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Salerno, il degrado degli alvei fluviali: un’emergenza ignorata

Inviato da tuxsa il
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In Italia, sempre più città hanno compreso il valore degli alvei fluviali come spazi di rinascita urbana. A Milano, il progetto "Parco Lineare del Naviglio" ha trasformato un’area trascurata in un polmone verde attrezzato, con piste ciclabili, aree pedonali e interventi artistici che hanno rivitalizzato il quartiere. A Bologna, il Parco del Cavaticcio ha convertito un alveo in un’area di socialità, con giardini, fontane e percorsi accessibili a tutti. A Torino, il Parco Dora — sorto su un’ex area industriale lungo il fiume — è oggi un esempio di rigenerazione urbana, con spazi per lo sport, la cultura e il tempo libero.

E a Salerno? Niente. Anzi, peggio: degrado puro. Le immagini del tratto di via Eugenio Caterina parlano chiaro: vegetazione incontrollata, rifiuti abbandonati, acqua stagnante e, di conseguenza, topi, insetti e rischi sanitari. Non si tratta solo di mancanza di valorizzazione: manca persino la manutenzione ordinaria, quella che dovrebbe essere una priorità assoluta per qualsiasi amministrazione degna di questo nome.


I numeri del fallimento

Secondo il rapporto 2025 di Legambiente sulla qualità urbana, Salerno risulta tra le città con il più alto tasso di abbandono di aree fluviali, con un 30% di alvei non manutenuti e un 15% di segnalazioni per infestazioni da roditori (dati ARPAC). Nel frattempo, città come Trento e Mantova hanno ridotto del 70% i casi di degrado grazie a piani di manutenzione programmata e coinvolgimento dei cittadini.


Basta proclami, servono fatti

Invece di perdersi in dichiarazioni roboanti su futuribili strutture ricettive (che, tra l’altro, non risolvono il problema immediato), l’amministrazione dovrebbe agire ora su:
Manutenzione straordinaria degli alvei, con sfalcio regolare e rimozione dei rifiuti.
Sistemi di drenaggio per evitare ristagni d’acqua e proliferazione di insetti.
Illuminazione e videosorveglianza per scoraggiare l’abbandono di immondizia.
Coinvolgimento dei cittadini in progetti di adozione degli spazi, come già avviene a Firenze con il programma "AdoTTa un’aiuola".


Salerno merita di più

Non è accettabile che, nel 2026, i salernitani debbano convivere con il degrado mentre altre città dimostrano che si può fare. L’alveo di un fiume non è un deposito di sporcizia, ma una risorsa: per la salute, per l’ambiente, per la qualità della vita.

E' ora di pretendere cambiamenti concreti.


Cosa puoi fare tu?

Se vuoi segnalare il degrado o protestare per lo stato di abbandono, puoi inviare una segnalazione diretta al Comune di Salerno attraverso il loro portale ufficiale:
🔗 Segnalazioni al Comune di Salerno

Non restare indifferente: ogni segnalazione conta. Condividi questo articolo, scrivi ai tuoi rappresentanti e pretendi che Salerno abbia gli spazi che merita.


E tu, cosa ne pensi?
Hai già segnalato il degrado? Condividi la tua esperienza nei commenti o scrivici per denunciare altre aree abbandonate. La pressione popolare può fare la differenza!

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