L’intervento dell’Arcivescovo di Salerno sulla concessione degli spazi parrocchiali a fini elettorali non va letto come un semplice attrito istituzionale. È, al contrario, il sintomo di una patologia urbana più grave. Se la politica è costretta - o sceglie deliberatamente - di "occupare" i luoghi del sacro per la propria propaganda, significa che la città ha fallito nel preservare e gestire i propri luoghi del laico.
La critica non riguarda la mancanza fisica di mura, ma la loro gestione. Salerno soffre di un sistema in cui molti centri aggregativi, che dovrebbero essere il cuore pulsante dei quartieri, sono diventati:
Sedi di rappresentanza silenti: Luoghi sottratti alla cittadinanza e affidati a sigle amiche, spesso chiusi per gran parte della settimana.
Fortini del consenso: Spazi gestiti con logiche verticistiche e lobbistiche, dove l’accesso non è un diritto del cittadino, ma una concessione legata all’appartenenza o alla "clientela".
Questa gestione ha prodotto un danno incalcolabile: la privazione di punti di riferimento per le fasce più fragili, come giovani e anziani, condannati alla solitudine o alla strada mentre strutture pubbliche restano inutilizzate o sottoutilizzate.
Non si può ignorare che questo stato di cose sia il risultato di una visione politica precisa, consolidatasi in oltre tre decenni. Un sistema "personalistico" che ha preferito il controllo capillare e il tornaconto elettorale alla creazione di una rete sociale autonoma e partecipata. La politica sociale è stata sostituita dal favore, trasformando il cittadino in "cliente" e svuotando di senso il concetto stesso di bene comune.
In vista della prossima tornata elettorale, non basta più la retorica dei tagli dei nastri. Ai candidati chiediamo risposte concrete e impegni pubblici su tre pilastri fondamentali:
Censimento e Trasparenza: Chiediamo la pubblicazione di un elenco completo degli immobili comunali assegnati ad associazioni, con relativi bandi di gara, criteri di assegnazione e verifica delle attività realmente svolte. Gli spazi devono tornare a chi li vive.
Una Nuova Politica per l'Associazionismo: Quali criteri si intendono adottare per sostenere le realtà del terzo settore che operano realmente sul territorio? È necessario passare dal "contributo a pioggia" alla valorizzazione di progetti che rispondano ai bisogni reali (doposcuola, assistenza domiciliare, centri ricreativi).
Governance dei Beni Comuni: Si intende introdurre regolamenti per la gestione condivisa dei beni comuni, permettendo ai cittadini di riappropriarsi di piazze e strutture senza dover passare per le maglie del clientelismo politico?
Il conflitto tra candidati e Curia interessa poco a chi vive la difficoltà quotidiana di un quartiere senza servizi. Ciò che conta è restituire a Salerno la sua anima sociale. La politica deve tornare a essere servizio, non possesso. Chi si candida a governare la città ha il dovere di dire chiaramente se intende proseguire con la logica del "feudo" o se ha finalmente il coraggio di liberare le energie civiche di questa città.