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Il Corridoio Verde Costiero

Inviato da tuxsa il

Se la Cintura Verde Collinare rappresenta il grande sistema naturale alle spalle della città, la costa rappresenta il suo secondo grande margine ecologico. Salerno vive sul mare. La sua forma urbana, il suo paesaggio e una parte importante della sua identità dipendono da questo rapporto. Eppure il fronte costiero viene spesso letto come una successione di luoghi separati:

  • porto;
  • Santa Teresa;
  • Lungomare Trieste;
  • foce dell’Irno;
  • Torrione;
  • Pastena;
  • Mercatello;
  • Litoranea Orientale.

Salerno Verde propone invece di cambiare scala. Non più tanti tratti indipendenti ma un unico grande sistema: il Corridoio Verde Costiero di Salerno.

Una continuità, non un’uniformità

Parlare di corridoio costiero non significa immaginare un lungomare identico dal porto alla zona orientale perchè questo sarebbe sbagliato. Ogni tratto possiede caratteristiche diverse:

  • Il Lungomare Trieste ha una propria struttura storica
  • Santa Teresa ha una funzione differente
  • La foce dell’Irno rappresenta un nodo ecologico
  • Torrione e Pastena hanno un rapporto urbano molto più denso con la costa
  • La Litoranea Orientale presenta ancora altre condizioni

La nostra proposta non è quindi uniformare: è connettere attraverso principi comuni.

Il principio della continuità verde

Il Corridoio Verde Costiero dovrebbe essere riconoscibile attraverso una successione di elementi:

  • alberi;
  • ombra;
  • vegetazione mediterranea;
  • suolo permeabile;
  • percorsi pedonali;
  • mobilità ciclabile;
  • accessi pubblici al mare;
  • spazi di sosta;
  • connessioni con i quartieri;
  • biodiversità.

Non tutti saranno presenti nella stessa misura in ogni tratto ma nessun segmento dovrebbe essere pensato ignorando completamente gli altri.

Dal porto alla zona orientale

Il Corridoio potrebbe essere letto idealmente secondo una sequenza:

Porto

Santa Teresa

Lungomare Trieste

Foce dell’Irno

Torrione

Pastena

Mercatello

Litoranea Orientale

Non è ancora una classificazione progettuale definitiva. È la struttura territoriale di partenza. Dovremo poi dividerla in segmenti omogenei e studiarli singolarmente.

Il Lungomare Trieste come riferimento

Salerno possiede già un esempio importante di spazio costiero nel quale alberature, passeggiata e rapporto con il mare convivono.

Il Lungomare Trieste dimostra che una fascia costiera può essere contemporaneamente:

  • spazio pubblico;
  • passeggiata;
  • paesaggio;
  • sistema alberato;
  • luogo di sosta.

Non significa che debba diventare il modello formale da ripetere ovunque.

Il valore da recuperare è il principio: il fronte mare può essere uno spazio urbano nel quale la vegetazione ha una funzione strutturale.

Non copiare, reinterpretare

Riprodurre il Lungomare Trieste nella zona orientale non avrebbe senso perchè cambiano:

  • dimensioni;
  • strade;
  • edifici;
  • funzioni;
  • stabilimenti balneari;
  • infrastrutture;
  • disponibilità di spazio.

Ma possiamo reinterpretarne alcuni elementi:

  • continuità pedonale;
  • alberature;
  • ombra;
  • relazione visiva con il mare;
  • spazi di sosta;
  • vegetazione.

La forma deve cambiare mentre la strategia può rimanere coerente.

La costa come infrastruttura climatica

Il salto concettuale più importante è però un altro. Il Corridoio Verde Costiero non deve essere soltanto un progetto paesaggistico ma deve diventare una infrastruttura climatica lineare.

Durante le estati future la fascia costiera sarà uno degli spazi pubblici più frequentati e contemporaneamente uno dei più esposti al sole. Per questo dovremo misurare:

  • copertura arborea;
  • percentuale di percorso ombreggiato;
  • superficie permeabile;
  • temperatura delle superfici;
  • presenza di punti di sosta ombreggiati.

