Salta al contenuto principale

I corridoi monte-mare

Inviato da tuxsa il

Salerno possiede una caratteristica geografica che dovrebbe condizionare molto più profondamente il modo nel quale immaginiamo la sua struttura urbana. La città è stretta tra le colline e il mare. Due grandi sistemi naturali molto vicini nello spazio, ma che la crescita urbana ha progressivamente separato. Tra l'uno e l'altro si è sviluppata la città costruita: edifici, strade, ferrovia, parcheggi, infrastrutture, quartieri. Eppure l'acqua continua a ricordarci quale fosse la struttura originaria del territorio. Fiumi, torrenti, valloni e impluvi scendono dalle zone più alte verso la costa. Salerno Verde propone di partire proprio da questa geografia per costruire una delle strutture fondamentali del Piano: i Corridoi Verdi e Blu Monte-Mare.

Ricucire ciò che la città ha separato

Precedentemente abbiamo introdotto quattro grandi componenti:

Cintura Verde Collinare

Corridoi Verdi e Blu Monte-Mare

Rete del Verde Urbano

Infrastruttura Verde Costiera

I corridoi rappresentano quindi le connessioni trasversali dell'intero sistema. Senza di essi rischieremmo di costruire due grandi infrastrutture parallele — una collinare e una costiera — separate dalla città.

Il nostro obiettivo è differente. Vogliamo che il verde attraversi Salerno.

Non una nuova infrastruttura da costruire

Quando utilizziamo la parola “corridoio” potremmo immaginare una nuova fascia verde da realizzare attraverso la città. Non è necessariamente così. In molti casi sarebbe materialmente impossibile. I corridoi devono innanzitutto essere riconosciuti. La geografia, l'idrografia e il patrimonio verde esistente ne suggeriscono già una parte.

Il Piano dovrà individuare:

  • corsi d'acqua;
  • valloni;
  • parchi;
  • giardini;
  • alberature;
  • terreni permeabili;
  • aree agricole;
  • spazi pubblici;
  • strade potenzialmente alberabili.

E capire dove questi elementi possano formare una continuità.

Continuità non significa uniformità

Un corridoio monte-mare non deve essere necessariamente largo cinquanta metri per tutta la propria lunghezza. Non deve neppure essere interamente percorribile dalle persone. Potrà attraversare ambienti molto differenti:

  • Un tratto potrebbe essere costituito da un'area naturale.
  • Un altro da un corso d'acqua.
  • Un altro ancora da un parco.
  • Poi da una strada alberata.
  • Da una scuola.
  • Da una piazza verde.
  • Da un piccolo giardino.
  • Infine dalla costa.

La continuità sarà quindi soprattutto ecologica e funzionale.

La catena verde

Possiamo immaginare ogni corridoio come una catena. I grandi parchi sono gli anelli più evidenti ma anche un piccolo spazio può essere importante se colma una discontinuità. Un pocket park di poche centinaia di metri quadrati può avere un valore relativamente limitato se isolato. Lo stesso spazio collocato tra due grandi aree verdi può diventare un piccolo stepping stone ecologico, un punto intermedio della rete. Per questo nel Piano non valuteremo un'area soltanto per la sua dimensione.

Chiederemo anche: che cosa collega?

L'acqua come traccia

L'acqua scende naturalmente dalle colline verso il mare: fiumi, torrenti, valloni e impluvi rappresentano quindi una possibile ossatura dei corridoi.

Non significa che ogni corso d'acqua debba diventare automaticamente un percorso verde pubblico.

  • Alcuni tratti possono avere problemi di sicurezza.
  • Altri essere fortemente artificializzati.
  • Altri ancora attraversare proprietà private o infrastrutture.

Ma l'idrografia ci mostra la direzione naturale della connessione.

L'Irno: il corridoio pilota

Il primo sistema da studiare sarà inevitabilmente quello dell'Irno. Non perché debba essere l'unico ma perché presenta condizioni che lo rendono particolarmente interessante. Possiamo immaginare una sequenza territoriale che dalle aree interne segua il sistema fluviale e raggiunga progressivamente la città, il Parco dell'Irno, il sistema del Parco Pinocchio, i quartieri urbani, la foce e infine il mare. La continuità oggi non è completa ed è proprio questo il punto.

Il progetto del corridoio dovrà individuare dove si interrompe.

