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Come verificare una email sospetta e difendersi dal phishing

Inviato da tuxsa il
email  19

Ogni giorno riceviamo email che sembrano provenire da banche, corrieri, social network o servizi online. Alcune sono autentiche, altre sono tentativi di phishing progettati per rubare password, dati personali o installare malware.

Molti utenti controllano solo il nome del mittente, ma questo non basta: un messaggio può sembrare inviato da “Amazon” o “Poste Italiane” pur provenendo da server sconosciuti o da siti clone.

In questa guida vedremo come:

  • verificare il vero mittente di una email;

  • controllare l’IP reale del server che l’ha inviata;

  • identificare link falsi e siti mirror;

  • usare strumenti liberi e open source;

  • effettuare controlli sia da interfaccia grafica che da terminale Linux.


1. Controllare il vero mittente della email

Il nome visualizzato nella casella di posta può essere falsificato facilmente.

Esempio:

Amazon Support <supporto-clienti@amazon-verifica-security.com>

A prima vista potrebbe sembrare legittimo, ma il dominio reale non è amazon.it o amazon.com.

Bisogna quindi verificare:

  • l’indirizzo completo del mittente;

  • il dominio;

  • gli header della email.


2. Visualizzare gli header completi

Gli header contengono il percorso reale seguito dal messaggio.

Ogni client email permette di visualizzarli.

Thunderbird (software libero)

Mozilla Thunderbird

In Thunderbird:

Alt → Visualizza → Sorgente del messaggio

oppure
 
Ctrl + U
 
Comparirà il messaggio completo con tutti gli header.

Webmail Gmail

Google

Aprire il messaggio → menu con i tre puntini → “Mostra originale”.


3. Capire gli header principali

Negli header ci sono alcune righe fondamentali.

Return-Path

Indica il vero indirizzo usato dal server mittente.

Esempio:

Return-Path: <mailer@paypal.com>


Received

Mostra i server attraversati dal messaggio.

Le righe si leggono dal basso verso l’alto.

Esempio:

Received: from unknown.host.ru (185.xxx.xxx.xxx)

Un messaggio che finge di provenire da una banca italiana ma arriva da un server russo o asiatico è già sospetto.

SPF, DKIM e DMARC

Questi sistemi verificano se il dominio è autorizzato a inviare email.

Esempio:

SPF: PASS
DKIM: PASS
DMARC: PASS

Se trovi:

FAIL
SOFTFAIL
NONE

la mail potrebbe essere falsificata.


4. Verificare l’IP reale del mittente da terminale

Su Linux è possibile analizzare rapidamente gli header.

Supponiamo di aver salvato il messaggio in mail.eml.

Estrarre gli IP

grep "Received:" mail.eml

oppure:
 
grep -Eo '([0-9]{1,3}\.){3}[0-9]{1,3}' mail.eml
 

Geolocalizzare un IP

Con whois:

whois 185.xxx.xxx.xxx

oppure:

curl ipinfo.io/185.xxx.xxx.xxx

Se il server risulta in un paese inatteso rispetto al mittente dichiarato, conviene approfondire.


5. Controllare il dominio reale

Un trucco molto usato consiste nell’utilizzare domini simili:

paypaI.com

La “I” maiuscola può sembrare una “l”.

Oppure:

amazon-security-check.com

che non ha alcun legame con Amazon.


Verificare il dominio con WHOIS

Da terminale:

whois dominio.com

Controllare:

  • data di registrazione;

  • paese;

  • provider;

  • eventuali dati sospetti.

Un dominio creato da pochi giorni è spesso un forte segnale di phishing.


6. Attenzione ai siti mirror e clonati

Molte email rimandano a copie quasi perfette di siti reali.

Spesso:

  • cambiano solo poche lettere nel dominio;

  • usano HTTPS per sembrare affidabili;

  • copiano loghi e grafica originali.

Esempi tipici

poste-italiane-login.com

paypal-security-check.net
 
amazon-accountverify.org
 
HTTPS non garantisce che il sito sia autentico: significa solo che la connessione è cifrata.

7. Come controllare un link senza aprirlo

Dal browser

Passare il mouse sopra il link senza cliccare.

In basso comparirà l’URL reale.


Da terminale

Con curl:

curl -I https://dominio-sospetto.com

Per vedere eventuali redirect:

curl -IL https://dominio-sospetto.com


8. Software liberi utili

Mozilla Thunderbird

Client email open source con ottimi strumenti di analisi degli header.

Sito ufficiale: Mozilla Thunderbird


ClamAV

Antivirus open source disponibile anche su Linux.

Permette di analizzare allegati sospetti.

Sito ufficiale: ClamAV


Wireshark

Analizzatore di rete molto potente per utenti avanzati.

Può aiutare a controllare connessioni sospette.

Sito ufficiale: Wireshark


SpamAssassin

Sistema open source per il filtraggio antispam.

Sito ufficiale: Apache SpamAssassin


9. Regole pratiche per proteggersi

Non cliccare subito

Anche se il messaggio sembra urgente:

  • “account sospeso”;

  • “pagamento rifiutato”;

  • “clicca entro 24 ore”.

Sono tecniche psicologiche molto usate nel phishing.


Non aprire allegati sospetti

Particolare attenzione a:

.zip
.exe
.scr
.js
.docm
xlsm


Verificare sempre il dominio

Meglio digitare manualmente il sito nel browser invece di cliccare il link ricevuto.


Usare autenticazione a due fattori

Anche se una password viene rubata, il secondo fattore può bloccare l’accesso.


Tenere aggiornato il sistema

Aggiornamenti di:

  • browser;

  • client email;

  • sistema operativo;

  • antivirus.

sono fondamentali.


Le email di phishing sono sempre più sofisticate e spesso indistinguibili da quelle autentiche a un primo sguardo.

Controllare:

  • header;

  • IP;

  • dominio;

  • redirect;

  • autenticazione SPF/DKIM/DMARC

può fare la differenza tra una semplice email indesiderata e il furto dei propri dati.

Con pochi strumenti open source e qualche comando da terminale è possibile effettuare verifiche molto efficaci anche senza essere esperti di sicurezza informatica.