Il verde diventa così una componente della fruibilità stessa della costa.

Misurare l’ombra

Dividendo il fronte mare in segmenti potremmo misurare: quanti metri del percorso pedonale costiero sono ombreggiati nelle ore più calde?

È un indicatore molto più significativo del semplice numero di alberi. Dieci alberi giovani in un tratto completamente esposto potrebbero produrre ancora poca ombra mentre cinque grandi alberi maturi potrebbero offrirne molta di più.

Il Piano deve quindi lavorare sul risultato: ombra utile per le persone.

Non solo alberi

Un corridoio verde costiero non può però essere costruito soltanto con alberi. Servono anche:

  • arbusti;
  • vegetazione mediterranea;
  • aiuole;
  • fasce vegetate;
  • superfici permeabili;
  • eventuali dune o sistemi naturali dove compatibili;
  • vegetazione resistente alla salsedine;
  • habitat per impollinatori.

Il fronte mare dovrebbe diventare un luogo nel quale la biodiversità urbana può trovare spazio.

Palme, identità e funzione climatica

Le palme appartengono da tempo al paesaggio costiero salernitano. Possono continuare a farne parte ma dal punto di vista climatico non sempre offrono lo stesso livello di ombra di alberi con chiome ampie.

La strategia non deve quindi contrapporre: palme a alberi. Dovrà costruire una composizione più articolata.

Le palme possono contribuire all’identità paesaggistica, gli alberi a chioma ampia devono garantire ombra dove questa è necessaria.

La vegetazione mediterranea

Il Corridoio Verde Costiero deve essere progettato in relazione al clima e alla salsedine. Dovremo privilegiare specie capaci di:

  • resistere al vento;
  • tollerare l’ambiente marino;
  • richiedere quantità d’acqua sostenibili;
  • garantire ombra;
  • aumentare biodiversità;
  • adattarsi al clima futuro.

La scelta delle specie dovrà essere tecnica ma la direzione è chiara: una costa vegetata in modo coerente con il Mediterraneo.

Il suolo sotto il lungomare

La costa non è soltanto superficie. È anche suolo.

Una parte significativa del fronte mare è oggi occupata da:

  • strade;
  • parcheggi;
  • marciapiedi;
  • piazzali;
  • pavimentazioni.

Non tutte queste superfici sono eliminabili ma possiamo chiederci: quanta parte deve realmente rimanere impermeabile?

Il Corridoio Verde Costiero dovrà quindi applicare il principio già espresso in precedenza: deimpermeabilizzare dove possibile.

Fasce verdi continue

Dove le condizioni lo consentono, preferirei una strategia basata non soltanto su piccoli riquadri isolati per gli alberi, ma su fasce verdi continue. Questo avrebbe diversi vantaggi:

  • maggiore spazio radicale;
  • migliore infiltrazione dell’acqua;
  • maggiore continuità vegetazionale;
  • migliore qualità paesaggistica.

Naturalmente non sarà possibile ovunque ma dovrebbe diventare una delle soluzioni da valutare sistematicamente nei nuovi interventi.

Una costa che assorbe

Il rapporto tra corridoio verde e infrastruttura blu è fondamentale. La fascia costiera è il punto terminale di un sistema di acque che scendono dalle aree interne. Il progetto dovrebbe quindi integrare:

  • rain garden;
  • superfici drenanti;
  • fasce vegetate;
  • raccolta delle acque meteoriche;
  • sistemi di infiltrazione dove compatibili.

Il Corridoio Verde Costiero deve diventare anche un corridoio blu.

Il nodo dell’Irno

La foce dell’Irno rappresenta il luogo nel quale questa integrazione diventa più evidente. Qui si incontrano:

  • corridoio monte-mare;
  • fiume;
  • fascia costiera;
  • mare.