Cercare le interruzioni

Per costruire un corridoio non dobbiamo guardare soltanto alle parti verdi. Dobbiamo guardare soprattutto ai punti nei quali il verde scompare:

  • Una strada.
  • Un parcheggio.
  • Un piazzale.
  • Una recinzione.
  • Una superficie completamente impermeabile.
  • Un attraversamento difficile.
  • Una fascia fluviale artificializzata.

Questi punti sono le discontinuità della rete.

E possono diventare alcuni dei luoghi più importanti del Piano.

Una piccola ricucitura può produrre un grande risultato

Immaginiamo due grandi aree verdi separate da cento metri di spazio fortemente mineralizzato. Creare un terzo grande parco potrebbe essere impossibile. Ma quei cento metri potrebbero forse essere trasformati attraverso:

  • alberature;
  • aiuole;
  • rain garden;
  • superfici permeabili;
  • un piccolo spazio verde.

L'intervento sarebbe relativamente piccolo. L'effetto sulla continuità del sistema potrebbe essere molto maggiore. È questa la logica della ricucitura ecologica.

Corridoi per la biodiversità

La connessione tra aree verdi è importante anche per gli ecosistemi. Una rete frammentata rende più difficile lo spostamento e la diffusione di molte specie. Naturalmente una città non potrà mai offrire la continuità di un ambiente naturale.

Ma può ridurre l'isolamento degli habitat. Alberi, siepi, vegetazione, corsi d'acqua, piccole aree naturali possono creare una successione di habitat e rifugi. I corridoi monte-mare devono quindi essere progettati anche pensando alla biodiversità urbana.

Corridoi per le persone

Ma Salerno Verde non vuole costruire soltanto corridoi ecologici. Dove possibile, una parte di essi dovrà diventare anche una rete per le persone.

  • Percorsi pedonali.
  • Collegamenti ciclabili.
  • Strade alberate.
  • Accessi ai parchi.
  • Connessioni tra quartieri.

In alcuni casi la stessa infrastruttura potrà svolgere entrambe le funzioni. In altri dovremo tenerle separate. Non ogni spazio ecologicamente importante deve necessariamente diventare luogo di passaggio.

Proteggere anche ciò che non è fruibile

Questo principio è importante. Una delle tentazioni dell'urbanistica contemporanea è pensare che ogni spazio naturale debba essere “valorizzato” attraverso la fruizione. Salerno Verde non assume questa equivalenza. Un vallone può avere grande valore ecologico senza diventare un percorso pedonale. Un'area vegetata può svolgere una funzione fondamentale anche se non possiede panchine. Una fascia fluviale può avere bisogno soprattutto di essere lasciata indisturbata.

Valorizzare può significare anche proteggere.

I corridoi dell'ombra

Quando attraversano la città costruita, i corridoi possono svolgere anche una funzione climatica, una successione di strade alberate può creare un percorso ombreggiato tra collina e costa.

Questo introduce una dimensione molto interessante: il corridoio dell'ombra.

Non sarà sempre possibile costruire una continuità arborea completa ma possiamo individuare gli assi nei quali l'aumento delle chiome avrebbe il massimo effetto sulla connessione tra quartieri e spazi verdi.

Dalla collina alla spiaggia a piedi

Immaginiamo un obiettivo concreto. Un cittadino parte da una zona collinare, scende verso il centro attraverso un percorso prevalentemente pedonale e alberato, attraversa uno o più parchi, segue per un tratto un corso d'acqua, raggiunge la fascia costiera, arriva al mare.

Non sappiamo ancora dove questo percorso possa essere realizzato integralmente ma l'immagine ci aiuta a comprendere il significato dei corridoi.

Rendere nuovamente leggibile il rapporto geografico tra collina, città e mare.

Le colline entrano nella città

Normalmente pensiamo alla cintura collinare come al margine della città. I corridoi cambiano questa prospettiva. Attraverso di essi il sistema naturale collinare può penetrare simbolicamente ed ecologicamente nella città costruita.

  • Vegetazione.
  • Acqua.
  • Biodiversità.
  • Ombra.
  • Percorsi.

La collina smette di essere soltanto lo sfondo visibile da lontano. Diventa parte della struttura urbana.

Il mare entra nella rete

Lo stesso accade nella direzione opposta. Il mare non rappresenta semplicemente il punto nel quale termina il corridoio. La fascia costiera costituisce un grande asse trasversale capace di collegare tra loro i diversi corridoi monte-mare.

