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Salerno come "The Others": Una Città di Fantasmi che crede di essere Viva

Inviato da tuxsa il
scogli

C’è un momento rivelatore nel film The Others del 2001: i protagonisti si rendono conto che gli "intrusi" non sono gli altri, ma sono loro stessi. Vivono in una realtà sospesa, convinti di abitare una casa che, nei fatti, è già passata di mano.

A Salerno sta accadendo esattamente questo. La cittadinanza vive in un limbo psicologico mentre il potere reale, quello del cemento e della speculazione, ha già venduto le mura sopra le loro teste. Siamo diventati i fantasmi di una città che non ci appartiene più.

Per trent'anni, il "Sistema Salerno" ha recitato lo stesso copione. Al grido di un progresso estetico fatto di piazze vuote e palazzi di lusso, è stato perpetrato uno scempio selvaggio del suolo. Ma per chi si è costruito? Non per i salernitani.

  • La Sostituzione Etnico-Sociale: Il centro urbano è stato svuotato della sua anima. Al posto delle famiglie, abbiamo strutture ricettive; al posto dell'artigianato, attività finanziate da economie sommerse e opache che strangolano il mercato.

  • L'Esilio Forzato: La classe lavoratrice e l'impiegatizio sono stati spinti oltre i confini comunali, trasformati in profughi del mercato immobiliare, mentre i "privilegiati" e gli speculatori banchettano sulle macerie della nostra identità.

Dopo aver drogato i prezzi e favorito la speculazione, il "principale colpevole" — colui che ha fatto dell'arricchimento di pochi una missione politica — tenta l'ultima, disperata mossa elettorale: la promessa dell'edilizia popolare.

È qui che il finto equilibrio si spezza e rivela il volto del clientelismo più puro:

  1. L'Esercito dei Disperati: Le domande di alloggio aumentate di dieci volte nelle ultime settimane non sono un caso. Sono il frutto di una regia che scambia il bisogno con il voto.

  2. Castelli in Aria: Si promettono alloggi senza avere i fondi, senza atti concreti, basandosi solo su un potenziale ipotetico. È una guerra tra poveri alimentata da chi ha creato la povertà.

  3. Il Ricatto Politico: Trasformare un diritto (la casa) in una concessione da elemosinare in campagna elettorale è l'ultimo atto di una politica di basso rango, un sistema di sottogoverno che ha ridotto i cittadini a sudditi in attesa di un miracolo che non avverrà.

Mentre questo teatro dell'assurdo va in scena, la domanda resta una: Dov’è la Magistratura? Dove sono i garanti di quella Costituzione che sventoliamo solo quando fa comodo? Non si può restare inerti di fronte a un sistema che calpesta la dignità sociale per garantire la sopravvivenza di una casta politica. C'è un debito morale verso la società salernitana che la giustizia non ha ancora onorato.

Come nel finale del film, è ora di aprire le tende e far entrare la luce. La nebbia di promesse clientelari e di cemento inutile deve diradarsi. Salerno non appartiene a chi la usa come un bancomat elettorale o come una lavatrice per capitali dubbi.

Se non vogliamo restare fantasmi erranti in una città di vetrine lucide e case vuote, dobbiamo denunciare questo squallido gioco. La politica del "falso reale" deve finire. Prima che l'ultimo salernitano chiuda la porta e lasci la chiave in mano agli speculatori.

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