Come può funzionare un approccio che all'inizio sembrava "un bazar confuso, dal quale solo un miracolo avrebbe potuto far emergere un sistema stabile e coerente"? Se l'open source sta dimostrando il suo successo nel settore IT, questo approccio può essere applicato con successo anche al settore dei beni culturali? Integrazione, interdisciplinarità, partecipazione, condivisione dei dati sono le parole chiave di un progetto aperto, insieme all'uso del web. Infatti, l'uso di Internet diventerà sempre più non solo un mezzo per comunicare, spesso in modo marginale, i risultati finali, ma un vero e proprio strumento di lavoro.
Il documento analizzerà un possibile utilizzo dell'open source in archeologia, descrivendo i pro e i contro del suo utilizzo e confrontando le caratteristiche di un progetto aperto con quelle di un progetto
archeologico, sottolineandone le somiglianze e le differenze. Verrà descritto un tipo di applicazione specifico e nuovo: VRwebGIS, che aprirà nuove prospettive come la ricostruzione interattiva di ambienti archeologici condivisi in 3D basati sul web.
archeologia
Un nuovo approccio didattico nel software open-source è stato applicato durante gli ultimi scavi archeologici gestiti dall’Università di Padova presso il sito di Montegrotto Terme (Padova). Un team di acheologi e studenti ha condotto le attività di rilevamento e ottenuto buoni risultati.
La settima edizione del Workshop ArcheoFOSS si è svolta a Roma presso il Museo Nazionale Archeologico Romano, nella particolare cornice offerta dalla sede di Palazzo Massimo alle Terme. I tre giorni dell’evento (11 giugno, Open Labs; 12 e 13 giugno, sessioni del Workshop e tavole rotonde) hanno segnato una nuova e felice occasione di incontro e di confronto tra le diverse anime dell’iniziativa ArcheoFOSS. Organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (SSBAR) in stretta cooperazione con il Comitato promotore e scientifico del Workshop ArcheoFOSS, l’edizione 2012 ha teso ad esplicitare meglio anche le istanze di una rinnovata attenzione del MiBAC e dei suoi istituti territoriali per i temi del Free and Open Source Software (FOSS) e delle applicazioni tecnologiche dedicate allo studio analitico, alla conoscenza, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio archeologico italiano.