Salerno è spesso celebrata come una città in crescita, con un bel lungomare anche se con una pessima manutenzione, eventi culturali di richiamo e un’attenzione sempre maggiore al turismo. Ma dietro questa facciata da vetrina, c’è una realtà che nessuno vuole vedere: gli anziani di Salerno sono isolati, dimenticati e privi di spazi di aggregazione.
Mentre il Comune spende risorse per manifestazioni, luci e addobbi che nulla a che fare con l'economia e le capacità locali, non esiste un solo Centro Sociale per Anziani (CSA) pubblico dove gli over 65 possano incontrarsi, socializzare o partecipare ad attività culturali e ricreative. Nessun laboratorio di memoria, nessun corso di ginnastica dolce, nessun spazio dove contrastare la solitudine. Gli anziani salernitani sono invisibili, confinati tra le mura di casa o, nel migliore dei casi, affidati a iniziative private (parrocchie, associazioni) che, pur lodevoli, non possono sostituire un intervento pubblico strutturato.
Eppure, i dati ci sono: 1 anziano su 4 a Salerno vive solo (ISTAT 2023), e la percentuale di over 65 è superiore al 25% della popolazione. Ma mentre altre città italiane hanno reti di servizi dedicati, a Salerno si preferisce ignorare il problema.
Il confronto con le altre città: Salerno è l’eccezione (negativa)
Non è un caso che Napoli, Roma, Torino e Bologna (senza andare a Barcellona o Montecarlo - sic!) abbiano politiche attive per gli anziani. Ecco cosa fanno mentre a Salerno restiamo indietro:
| Città | Cosa offre agli anziani | Salerno? |
|---|---|---|
| Napoli | Oltre 20 Centri Sociali per Anziani (CSA) con attività culturali, motorie e laboratori intergenerazionali. Esempio: Centro Polifunzionale S. Francesco d’Assisi a Marechiaro, con pranzi sociali, gite e corsi di ballo. | ❌ Nessun CSA pubblico |
| Roma | Più di 50 CSA in tutta la città, con orari estesi, attività ricreative e progetti di invecchiamento attivo (es. laboratori di memoria, orti urbani). Finanziamenti regionali per 100.000€ a centro. | ❌ Zero |
| Torino | Centri Diurni con focus su motricità, cultura e scambio intergenerazionale, finanziati da Comune e Regione Piemonte. Progetti come "Nonni in Cattedra" per lo scambio di competenze con i giovani. | ❌ Niente |
| Bologna | Rete integrata tra Comune, AUSL e associazioni, con progetti di prevenzione dell’isolamento e laboratori aperti a tutte le fasce d’età. Finanziamenti regionali per 1,1 milioni di euro nel 2025-2026. | ❌ Assente |
Cosa hanno in comune Napoli, Roma, Torino e Bologna?
Centri di aggregazione pubblici in ogni quartiere.
Attività gratuite (socializzazione, cultura, motricità).
Progetti intergenerazionali (anziani + giovani).
Finanziamenti dedicati (bandi comunali/regionali).
Cosa ha Salerno?
Niente. O meglio: solo assistenza sanitaria (RSA, centri diurni per disabili), ma nessun spazio per la socializzazione e la partecipazione attiva.
Ed allora è legittimo chiedersi:
Perché a Salerno, una città che si vanta di essere "a misura di turista", non c’è nulla per i suoi anziani?
Perché si preferisce spendere in luci e addobbi piuttosto che in servizi essenziali per chi ha costruito questa città?
Il Collettivo TUXSA non vuole solo denunciare, ma proporre soluzioni concrete. Ecco il nostro piano in due fasi:
Fase 1: Portare il tema al centro del dibattito elettorale (maggio 2026)
Chiediamo ai candidati sindaco e alle liste per le elezioni comunali del 26 maggio 2026 di includere nei loro programmi:
Un Piano Comunale per l’Invecchiamento Attivo, con:
Creazione di una rete di Centri Sociali per Anziani (CSA) in ogni quartiere.
Finanziamento di progetti intergenerazionali (laboratori con scuole, università, associazioni).
Mappatura dei servizi esistenti (pubblici e privati) e colmare le lacune.
Spazi pubblici dedicati:
Riqualificazione di edifici comunali inutilizzati (es. ex scuole, palestre) come CSA.
Convenzioni con parrocchie e associazioni per aprire spazi di aggregazione.
Trasporti e accessibilità:
Servizi di trasporto gratuito per anziani verso i CSA.
Abbattimento delle barriere architettoniche nei quartieri con alta densità di anziani.
📌 Perché è urgente?
Dati: In Campania, 1 anziano su 4 vive solo (ISTAT).
Costi: L’isolamento aumenta i ricoveri ospedalieri e la spesa sanitaria.
Diritti: La socializzazione è un diritto (Legge 328/2000).
🗳️ Cosa possiamo fare noi cittadini?
Diffondere questa proposta tra associazioni, parrocchie, familiari di anziani.
Chiedere ai candidati di includere il tema nei loro programmi (es. domande durante i comizi, petizioni).
Fase 2: Mappatura partecipata (da avviare dopo le elezioni)
Subito dopo le elezioni, è necessario ed urgente una mappatura dal basso per:
Identificare i bisogni degli anziani nei quartieri (es. mancanza di spazi, difficoltà di trasporto).
Mappare i servizi esistenti (centri parrocchiali, associazioni, cooperative).
Individuare spazi disponibili (edifici comunali inutilizzati, locali messi a disposizione da associazioni).
Salerno merita di più
Salerno non può più permettersi di essere una città vetrina, dove si investe in immagine e si dimenticano i cittadini. Gli anziani hanno diritto a una vita dignitosa, a spazi di aggregazione, a attività che li facciano sentire parte della comunità.
Il Collettivo TUXSA lancia la sfida:
Ai candidati: Includete il tema nei vostri programmi.
Ai cittadini: Diffondete, partecipate, pretendete.
Alle istituzioni: Agite, prima che sia troppo tardi.