brevi), si seguono altri utenti, si commenta e si condivide. Ma la differenza è strutturale.

Mastodon non è un sito unico: è un insieme di migliaia di server (istanze) gestiti da volontari, associazioni, università. Ogni istanza ha le proprie regole, la propria moderazione, la propria comunità. Ma tutte possono comunicare tra loro: un utente di mastodon.social può seguire un utente di mastodon.uno, commentare i suoi toot, ricevere messaggi.

Non c'è un algoritmo che decide cosa vedete: i toot appaiono in ordine cronologico. Non c'è pubblicità. Non c'è profilazione. I vostri dati rimangono sul server che avete scelto.

La migrazione di massa da Twitter a Mastodon dopo l'acquisizione di Elon Musk (2022-2023) ha portato milioni di nuovi utenti, dimostrando che un'alternativa è possibile.


Pixelfed: l'alternativa a Instagram

Pixelfed è la controparte di Mastodon per le foto. Funziona in modo simile: istanze indipendenti, nessun algoritmo, nessuna pubblicità, nessuna profilazione. Potete pubblicare foto, seguire altri utenti, commentare.

È ancora in fase di crescita, ma già utilizzabile. L'interfaccia è pulita e ricorda quella di Instagram.


PeerTube: l'alternativa a YouTube

PeerTube è una piattaforma video decentralizzata. A differenza di YouTube, i video non sono ospitati su un unico server, ma distribuiti su più istanze. Quando guardate un video, il sistema cerca di caricarlo dall'istanza più vicina a voi, riducendo la banda e aumentando la resilienza.

PeerTube permette di caricare video senza limiti di spazio (dipende dall'istanza), senza pubblicità, senza algoritmi di raccomandazione che vi spingono verso contenuti estremi. È usato da molti creator indipendenti, università e associazioni.


Matrix: l'alternativa a WhatsApp e Slack

Matrix è un protocollo aperto e decentralizzato per la messaggistica istantanea. A differenza di Signal (centralizzato), Matrix permette a chiunque di ospitare il proprio server e di comunicare con utenti su altri server.

L'app principale è Element, disponibile su tutte le piattaforme. Offre crittografia end-to-end, chat di gruppo, chiamate vocali e video, condivisione file. È usato da aziende, governi (es. Germania, Francia) e comunità open source.

Matrix è più complesso di Signal, ma offre maggiore flessibilità e controllo.


Il caso della migrazione da WhatsApp a Signal

Nel gennaio 2021, WhatsApp ha annunciato un aggiornamento delle condizioni d'uso che permetteva la condivisione di dati con Facebook. La reazione è stata immediata: milioni di utenti hanno disinstallato WhatsApp e sono passati a Signal e Telegram.

Signal ha registrato 50 milioni di nuovi utenti in pochi giorni, con server andati in tilt per l'enorme afflusso. La migrazione ha dimostrato che le persone sono disposte a cambiare strumento quando capiscono il costo in termini di privacy.

Il problema è che molti sono poi tornati indietro, perché "tutti gli altri sono su WhatsApp". La pressione sociale è un ostacolo reale. Ma ogni migrazione collettiva, anche parziale, indebolisce il monopolio delle grandi piattaforme. E dimostra che il cambiamento è possibile.


Il caso della migrazione da Twitter a Mastodon

L'esempio più recente e rilevante è la migrazione da Twitter a Mastodon dopo l'acquisizione di Elon Musk nell'ottobre 2022.

Musk ha licenziato gran parte del personale, ripristinato account sospesi (tra cui quello di Donald Trump), modificato le politiche di moderazione e introdotto un sistema di verifica a pagamento (Twitter Blue). La reazione di molti utenti è stata la fuga.

Mastodon ha guadagnato oltre 2 milioni di nuovi utenti in poche settimane. I server hanno subito picchi di traffico, ma hanno retto. La stampa internazionale ha dedicato ampi articoli al fenomeno. Il termine "fediverso" è entrato nel lessico comune.

Certo, molti utenti sono poi tornati su Twitter, o hanno provato Bluesky (un'altra alternativa decentralizzata finanziata da Jack Dorsey). Ma una parte significativa è rimasta. Oggi Mastodon ha oltre 10 milioni di account registrati, con una crescita costante.

