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Salerno Smart City: tre anni dopo il Piano, il digitale non può fermarsi ai servizi online

Inviato da enzo de simone il
Nel 2023 Salerno si è dotata di un Piano Smart City che immaginava una città capace di utilizzare dati, tecnologie, sensori e servizi digitali per migliorare mobilità, ambiente, partecipazione e qualità della vita. Tre anni dopo alcuni passi sono stati compiuti, soprattutto nella digitalizzazione amministrativa, ma la trasformazione urbana delineata dal Piano appare ancora frammentaria e, soprattutto, poco verificabile dai cittadini. È arrivato il momento di passare dai singoli interventi a una pianificazione pubblica, misurabile e aggiornata.

Zero morti a Helsinki, propaganda repressiva a Salerno: la sicurezza stradale come scelta politica

Inviato da tuxsa il
Nell'area metropolitana di Helsinki, 1,4 milioni di abitanti, tra il 2024 e il 2025 sono trascorsi 12 mesi consecutivi senza un solo morto sulla strada. Nello stesso periodo, a Parigi, sono morte 31 persone. Al momento delle riprese del servizio di Euronews che racconta questo risultato, erano già passati altri nove mesi senza vittime. Non è un colpo di fortuna. È il frutto di quarant'anni di pianificazione

Progetti smart concreti per Salerno, con tempi, costi e fonti di finanziamento (4)

Inviato da tuxsa il
Ora è il momento di passare ai progetti concreti. Non elenchi astratti, ma schede operative con: obiettivo, descrizione, tecnologia necessaria, costo stimato, fonti di finanziamento, tempistiche e indicatori di successo. Ogni progetto è pensato per essere realistico, scalabile e finanziabile con i fondi disponibili (PNRR, FESR, Horizon Europe, Fondazione CON IL SUD, partenariati pubblico-privati)

Salerno tra crisi abitativa, overtourism e invecchiamento demografico (1)

Inviato da tuxsa il
I dati raccontano una città che cresce come meta turistica, ma si svuota come comunità residente. I giovani se ne vanno, le famiglie faticano a trovare casa, gli anziani restano soli in un centro storico sempre più invaso da B&B e case vacanza. Il paradosso è evidente: mentre si costruiscono nuovi edifici in periferia (suolo consumato), decine di migliaia di vani rimangono sfitti in centro, perché più redditizi come affitti brevi stagionali che come residenze stabili