Per questo la foce dovrebbe essere trattata come uno dei principali nodi ecologici della città.

Ogni trasformazione futura dovrebbe aumentare, e non ridurre:

  • permeabilità;
  • vegetazione;
  • accessibilità pubblica;
  • continuità ecologica.

La costa collega i corridoi

Precedentemente abbiamo immaginato i corridoi monte-mare come connessioni trasversali. La costa svolge una funzione complementare. Può diventare il grande asse che collega tra loro tutti i corridoi nel punto in cui raggiungono il mare.

Avremmo quindi: 

Cintura Verde Collinare come asse longitudinale superiore;

Corridoi Monte-Mare come connessioni trasversali;

Corridoio Verde Costiero come asse longitudinale inferiore.

È la struttura territoriale più chiara emersa finora dal Piano.

La rete entra nei quartieri

Il corridoio costiero non deve però rimanere confinato lungo la battigia. Deve penetrare lateralmente nei quartieri.

Attraverso:

  • strade alberate;
  • percorsi pedonali;
  • piazze;
  • scuole;
  • parchi;
  • corsi d’acqua.

La domanda sarà: come si raggiunge il mare dal quartiere?

E soprattutto: quanto è verde e ombreggiato quel percorso?

Il mare deve essere raggiungibile a piedi

Una delle ambizioni del Piano dovrebbe essere permettere al maggior numero possibile di cittadini di raggiungere la costa attraverso percorsi sicuri, alberati e leggibili.

Quindi non soltanto arrivare al mare ma arrivarci bene. La qualità dell’accesso fa parte della qualità della costa.

Attraversare le grandi strade

In alcuni tratti il principale ostacolo potrebbe essere rappresentato proprio dalle infrastrutture viarie. Una costa verde ma separata dai quartieri da attraversamenti difficili non è realmente integrata nella città.

Dovremo quindi considerare:

  • attraversamenti pedonali;
  • sicurezza;
  • continuità dei marciapiedi;
  • ombreggiamento;
  • accessibilità universale.

Il Corridoio Verde Costiero non è soltanto un progetto sul bordo del mare, è anche un progetto delle connessioni con il retroterra urbano.

Stabilimenti balneari dentro la strategia

La presenza di stabilimenti balneari e concessioni non è necessariamente incompatibile con il corridoio ma ogni trasformazione della costa dovrebbe contribuire alla qualità complessiva dello spazio.

Per esempio attraverso:

  • vegetazione;
  • riduzione delle superfici impermeabili;
  • continuità dei percorsi pubblici;
  • gestione sostenibile dell’acqua;
  • ombreggiamento;
  • integrazione paesaggistica.

Il principio dovrebbe essere: l’uso privato o concessionato di una parte del fronte mare non deve produrre una perdita ecologica netta per la costa.

Il beneficio ambientale pubblico

Potremmo introdurre proprio qui un criterio interessante. Ogni intervento significativo su aree costiere dovrebbe dimostrare quale beneficio ambientale pubblico produce.

Non soltanto:

  • nuove strutture;
  • nuovi servizi;
  • nuove attività.

Ma anche:

  • quanta nuova superficie permeabile?
  • quanta nuova ombra?
  • quanti alberi maturi equivalenti nel tempo?
  • quale continuità pedonale?
  • quale accesso pubblico?
  • quale miglioramento ecologico?

Piazza della Libertà dentro il corridoio

Piazza della Libertà non deve essere letta come episodio isolato. È parte del fronte mare e proprio per questo le strategie di rigenerazione climatica già immaginate per la piazza acquistano una dimensione più ampia con più vegetazione e più ombra.

Soluzioni reversibili dove non è possibile intervenire direttamente nel sottosuolo, migliore connessione con gli spazi verdi circostanti. La piazza può diventare un nodo del Corridoio Verde Costiero, non un’eccezione mineralizzata al suo interno.