Possiamo quindi immaginare una struttura simile a una rete: cintura collinare una grande connessione longitudinale superiore;

corridoi monte-mare numerose connessioni trasversali;

infrastruttura costiera una grande connessione longitudinale inferiore.

Nel mezzo: la rete del verde urbano.

Una scala ecologica per Salerno

Lo schema territoriale comincia così ad assumere una forma precisa:

COLLINE

════════════════════
Cintura Verde Collinare
════════════════════

↓ ↓ ↓ ↓ ↓

Corridoi Verdi e Blu

↓ ↓ ↓ ↓ ↓

Parchi – alberature – scuole – giardini – piazze verdi

↓ ↓ ↓ ↓ ↓

════════════════════
Infrastruttura Verde Costiera
════════════════════

MARE

È questa, in forma estremamente semplificata, la struttura ecologica proposta da Salerno Verde 2050.

Non inventiamo oggi tutti i corridoi

Sarebbe facile prendere una mappa e tracciare alcune linee ma non lo faremo. Un corridoio deve essere verificato sul territorio.

Dovremo conoscere:

  • proprietà;
  • morfologia;
  • vegetazione;
  • rete idrografica;
  • strade;
  • barriere;
  • strumenti urbanistici;
  • aree verdi;
  • possibilità di trasformazione.

Soltanto allora potremo stabilire quali siano i corridoi realmente costruibili.

Corridoi esistenti, potenziali e da ricostruire

La futura classificazione potrebbe distinguere almeno tre categorie.

Corridoi esistenti dove la continuità ecologica è già significativa e deve soprattutto essere protetta.

Corridoi potenziali dove esistono molti elementi della rete ma mancano alcune connessioni.

Corridoi da ricostruire dove l'urbanizzazione ha prodotto forti interruzioni ma la posizione strategica rende utile tentare una ricucitura nel lungo periodo.

Questa distinzione impedirà di rappresentare sulla carta come esistente ciò che oggi è soltanto un obiettivo.

L'Irno come laboratorio

Proprio per questo partiamo dall'Irno. Il Corridoio Verde-Blu dell'Irno potrebbe diventare il primo laboratorio progettuale. Non dovremo necessariamente realizzarlo tutto insieme, potremmo procedere per segmenti:

Un tratto fluviale.

  • Una connessione con un parco.
  • Una strada alberata.
  • Una superficie deimpermeabilizzata.
  • La foce.

Ogni intervento dovrà però sapere di essere parte di qualcosa di più grande.

Fuorni e la zona orientale

Un secondo sistema da approfondire sarà quello orientale.

Fuorni e gli altri elementi idrografici e territoriali presenti nella parte orientale della città possono offrire opportunità differenti da quelle dell'Irno.

Qui sarà particolarmente importante mettere in relazione:

  • aree interne;
  • corsi d'acqua;
  • quartieri;
  • Litoranea Orientale;
  • mare.

La trasformazione futura della fascia orientale non dovrebbe perdere questa possibilità.

Bellaria e il sistema centrale

Colle Bellaria dovrà essere analizzato anche rispetto alle possibili connessioni verso la città e la costa. La sua posizione lo rende potenzialmente molto più di un'area verde isolata. Se riuscissimo a costruire collegamenti ecologici e pedonali verso i quartieri circostanti, Bellaria potrebbe diventare uno dei principali nodi di distribuzione della rete verde centrale.

Non anticipiamo però il progetto. Gli dedicheremo una sezione specifica.

I corridoi devono entrare nelle trasformazioni urbanistiche

Un corridoio potenziale rischia di essere perso molto prima di essere formalmente progettato:

  • Basta una nuova costruzione.
  • Un parcheggio.
  • Una recinzione.
  • Una trasformazione apparentemente marginale.

Per questo la futura Carta dei Corridoi dovrebbe diventare anche uno strumento attraverso il quale valutare le trasformazioni.

Prima di autorizzare o pianificare un intervento significativo dovremmo poterci chiedere: questa trasformazione interrompe una connessione ecologica esistente o potenziale?

Proteggere prima di completare

Qui torna il principio generale di Salerno Verde. Non possiamo aspettare di avere risorse per realizzare interamente un corridoio prima di proteggerne i pezzi. Se sappiamo che una superficie è strategica per una futura connessione, dobbiamo evitare, per quanto possibile, che nel frattempo venga compromessa.

Prima: proteggere la possibilità.

Poi: costruire la connessione.

Le proprietà private

Molti corridoi attraverseranno inevitabilmente superfici private ma questo non significa che debbano diventare pubbliche.