La lezione è che il cambiamento è possibile quando c'è un evento scatenante. Ma per essere duraturo, deve essere accompagnato da una consapevolezza di fondo: il problema non è solo il proprietario di turno, ma il modello centralizzato stesso. Finchè affidiamo i nostri dati a un'unica azienda, siamo vulnerabili ai suoi capricci, alle sue vendite, ai suoi fallimenti.


Le comunità che si auto-ospitano

Un fenomeno interessante è la nascita di comunità che si auto-ospitano i propri servizi. Associazioni, università, gruppi di attivisti, piccole imprese: sempre più organizzazioni stanno installando i propri server Mastodon, Nextcloud, Matrix, PeerTube.

I vantaggi sono evidenti:

  • Indipendenza: non dipendono da aziende esterne per i propri servizi digitali.

  • Privacy: i dati rimangono all'interno dell'organizzazione.

  • Personalizzazione: possono adattare i servizi alle proprie esigenze.

  • Sostenibilità: i costi sono spesso inferiori rispetto all'abbonamento a servizi commerciali.

Alcuni esempi concreti:

  • L'università di Firenze ha installato un'istanza Mastodon per studenti e docenti.

  • La FSF (Free Software Foundation) ospita i propri servizi su server propri.

  • L'associazione EDRi (European Digital Rights) usa Nextcloud e Matrix per la comunicazione interna.

  • Molti collettivi giornalistici (es. Il Post, Fanpage) hanno iniziato a esplorare il fediverso come alternativa a Twitter.

Questi esempi dimostrano che il self-hosting non è solo per smanettoni. È una scelta organizzativa, politica e culturale.


I limiti del self-hosting e della decentralizzazione

Sarebbe disonesto non parlare anche dei limiti.

Primo: competenze tecniche. Installare e mantenere un server richiede tempo e conoscenze. Non tutti possono o vogliono farlo. Per questo esistono provider di hosting gestito (es. per Mastodon: mastohost.com; per Nextcloud: nextcloud.com/providers).

Secondo: frammentazione. Il fediverso è ricco ma frammentato. Trovare le persone giuste, seguire gli argomenti che interessano, orientarsi tra le varie istanze richiede un po' di pratica. Non è semplice come aprire Twitter e trovare tutti lì.

Terzo: moderazione. Ogni istanza ha le proprie regole, e non tutte sono ben gestite. Alcune istanze sono poco moderate, altre sono troppo rigide. Trovare un'istanza che funzioni per voi richiede un po' di ricerca.

Quarto: scopribilità. Sui social centralizzati, l'algoritmo vi suggerisce contenuti e persone da seguire. Sul fediverso, dovete cercare attivamente. Alcuni lo trovano liberatorio, altri faticano.

Nonostante questi limiti, il self-hosting e la decentralizzazione rimangono le uniche alternative reali al modello centralizzato della sorveglianza. Non sono perfetti, ma sono un passo nella giusta direzione.


In questa puntata abbiamo visto come riprendere il controllo dei propri dati attraverso il self-hosting (Nextcloud, Pi-hole, Jitsi, Bitwarden) e la partecipazione al fediverso (Mastodon, Pixelfed, PeerTube, Matrix). Abbiamo analizzato le migrazioni di massa da WhatsApp a Signal e da Twitter a Mastodon, e il fenomeno delle comunità che si auto-ospitano.

Ma la difesa individuale e comunitaria, per quanto efficace, non basta. Il sistema della sorveglianza è troppo potente per essere smantellato solo con scelte personali. Serve un cambiamento più profondo, che coinvolga leggi, istituzioni, educazione.

Nella prossima e ultima puntata, 1.8 – Oltre la difesa individuale - cosa possiamo fare come società, vedremo come agire a livello collettivo: regolamentazione, azioni legali, associazioni, educazione civica digitale. Perché la privacy non è solo una responsabilità individuale: è un bene comune.


Per approfondire

  • Guida all'installazione di Nextcloud

  • Elenco di provider di hosting Mastodon

  • Documentazione di Matrix/Element

  • Lista di istanze PeerTube

  • Articolo sulla migrazione da Twitter a Mastodon (Wired, 2022)