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Salerno e la trappola del cemento: perché costruire parcheggi non risolverà il traffico

Inviato da tuxsa il
Di Giakomo3195 - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19416192

Per decenni, la risposta standard delle amministrazioni salernitane all'insostenibile numero di auto in circolazione è stata una sola: costruire nuovi parcheggi. Da Piazza della Libertà ai controversi e tragicomici cantieri di Piazza Cavour - che per anni hanno deturpato il Lungomare - la visione sembra cristallizzata in un loop infinito. Ma la domanda che dobbiamo porci è: ha funzionato?

I dati dicono di no. Salerno continua ad avere uno dei rapporti auto/abitanti più alti d'Italia, e la realtà scientifica (nota come domanda indotta) suggerisce che più spazio offri alle auto, più auto attirerai.

È paradossale che una città che punta tutto sul turismo si trovi paralizzata nei giorni di festa. Un sistema di trasporto pubblico che si ferma proprio quando il flusso dei visitatori aumenta non è solo una lacuna logistica, è un autogol economico. Sottrarre spazio vitale ai cittadini per darlo alle lamiere significa degradare la qualità della vita di chi abita e l'esperienza di chi visita.

Mentre Salerno discute di nuovi stalli, altre città hanno capito che la vera libertà di movimento nasce dal togliere spazio alle auto per restituirlo alle persone e al verde. Ad esempio:

  • Pontevedra (Spagna): Spesso citata come il "miracolo pedonale". Il sindaco ha pedonalizzato quasi tutto il centro storico. Risultato? Inquinamento ridotto del 70%, economia locale florida e zero morti per incidenti stradali dal 2011.

  • Lubiana (Slovenia): Ha trasformato il suo centro da zona trafficata a oasi verde. Grazie a un efficiente sistema di bus circolari elettrici gratuiti e una rete ciclabile capillare, la città è diventata una delle più vivibili in Europa.

  • Bolzano (Italia): Un esempio vicino a noi. Con il piano "Biciplan", Bolzano ha raggiunto percentuali di spostamenti su due ruote che superano il 30%. Non si tratta solo di "piste ciclabili", ma di una rete continua e sicura che collega le periferie ai centri produttivi.

Non abbiamo bisogno di altri cantieri per parcheggi che verranno saturati in sei mesi. Serve un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) che abbia il coraggio di essere radicale:

  1. La "Ciclovia del Mare": Un percorso protetto e continuo dal Porto allo Stadio Arechi. Non un ritaglio di marciapiede, ma una vera infrastruttura che permetta a un cittadino di Torrione o Pastena di raggiungere il centro in 10 minuti senza toccare l'auto.

  2. Trasporto Pubblico H24 e Festivo: Una città turistica non può andare a dormire a mezzanotte. Il potenziamento della metropolitana leggera e dei bus elettrici deve essere la priorità assoluta, specialmente nei picchi stagionali.

  3. Visione "Città 30": Ridurre il limite di velocità nelle zone residenziali non serve solo alla sicurezza, ma a rendere le strade luoghi di socialità, non solo di transito.

Continuare a favorire il trasporto privato sperando che un nuovo parcheggio risolva il caos è pura miopia politica. Salerno ha il clima e la bellezza per essere una capitale della mobilità dolce, ma serve il coraggio di smettere di progettare per le auto e iniziare, finalmente, a progettare per gli esseri umani.