Santa Teresa

Anche Santa Teresa può essere letta nello stesso modo. Non serve trasformare ogni superficie in giardino ma ogni futuro intervento dovrebbe verificare la possibilità di aumentare:

  • ombra;
  • vegetazione;
  • permeabilità;
  • connessione pedonale.

Il corridoio deve essere costruito progressivamente, anche attraverso interventi molto diversi tra loro.

Torrione e Pastena

Procedendo verso oriente la sfida cambia. Qui il rapporto tra edificato, strada e costa diventa più complesso. Potrebbe essere necessario lavorare soprattutto attraverso:

  • alberature;
  • ridisegno di parcheggi;
  • fasce vegetate;
  • attraversamenti;
  • deimpermeabilizzazione;
  • piccoli spazi verdi;
  • connessioni con i quartieri.

Non possiamo ancora stabilire dove. La futura analisi cartografica dovrà individuare le opportunità reali.

Mercatello

Il sistema di Mercatello offre un’occasione particolare perché può mettere in relazione:

  • costa;
  • quartiere;
  • Parco del Mercatello;
  • sistemi orientali.

Qui il Corridoio Costiero potrebbe collegarsi a uno dei maggiori parchi della città attraverso percorsi verdi trasversali.

Sarebbe un esempio concreto della logica: costa → quartiere → parco → sistema interno.

La Litoranea Orientale

Procedendo ulteriormente verso est arriviamo a quello che potrebbe diventare il più grande laboratorio della strategia costiera. La Litoranea Orientale dispone di caratteristiche e trasformazioni differenti rispetto alla parte centrale della città.

Qui le possibilità di costruire nuovi elementi verdi potrebbero essere maggiori, ma proprio per questo occorrerà evitare di perdere le superfici ancora disponibili attraverso trasformazioni frammentarie.

Un corridoio senza interruzioni?

L’obiettivo ideale sarebbe una continuità pedonale e verde il più possibile riconoscibile ma dobbiamo distinguere: continuità fisica

da continuità ecologica e continuità percettiva.

In alcuni punti potrebbe essere impossibile ottenere tutte e tre, potremmo però mantenere il sistema riconoscibile attraverso alberature, segnaletica, materiali, vegetazione e connessioni.

Una costa accessibile a tutti

Il Corridoio Verde Costiero deve essere progettato anche secondo il principio dell’accessibilità universale. Una passeggiata sul mare dovrebbe essere uno dei luoghi più facili da utilizzare per:

  • anziani;
  • bambini;
  • persone con disabilità;
  • famiglie.

Pendenze, pavimentazioni, sedute, ombra e servizi devono quindi essere considerati parte della strategia.

Sedersi all’ombra

Uno degli indicatori più semplici potrebbe essere anche uno dei più utili: quanti luoghi di sosta ombreggiati sono disponibili lungo il percorso?

Non basta poter camminare, una città mediterranea deve offrire anche la possibilità di fermarsi. Panchine collocate sotto il sole per gran parte della giornata possono avere un’utilità molto ridotta nei mesi più caldi. La posizione dell’ombra deve quindi entrare nella progettazione.

La rete dell’acqua potabile

Lungo un corridoio di molti chilometri dovremo considerare anche la disponibilità di acqua potabile. Fontanelle pubbliche, dove sostenibili e correttamente manutenute, possono migliorare molto la fruibilità pedonale. Non servono ovunque ma dovranno essere programmate secondo una logica di rete e non soltanto come arredo.

Biciclette e pedoni

Il corridoio dovrebbe favorire anche la mobilità ciclabile evitando però conflitti. In alcuni tratti sarà possibile separare chiaramente:

  • pedoni;
  • biciclette.
  • In altri lo spazio sarà limitato.

La priorità dovrà essere garantire sicurezza e accessibilità senza sacrificare inutilmente il verde per creare nuove superfici pavimentate. Anche qui ogni funzione deve trovare equilibrio con le altre.