Una continuità ecologica può attraversare:

  • giardini;
  • terreni agricoli;
  • aree condominiali;
  • spazi produttivi alberati.

Il Piano dovrà quindi distinguere tra: continuità ecologica e  continuità della fruizione pubblica.

La prima può esistere anche attraverso proprietà differenti. La seconda richiede invece percorsi e diritti di accesso specifici.

Un corridoio può avere larghezze diverse

Anche la larghezza non dovrà essere uniforme. In alcuni tratti potremmo avere un grande parco in altri pochi metri di vegetazione, in altri soltanto una successione di alberi.

Dove possibile, naturalmente, una maggiore continuità e ampiezza offrirà più opportunità ecologiche ma nella città consolidata dobbiamo lavorare anche con ciò che abbiamo. L'obiettivo è migliorare progressivamente la rete, non aspettare condizioni ideali che potrebbero non arrivare mai.

Ogni progetto deve chiedersi cosa collega

Possiamo ricavare da questo capitolo una semplice regola progettuale.

Quando realizziamo:

  • un nuovo giardino;
  • una strada alberata;
  • una piazza verde;
  • un rain garden;
  • una scuola verde;
  • un intervento di depaving,

non dovremmo chiederci soltanto quale beneficio produce nel proprio perimetro.

Dovremmo domandarci: può contribuire a collegare due parti della struttura ecologica?

Se la risposta è sì, la sua priorità può aumentare.

La Carta dei Corridoi Verdi e Blu

Questo capitolo genera quindi un nuovo elaborato fondamentale:

Carta dei Corridoi Verdi e Blu Monte-Mare

La carta dovrà rappresentare almeno:

  • rete idrografica;
  • valloni e impluvi;
  • cintura collinare;
  • grandi aree naturali;
  • parchi e giardini;
  • alberature;
  • aree agricole;
  • scuole e altri potenziali nodi;
  • infrastruttura verde costiera;
  • barriere infrastrutturali;
  • discontinuità ecologiche;
  • superfici strategiche per la ricucitura.

I corridoi saranno distinti tra:

esistenti;

potenziali;

da ricostruire.

Una carta da non confondere con la realtà

Questa distinzione sarà fondamentale anche nella comunicazione pubblica. Una linea sulla mappa può dare l'impressione che un corridoio esista già. Dovremo invece rappresentare chiaramente:

ciò che esiste;

ciò che proponiamo;

ciò che deve ancora essere verificato.

È lo stesso metodo di trasparenza che abbiamo adottato fin dall'inizio del dossier.

Un indicatore di connettività

Nel lungo periodo potremo anche costruire un indicatore della frammentazione della rete. Non servirà necessariamente a produrre un unico numero facilmente comunicabile. Potrà invece permetterci di verificare se, con il passare degli anni, le aree verdi della città diventano: più collegate oppure più isolate.

Questo è importante perché Salerno Verde non vuole soltanto aumentare il verde. Vuole aumentare la rete verde.

Dal progetto alla percezione

Esiste infine una dimensione che nessun indicatore potrà raccontare completamente. Oggi chi attraversa Salerno percepisce molto chiaramente l'asse longitudinale della città:

  • La costa.
  • Le grandi strade.
  • La ferrovia.

Molto meno evidente è la relazione trasversale tra colline e mare. I corridoi monte-mare possono contribuire a renderla nuovamente percepibile:

  • Una strada alberata che scende verso il mare.
  • Un percorso lungo un fiume.
  • Una successione di parchi.
  • La vista della collina.
  • La presenza dell'acqua.

Il paesaggio può tornare a raccontare come è fatta Salerno.

La città tra due grandi sistemi naturali

La posizione di Salerno tra collina e mare non deve essere considerata soltanto una caratteristica paesaggistica. Può diventare una delle sue principali risorse ecologiche.

Alle spalle: la Cintura Verde Collinare.

Davanti: l'Infrastruttura Verde Costiera.

Tra le due: una rete di connessioni che attraversa la città.

L'obiettivo di Salerno Verde 2050 è fare in modo che queste connessioni non rimangano soltanto una traccia della geografia originaria.

Devono tornare a essere parte della città contemporanea.

Perché una città costruita tra le colline e il mare non dovrebbe costringerci a scegliere tra le une e l'altro.

Dovrebbe permetterci di attraversarla e riconoscere, passo dopo passo, il legame che li unisce.