Il Corridoio non è una grande colata di pavimentazione

Questa precisazione è importante: una nuova passeggiata costiera non è automaticamente un intervento ecologico.

Se produce:

  • nuova impermeabilizzazione;
  • poca vegetazione;
  • assenza di ombra;
  • grandi superfici minerali,

potrebbe avere un comportamento climatico molto diverso da quello che vogliamo.

Il Corridoio Verde Costiero deve quindi essere valutato soprattutto attraverso funzioni ecologiche, non attraverso il solo fatto di avere una nuova pavimentazione pedonale.

Materiali e albedo

Anche dove le pavimentazioni saranno necessarie dovremo considerare il loro comportamento termico. Senza prescrivere oggi materiali specifici, il Piano dovrebbe introdurre criteri relativi a:

  • riscaldamento superficiale;
  • durabilità;
  • permeabilità quando possibile;
  • manutenzione;
  • compatibilità con salsedine e ambiente marino.

L’obiettivo è ridurre il contributo degli spazi pubblici all’accumulo di calore.

Il clima marino non basta

La vicinanza al mare può produrre ventilazione e condizioni microclimatiche favorevoli in alcuni momenti ma non dobbiamo considerarla una soluzione sufficiente. Una grande superficie esposta al sole può rimanere climaticamente difficile anche sul fronte mare.

La brezza non sostituisce:

  • ombra;
  • vegetazione;
  • suolo permeabile.

Il Corridoio deve quindi essere progettato per funzionare anche nelle giornate più calde e meno ventilate.

Biodiversità costiera

Il mare introduce condizioni ecologiche specifiche. Il Piano dovrà studiare quali habitat e specie possano essere favoriti lungo il fronte costiero senza interferire con sicurezza e fruizione. Piccoli sistemi vegetali possono creare:

  • rifugi;
  • risorse per impollinatori;
  • continuità ecologica;
  • maggiore varietà del paesaggio.

Non abbiamo bisogno di una costa perfettamente ornamentale. Abbiamo bisogno di una costa viva.

Il corridoio anche di notte

La fruizione serale è importante a Salerno ma anche qui dovremo trovare un equilibrio tra:

  • sicurezza;
  • consumo energetico;
  • inquinamento luminoso;
  • biodiversità.

Non ogni area deve avere lo stesso livello di illuminazione. Gli spazi urbani centrali avranno esigenze differenti dalle aree più naturali della zona orientale. Una strategia unica può prevedere intensità differenti.

Un progetto che dura trent’anni

Il Corridoio Verde Costiero non può essere immaginato come una singola opera da finanziare e inaugurare.

  • È troppo lungo.
  • Troppo complesso.
  • Coinvolge troppe funzioni.
  • Dovrà essere realizzato per segmenti coordinati.

Ogni volta che la città interviene sulla costa dovrebbe realizzare un nuovo pezzo della strategia.

  • Manutenzione di una strada.
  • Riqualificazione di una piazza.
  • Rifacimento di un lungomare.
  • Intervento su uno stabilimento.
  • Nuovo parco.

Ogni occasione deve contribuire al corridoio.

Nessun intervento costiero isolato

Da questo deriva una regola importante. Ogni futuro progetto significativo sul fronte mare dovrebbe essere accompagnato da una verifica: come si inserisce nel Corridoio Verde Costiero?

Quanto aumenta:

  • vegetazione?
  • ombra?
  • permeabilità?
  • continuità?
  • accessibilità?

Se non contribuisce ad almeno alcuni di questi obiettivi, dovrebbe essere ripensato.

Il Piano dei segmenti

La fase progettuale dovrà dividere il corridoio in segmenti omogenei. Per ciascuno costruiremo una scheda con:

  • stato attuale;
  • copertura arborea;
  • ombra;
  • superficie permeabile;
  • principali funzioni;
  • accessi;
  • barriere;
  • criticità;
  • opportunità;
  • connessioni monte-mare;
  • interventi prioritari.

Non applicheremo quindi la stessa soluzione a tutta la costa.

Costruiremo una strategia comune composta da progetti diversi.

La Carta del Corridoio Verde Costiero

Da questo capitolo nasce un altro elaborato fondamentale:

Carta del Corridoio Verde Costiero

Dovrà rappresentare almeno:

  • segmenti della costa;
  • alberature;
  • copertura arborea;
  • superficie permeabile;
  • percorsi pedonali;
  • percorsi ciclabili;
  • principali accessi al mare;
  • stabilimenti e altre funzioni;
  • aree verdi;
  • grandi superfici mineralizzate;
  • connessioni monte-mare;
  • foci e corsi d’acqua;
  • aree potenzialmente deimpermeabilizzabili;
  • zone con deficit di ombra;
  • superfici strategiche;
  • interventi esistenti e proposti.

Misurare prima e dopo

La Carta deve diventare anche uno strumento di monitoraggio. Per ogni grande intervento potremmo confrontare: prima e dopo.

  • Quanta superficie permeabile?
  • Quanta chioma?
  • Quanta ombra?
  • Quanti metri di percorso continuo?
  • Quanti accessi?

Il progetto dovrebbe poter dimostrare il proprio beneficio.

Gli indicatori del corridoio

Nel futuro quadro 2030–2040–2050 potremmo introdurre indicatori specifici:

  • percentuale di costa con percorso pedonale continuo;
  • percentuale dei principali percorsi ombreggiata;
  • copertura arborea;
  • superficie permeabile;
  • numero di connessioni verdi verso i quartieri;
  • accessi pubblici al mare;
  • superficie deimpermeabilizzata;
  • numero di nodi blu-verdi recuperati.

Non fissiamo ancora i target. La base conoscitiva viene prima.

Una passeggiata attraverso la città

Immaginiamo adesso la Salerno del 2050. Una persona potrebbe partire dal centro, camminare lungo il mare, attraversare spazi differenti, luoghi storici, piazze, parchi, quartieri, foci, zone balneari.

Ma continuare a riconoscere alcuni elementi:

  • alberi;
  • ombra;
  • vegetazione;
  • acqua;
  • accessibilità;
  • continuità.

Non un unico lungomare ma una successione di paesaggi collegati.

Il mare come bene quotidiano

Il Corridoio Verde Costiero non nasce principalmente per rendere Salerno più attraente ai visitatori. Potrà naturalmente contribuire anche a questo ma l’obiettivo viene prima.

Rendere il mare parte della vita quotidiana dei cittadini. Un luogo dove:

  • camminare;
  • incontrarsi;
  • muoversi;
  • ripararsi dal caldo;
  • fare attività fisica;
  • stare seduti;
  • osservare la città.

Il fronte mare è troppo importante per essere pensato soltanto come vetrina. È fondamentalmente spazio civico.

La costa come seconda grande spina dorsale

Con questo capitolo il disegno territoriale di Salerno Verde diventa quasi completo.

Alle spalle della città: CINTURA VERDE COLLINARE 

Attraverso la città: CORRIDOI VERDI E BLU MONTE-MARE 

Dentro i quartieri: RETE DEL VERDE URBANO 

 Sul fronte mare: CORRIDOIO VERDE COSTIERO

Questi sistemi non devono essere progettati separatamente perchè sono parti della stessa infrastruttura.

Due margini che diventano struttura

Per molto tempo possiamo aver considerato colline e mare come due margini della città costruita. Salerno Verde propone di rovesciare completamente questa lettura. Non sono i margini ma sono le due grandi spine dorsali naturali tra le quali si organizza la città.

La città costruita deve tornare a collegarle.

Il Corridoio Verde Costiero rappresenta una delle due.

E il suo obiettivo più ambizioso non è semplicemente avere più alberi sul mare e trasformare l’intera costa in uno spazio capace di tenere insieme: natura, clima, mobilità e vita pubblica.

Non una collana di interventi.

Una infrastruttura continua per la Salerno del 2050.